Girone di andata concluso e quindi seconda parte del campionato alle porte per la Serie A2, in una stagione che ha visto tanti problemi in molte squadre e sorprese o delusioni difficili da prevedere. In occasione di quest’anteprima abbiamo intervistato Domenico Zampolini, giocatore che per 12 anni ha vestito la canotta dell’allora Scavolini Pesaro, raggiungendo le 433 presenze e piazzandosi così al secondo posto nella classifica dei giocatori con più presenze nella storia del club, dietro al solo Walter Magnifico. Con la maglia di Pesaro ha conquistato due scudetti, due Coppa Italia e una Coppa delle Coppe.
Dopo il suo ritiro è anche diventato dirigente a Rieti e poi presidente di una squadra di Serie B Interregionale nella scorsa stagione, in questa conversazione abbiamo discusso della VL Pesaro di oggi, del passato, di cambiamenti, di Serie A2 e di basket in generale.
–Cosa fa Zampolini oggi e quanto le manca il basket?
“Ad oggi faccio il nonno a tempo pieno (ride, ndr) per il momento, il basket mi manca tanto, è un’attività che ho svolto per più di cinquant’anni quindi qualcosa rimane sempre dentro. Continuo a seguire però, l’anno scorso in Serie B Interregionale, sono rimasto sempre nell’ambiente, sono testimonial del Museo del Basket di Brindisi di Antonello Cobianchi, e poi le amicizie sono rimaste come quelle di una volta.”
–Bandiera di Pesaro, insieme a lei quali altri giocatori hanno fatto la storia della società?
“Giocatori importanti ce ne sono stati tantissimi in base alle annate, e che hanno costruito le basi che facessero in modo che Pesaro diventasse una grande società, non posso che citare Agide Fava, il fondatore della VL; poi Franco Bertini, il Ragno; Amos Benevelli; Giuseppe Ponzoni; grandi giocatori che hanno fatto sì che la società crescesse, poi gli anni più belli sono stati quelli con Walter Magnifico, Ario Costa, Andrea Gagis, insieme a me, poi si sono alternati alcuni giocatori, ma noi quattro siamo quelli che c’erano sin dall’inizio e che sono arrivati fino alla vittoria di scudetti e coppe.”
–Anche dirigente per qualche anno a Rieti, un ruolo difficile ma quanto importante nella società?
“Importantissimo, il dirigente è come quelli che lavorano dietro le quinte, che non compaiono mai, ma che alla fine sono quelli che aiutano di più la società e la squadra. Credo che gli anni che sono stato a Rieti sono stati stupendi perchè con Papalia presidente, Maurizio Lasi allenatore e poi Lino Lardo, abbiamo raggiunto due promozioni dalla B all’A1, anni straordinari anche con un trofeo, quello della Coppa Italia LNP, una bella esperienza. A quel tempo la notte si lavorava, perchè bisognava chiamare le ambasciate americane nel pomeriggio quindi si stava fino a mezzanotte o all’una in sede per parlare per i visti, per un trasferimento dei giocatori americani.”
–Cosa ne pensa della VL Pesaro attuale?
“E’ una squadra che da quando è arrivato Leka è migliorata tantissimo, ha preso coscienza dei propri mezzi e ha inanellato vittorie su vittorie dopo quel brutto periodo iniziale che l’aveva vista molto in ombra, così come è successo a Brindisi. Erano le due squadre che dovevano dare maggiore visibilità al campionato, non ci sono riuscite subito ma ora si stanno riprendendo. La squadra di Pesaro non è male, costruita abbastanza bene dal mio punto di vista, ma secondo manca qualcosa sotto canestro, un giocatore che dia energia e solidità alla squadra, perchè sia Zanotti che De Laurentiis non sono abituati a stare sotto canestro, giocano intorno all’area, non hanno quei movimenti di un pivot, non creano spazi. Dicono che la società si stia muovendo sul mercato, speriamo portino qualcosa di concreto. Se io dovessi scegliere di prendere un giocatore acquisterei un pivot, anche se oggi come oggi i pivot non ci sono più, uno di 2 metri sotto canestro ti crea delle soluzioni per gli esterni, tutte le squadre ne hanno uno, è molto importante per gli spazi. Non si possono modificare i giocatori, uno che è nato 4 lo sarà per tutta la vita, perchè è abituato a giocare intorno al canestro, non sotto.”
–Dopo la sconfitta con Cividale ha pubblicato un post su Facebook dove ha analizzato la partita, parlando anche di Ahmad, che ne pensa di lui, ha il potenziale per arrivare ad alti livelli?
“In A2 sicuramente un giocatore importante, per le caratteristiche che ha, è un realizzatore, adesso ha iniziato a servire i compagni mentre all’inizio giocava più per sè stesso, ora invece crea anche soluzioni per gli altri. In A1 come Ahmad ce ne sarebbero tanti, in mezzo ad altri 5 o 6 americani potrebbe fare le stesse cose ma sarebbe più difficile che lui riesca a mantenere lo stesso rendimento.”
–Che ne pensa di Spiro Leka, allenatore fatto in casa a Pesaro, è l’uomo giusto?
“Non so se sia l’uomo giusto per la promozione, fino ad adesso sembra di sì, ha sistemato ciò che non andava bene, sta migliorando ancora, ha creato una bella squadra. Lui era un giocatore della nazionale albanese, poi grazie all’interessamento mio e di altre persone è venuto a Pesaro e lo abbiamo ricevuto nel nostro ambiente. E’ stato bravo perchè mano a mano si è guadagnato il suo spazio, ha allenato anche in altre società, si è costruito da solo. Siamo stati contenti perchè lui è una bravissima persona.”
