Katowice – Niente stand-up, e più in generale video che nell’era dei social sempre più spinti sono materiali che ai lettori piacciono parecchio. Queste sono le regole imposte dagli organizzatori di Eurobasket ai giornalisti accreditati, che registrare qualsivoglia materiale video possono solamente da una mix zone alquanto affollata e rumorosa.
Si torni alla cara e vecchia carta e penna, dunque, per relazionare in merito a un evento di assoluta importanza della pallacanestro europea come Eurobasket, che tra le sedi della prima fase ha scelto Katowice, capitale bancaria della Polonia e, a livello politico, della Slesia, la regione più ricca ed influente del paese.
Perché Katowice
Compressa da Cracovia ad est e Breslavia ad ovest, Katowice ha puntato su cultura e sport per lanciarsi nel panorama turistico internazionale. È qui, non a caso, che il Museo della Slesia (Muzeum Śląskie) si è attivato non poco negli ultimi decenni, ed è qui, allo Stadion Śląski, che la nazionale di calcio polacca gioca spesso le sue partite.
Eurobasket, dunque, rientra in un preciso progetto di marketing territoriale teso a valorizzare una città comunemente associata al passato industriale, alle miniere di carbone, e ad un clima grigio in palese contrasto con le tante aree verdi che Katowice ha saputo creare per rivitalizzare il tessuto urbano.
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Ultras uniti
Venendo alla pallacanestro, la cartolina principale della prima giornata di Eurobasket a Katowice è il muro di tifosi locali che ha portato la Polonia ad una vittoria netta sulla Slovenia che sembra non riuscire ad invertire una crisi che, negli ultimi vent’anni, ha progressivamente svalutato il valore della nazionale ex jugoslava malgrado le enormi potenzialità.
Il pubblico di Katowice, animato dallo sforzo congiunto dei principali gruppi ultras del basket polacco, quelli del Włocławek e dell’Ostrów Wielkopolski, ha fatto pesare la propria presenza sin dalle prime fasi dell’incontro, con un inno nazionale cantato a squarciagola senza sfondo musicale che, come ammesso dai diretti interessati, ha caricato i giocatori polacchi sul campo.
Prova di maturità per Igor Miličić
Oltre al pubblico, protagonista del successo della Polonia è stato coach Igor Miličić, che ha saputo approntare una tattica vincente tale non solo da fermare una Slovenia trainata da giocatori di NBA, Eurolega ed EuroCup, ma soprattutto da innervosire Luka Dončić e compagni.
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Del resto, il valore del Miličić allenatore in Italia, segnatamente a Napoli, lo si è già scorso con la vittoria della Coppa Italia del 2024, mentre in Polonia il coach croato ha vinto il titolo nazionale in tre occasioni alla guida di Włocławek ed Ostrów Wielkopolski, proprio le squadre i cui tifosi hanno guidato il tifo polacco contro la Slovenia.
Onda blu
Restando al rapporto tra pubblico e terreno di gioco, da segnalare è anche la cornice di pubblico, assai meno numerosa ma abbastanza rumorosa, che ha assistito alla prima partita della prima giornata tra Israele ed Islanda.
Soprattutto per via della situazione internazionale, attorno alla nazionale israeliana l’attenzione è altissima. Vedere un’onda di pubblico blu (colore condiviso sia Israele che dell’Islanda) celebrare una festa del basket in maniera corretta ha definitivamente smussato la tensione.
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Occasione persa
In ultimo, tornando alla pallacanestro giocata, da segnalare è la conferma dello status di favorita alla vittoria finale da parte di una Francia che ha superato senza patemi un Belgio oramai privo della spinta propulsiva degli scorsi anni. Peccato, soprattutto per Dario Gjergja, uno degli allenatori maggiormente promettenti degli europei.
Il professionista zaratino, curiosità, Eurobasket avrebbe potuto giocarlo portandovi la sua nazionale, ossia quella Croazia grande assente della manifestazione, che nella primavera 2023 la federabasket croata ha deciso sorprendentemente di non assegnare a Gjergja.
Risultati e classifica del gruppo D (clicca qui)
Matteo Cazzulani
Nella foto: Igor Miličić. Credits: FIBA