Serve prendere il dizionario ed imparare nuovi aggettivi, perché noi li abbiamo letteralmente terminati. Sembra proprio che Saliou Niang sia ormai quasi indescrivibile sul parquet. Solo dopo la partita con la Georgia ci chiedevamo se fosse nata una stella. La scrittrice Agatha Christie diceva che “un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova”. La sua prestazione contro la Spagna potrebbe essere quella prova. Al di là dei numeri, che comunque dicono di una doppia doppia da 10 punti (5/6 da 2), 10 rimbalzi e 2 stoppate, sono da circoscrivere. Perché la sua voglia ed energia hanno permesso all’Italia di inserire il gettone e premere il tasto start dopo quell’orribile inizio da 0-13 e 12 errori al tiro.

Come al solito, partita totale la sua, fatta di difesa, palloni sporcati, rimbalzi catturati nella mischia e un atletismo che aiuta e non poco. Ma devi trovarti al posto giusto al momento giusto, e lui c’è. Prima con la testa e poi con il fisico. Quella è la grande differenza che contraddistingue un giocatore normale da un campione. I Cleveland Cavaliers lo avranno notato certamente. Ma poi quell’atletismo fuori dal normale, che gli permette di saltare ad altitudini elevate per stoppare due incredibili palloni evitando due canestri quasi fatti agli spagnoli. Peccato per l’infortunio alla caviglia, che gli ha fatto saltare la parte finale della partita nella quale sarebbe servito eccome per evitare qualche ulteriore patema.

Poco male. Innanzitutto ci auguriamo che la botta non sia nulla di grave, e per questo di rivederlo in campo già al prossimo impegno. Testa alla prossima, una gara alla volta, per alimentare questo fuoco sacro che ha in corpo.

 

Nell’immagine Saliou Niang, foto Fiba

Giovanni Bocciero