–A Pesaro c’è stata una caduta progressiva dopo l’era Scavolini, soprattutto negli ultimi anni, la difficoltà della città imprenditoriale nel farsi coinvolgere, anche se il gruppo del Consorzio ha sempre fatto il massimo, quali sono stati gli errori?
“Se ci sono stati degli errori credo che il problema nasca sempre dal reparto economico allora puoi fare quello che vuoi, altrimenti devi arrangiarti. Milano ha un budget che mette paura, ma se non ci sono gli imprenditori, una volta c’era Scavolini, che prestano dei soldi, dei benefattori, puoi fare il massimo solo con quello che hai. Il problema sono i budget, altrimenti non si possono fare gli squadroni, oggi come oggi Milano e Bologna dicono la loro e basta, non c’è neanche la possibilità di dire che tutti quanti devono avere lo stesso tetto salariale, non si può avere e ognuno qui fa quello che gli pare, di solito noi prendiamo solo le cose sbagliate dagli altri.”
–In caso di ritorno in Serie A, che ruolo avrebbe Pesaro nel basket di oggi?
“Se dovessimo tornare in Serie A avremmo un ruolo importante, basta guardare i numeri che facciamo in casa, una città con un pubblico di 8mila persone è da tenere in considerazione, non esistono realtà così piccole con un ritorno così importante di immagine a livello mediatico, ma siamo sempre legati ad investitori, se non ci sono farà quello che ha fatto fino ad adesso, cercando di andare ai playoff e salvarsi.”
–Come vive la Pesaro città e tifoseria, una piazza super appassionata ma anche molto critica nei momenti difficili, se c’è ancora lo stesso seme di passione da coltivare e com’è sentito oggi?
“La vivo giornalmente, ho contatti con tifosi, appassionati, con ex tifosi, si discute, si parla, sono ancora ben voluto e ben visto da tutti quanti, credo di aver lasciato qualcosa di buono in 12 anni che sono stato lì.”
–Un pensiero sulla nuova formula di questa Serie A2.
“Mi piace tanto la formula di quest’anno, ma devo dire che rispetto a quello che si era detto ai nastri di partenza di questo campionato, che doveva essere un livello altissimo, uno dei più alti di sempre, ma alla fin fine non è stato un grande salto di qualità, forse vedi perchè Brindisi ha avuto tanti infortuni, vedi perchè Pesaro ha avuto problemi con l’allenatore, Cantù non riesce tanto a carburare e lascia qualcosa indietro. Alcune realtà però si sono fatte vedere come Cividale, Udine la considero una di quelle che ambisce a salire, si è rinforzata anche con un altro acquisto, Pullazi, poi c’è Rieti, che è una realtà molto difficile da affrontare, è una squadra che non si sa bene quale sia il suo ruolo ma può vincere con chiunque avversaria. Poi nei playoff tutto è un terno al lotto, come è successo scorso anno con Trieste e Cantù. Penso che alla fine si giocheranno la promozione le prime quattro che ci sono adesso, mentre le altre andranno ai playoff e lì non si sa mai cosa succede.
La Fortitudo può recuperare, è in cerca di giocatori, ha avuto tanti infortuni, potrebbe dare qualcosa durante i playoff ma non la vedo come possibile promossa diretta perchè il terreno perso all’inizio non lo recuperi più, quindi le squadre che sono state brave, e anche fortunate, a fare bene all’inizio avranno un vantaggio.”
–Analisi Pesaro-Brindisi, due squadre che erano partite con altre aspettative a inizio stagione e che ora sono costrette a recuperare.
“Vedo Pesaro un pò in vantaggio rispetto a Brindisi, di poco però, diciamo un 60-55% perchè Brindisi si sta riprendendo abbastanza bene come Pesaro, però il fatto campo influisce parecchio, quindi penso che quel volpone di Bucchi cercherà sicuramente di fare lo sgambetto a Pesaro ma in questo momento per come sta giocando sarà molto difficile, anche se Brindisi ha recuperato tanti giocatori dopo gli infortuni di inizio stagione, che hanno influito tanto, speriamo che i meravigliosi 8mila diano una spinta in più.”
–Altra sfida interessante tra Udine, ancora imbattuta in casa, e Verona.
“Difficile che Udine perda in casa, sono molto convinti e in squadra tra le mura amiche, poi hanno questo giocatore, Pullazi, che sicuramente gli darà una mano, uno che sa tirare bene da tre punti, che pesa tanto e quindi difficile da superare, per me è difficile che Verona possa vincere a Udine, li vedo troppo in gamba per perdere la prima in casa contro di loro, poi tutto può succedere.”
In questa giornata di A2 tanti cambiamenti tra i roster delle squadre: Nardò ha acquistato Giordano Pagani dall’Urania Milano, e Elhadji Thioune è passato al Latina in Serie B Nazionale; l’Urania Milano ha preso Kevin Ndzie da Brindisi; Leonardo Okeke a Cantù; Rei Pullazi all’Apu Udine da Trapani; esordio per Andrew Smith con la maglia di Vigevano.
Oltre ai nuovi acquisti tanti anche gli indisponibili: Kenny Gabriel, Gherardo Sabatini per la Fortitudo Bologna; Ion Lupusor per Rieti; assente Avery Woodson tra le fila di Nardò; assente Tyrus McGee (Cantù); indisponibile Salvatore Parrillo (VL Pesaro); assente Gabriele Miani, in dubbio Leonardo Marangon (Cividale); Carlos Delfino out per infortunio, così come Alessandro Sperduto (Cento); non disponibile Giulio Gazzotti (Verona); assenti Gabriele Stefanini e Tommaso Raspino per infortunio (Vigevano).
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In foto Domenico Zampolini, di Rieti Life