C’è un vecchio detto che dice “l’attacco vende i biglietti, ma la difesa vince i campionati”. Ed è forse più attuale che mai in queste LBA Finals che questa sera alle 20:30 (con diretta su DAZN, DMAX, NOVE ed Eurosport 2) al PalaLeonessa A2A vedrà il terzo atto.
Gara3 che potrebbe essere anche quella conclusiva perché la Virtus Bologna ci arriva forte di un 2-0 casalingo. Ma in terra lombarda sarà tutt’altra storia perché la Germani farà di tutto e di più per regalare almeno una gioia al proprio pubblico che completa in ogni suo ordine il palasport.
La Virtus Bologna è in missione per tutta una serie di motivi di campo e soprattutto di extra campo e ce la aspettiamo aggressiva sin dall’approccio.
E proprio dalla difesa dovrà partire come successo in gara2 quando gli uomini di Dusko Ivanovic hanno tolto ossigeno, fiducia e certezza a quelli di Peppe Poeta.
Difesa allungata, pressione forte sulla palla e chiusure continue sulle guardie e su Miro Bilan che ha ricevuto tante volte la palla lontano da canestro.
E qui sono saliti in cattedra Daniel Hackett e Alessandro Pajola. Proprio quest’ultimo è il protagonista virtussino del gameday di oggi. In difesa ha svolto (assieme al suo compagno pariruolo) un lavoro praticamente perfetto in chiusura su Amedeo Della Valle, uomo di punta e più pericoloso di Brescia, nonché altro protagonista del gameday di BM.
Ma Pajola non si è limitato solamente ad un compito difensivo. È stato protagonista anche in fase offensiva con una serie di canestri da tre che di fatto hanno chiuso la gara. Abbiamo sempre elogiato le sue caratteristiche difensive, ma se gradualmente cominciasse a diventare pericoloso anche con quelle offensive allora diventerebbe un giocatore veramente scomodo.
Dall’altra parte però ci si aspetta molto di più da Amedeo Della Valle. Limitato in gara1, cancellato in gara2. Già di per sé l’impresa per la Germani è complicata, con un Della Valle in questa versione la salita diventa ancora più ripida.
Ed allora proprio questa sera spetterà a Della Valle a smentire quel vecchio detto.
Eugenio Petrillo
Iconografica di Stefano Arciero