Intervistato da Caterina Benevelli sulla “Gazzetta di Reggio”, Momo Faye ha raccontato di come si è avvicinato alla pallacanestro: “Con il basket ho cominciato per piacere ma anche per caso: vicino a dove giocavo a calcio con i miei amici c’era un campetto di basket e, una volta che finivo con loro, andavo sempre a vedere la gente giocare a basket. Una volta ho provato anch’io e lì è cominciata la mia passione. A distanza di circa 10 mesi, ho deciso di concentrarmi sul basket seriamente e sono andato in un’accademia a Dakar dove ho iniziato ad allenarmi e a crederci. Dopo un anno sono venuto qui alla Pallacanestro Reggiana”.

Faye sente la mancanza della sua famiglia: “Si, direi che la mia famiglia un pochino mi manca: è normale, visto che sto facendo questo lavoro qui in Italia. E poi se si vuole diventare qualcuno bisogna fare sacrifici, come lasciare la famiglia e lavorare duro. In Senegal ho intenzione di andarci d’estate quando avrò tempo e farò almeno due o tre settimane per salutare i miei genitori, i miei fratelli e tutti i miei amici”.

Faye sogna la Nba? “Si, punto in alto però non è per me un’ossessione dover andare per forza in Nba o in Eurolega. Per me l’unica cosa davvero importante è provare a controllare il presente perché il futuro è incontrollabile. Io cerco di fare del mio meglio e di dare il massimo per arrivare tra i più alti livelli del basket perché comunque questo è un sogno per me”.

Nel futuro Momo potrebbe allontanarsi da Reggio Emilia? “Non si sa mai. Per me conta che oggi qui io mi trovo molto bene e sto approfittando del tempo che ho qui a Reggio per crescere, poi come ho detto prima, il futuro è una cosa che non posso controllare, ora sono molto concentrato sul presente e sulla squadra, poi dopo vedremo”.

In cosa deve migliorare Momo Faye in campo? “Direi su tutto, perché anche se hai una abilità per non perderla devi lavorarci ogni giorno per migliorarla. Il tempo ce l’ho e spero di poter avere la salute per potermi allenare e non avere interruzioni”.