Il 6 ottobre, durante la diretta su YouTube del canale argentino Doble Doble, Carlos Delfino, 43 anni, ha annunciato il suo ritiro dal basket giocato. Una carriera lunghissima e resiliente di fronte agli infortuni, per l’ultimo giocatore della Generación Dorada argentina rimasto in attività fino a questo momento. Delfino, guarda/ala piccola classe 82’, ha iniziato a giocare a livello professionistico nel 1998 a Santa Fe, sua città di nascita, per poi maturare il suo talento in Italia dove, appena diciottenne, nel 2000 approdò alla Viola Reggio Calabria, la squadra che aveva lanciato Ginobili, trasferitosi quell’anno alla Virtus Bologna. Percorso simile quello di Carlos che, dopo due anni, arrivò anche lui a Bologna, ma sponda Fortitudo. I due anni di Bologna lo misero in vetrina per il passaggio oltreoceano in NBA. Già alla fine del suo primo anno nel 2003 i Deroit Pistons lo chiamarono alla 25ͣ scelta nel Daft di New York, primo argentino di sempre ad essere selezionato al primo giro. La prima scelta di quel Draft inoltre fu Lebron James, che ad oggi resta l’unico giocatore in attività di quell’annata. Delfino decise pero’ di rimandare di un anno l’inizio del suo cammino NBA, giocando un’altra stagione in maglia Fortitudo, terminata con le finali perse in campionato contro Siena e in Eurolega contro il Maccabi Tel Aviv.
Il passaggio in NBA nella stagione 2004/2005 non fu semplice, complici gli infortuni che nel primo anno a Detroit lo costrinsero a giocare solo 30 partite. Nei due anni successivi aumentarono le presenze e giocò i suoi primi playoffs NBA. Nella stagione 2007/2008 passò ai Toronto Raptors di Chris Bosh e Andrea Bagnani, prima di tornare per una stagione (2008/2009) in Europa al Chmki. Quando nella stagione successiva tornò in America ai Milwauke Bucks tramite una trade, Delfino trovò finalmente lo spazio che stava cercando. Nel triennio passato nel Wisconsin Carlos giocò con continuità nel quintetto titolare e stabilì in due partite consecutive il suo career high di 30 punti, segnati nel marzo 2011 contro i New York Knicks e i Sacramento Kings. Nella stagione 2012/2013 passò agli Houston Rockets. Quella di Delfino è stata una carriera nella massima lega statunitense conclusasi prematuramente in maglia Rockets durante la gara 5 di playoffs contro gli Oklahoma City Thunder di Durant e Westbrook, a causa di una frattura da stress allo scafoide del piede destro. Nonostante l’infortunio nell’estate del 2013 Delfino rifirmò per i Milwauke Bucks, ma in realtà non scese in campo fino al 2016. Tre anni in cui il natio di Santa Fe subì sette operazioni al piede che gli crearono molte incertezze sul suo rientro.
Nuovamente dall’Italia e dall’Argentina arrivò la svolta, dopo un percorso medico che lo rimise lentamente in buone condizioni, e dall’head coach dell’Argentina di quegli anni Sergio Hernández, che lo richiamò in nazionale. Infatti, fu in occasione di un’amichevole estiva contro gli Stati Uniti nel 2016 che Delfino tornò a giocare una partita ufficiale, e l’anno seguente da marzo a maggio, con la maglia del Boca Juniors riprese a giocare a livello di club. Fece una comparsata anche in Spagna, dove nella stagione 2017/2018 svolse il precampionato con il Saski Baskonia, allenato dal suo ex compagno di nazionale Pablo Prigioni, venendo poi tesserato per emergenza infortuni. Esperienza che durò appena quattro partite di campionato e 10 minuti complessivi in due partite di Eurolega. Infine l’amore per il gioco, l’amore per l’Italia e l’amore per la moglie italiana Martina, originaria di Cento, hanno riportato Carlos, tra il 2018 e il 2025 (l’ultima partita giocata con Cento risale al 23 marzo contro Livorno), ad essere nuovamente protagonista in giro per il bel paese. Prima nella stagione 2018/2019 a Torino, per poi a stagione in corso fare ritorno alla Fortitudo Bologna contribuendo a riportarla in Serie A. In seguito tre anni a Pesaro sotto la guida di Jasmin Repeša e Luca Banchi, prima di concludere “a casa sua” nell’ultimo anno e mezzo a Cento. Un cerchio che si è chiuso per Carlos nel dicembre del 2023, quando dopo un periodo di allenamento si è unito ufficialmente alla Benedetto XIV Cento, città dove già viveva con la famiglia. La Baltur Arena di Cento è stato l’ultimo scenario in cui Delfino con il suo talento, la sua leadership e il suo carisma ha fatto innamorare di sé nuovi tifosi. Per due stagioni ha contribuito alla salvezza in A2 di Cento fino a che gli acciacchi e le ricadute fisiche lo hanno costretto a terminare la scorsa stagione a marzo.
Una carriera quella di Delfino che non l’ha visto celebrare trofei nel corso delle stagioni italiane o americane, ma a partire dalle nazionali giovanili tra il 2001 e il 2015, Carlos ha fatto parte della Generación Dorada argentina con la quale vinse lo storico oro olimpico ad Atene nel 2004 insieme a giocatori come Ginobili, Luis Scola, Sconochini, Nocioni, Oberto. Ai Giochi Olimpici di Pechino nel 2008 l’Argentina di Delfino ottenne un’altra medaglia, questa volta di bronzo. Oltre alle medaglie olimpiche (4 le partecipazioni ai Giochi), Delfino vanta nel suo palmares con la nazionale anche un bronzo ai Mondiali under 21 in Giappone (2001), un oro ai Campionati sudamericani (2004), due ori (2011,2022) e un argento (2007) ai Campionati americani. La sua ultima partita in maglia albiceleste è stata la sconfitta contro le Bahamas nel Torneo di Pre-qualificazione Olimpico a Santiago del Estero il 21 agosto 2023. La maglia dell’Argentina nel corso della sua carriera ha saputo dare a Carlos sempre nuova linfa da cui ripartire la stagione seguente. La passione della sua gente e la possibilità di giocare tanto con la palla in mano in nazionale, lo hanno risollevato dai momenti più complicati della sua carriera, permettendogli per oltre venticinque anni di vivere sul campo con il giocattolo più bello che abbia mai avuto, il pallone da basket.
Edoardo Tamba
Foto. S. Ponticelli / Ciamillo-Castoria