Dopo la serata in cui si è celebrato il profeta Isaia Cordinier, ma soprattutto si è ricordato un grandissimo del passato della Virtus, Michael Ray Richardson, scomparso a 70 anni dopo una lunga malattia proprio martedì scorso, ecco prospettarsi un’altra gara in cui un ex importante sarà dall’altra parte della barricata, Toko Shengelia, uno dei maggiori protagonisti dell’ultimo scudetto, ma non solo. Il georgiano, arrivato in Virtus in 7 marzo 2022, a pochi giorni dall’annuncio di Daniel Hackett, entrambi provenienti dal CSKA, fu parte di due trattative lampo condotte dal DG Paolo Ronci, che anche in quell’occasione seppe giocare d’anticipo, sfruttando appieno le proprie conoscenze del mercato dell’est Europa, e trovando il consenso immediato a concludere l’affare grazie all’ok simultaneo del Presidente Zanetti. Toko in Virtus ha conquistato uno scudetto da vero protagonista, oltre ad aver contribuito alla vittoria in Eurocup, che ha sancito il ritorno della Bologna bianconera in Eurolega. Il suo addio dell’estate scorsa è stato sofferto dalla tifoseria bianconera, ma l’ingaggio offerto dal club catalano era insostenibile per le casse bianconere.

Ma facciamo un breve passo indietro per raccontare quanto successo al PalaDozza martedì, dove la Virtus non poteva onorare meglio la memoria di uno dei suoi giocatori più talentuosi, uno che da solo valeva sempre il biglietto per guardare la partita, uno che se non avesse avuto problemi di cocaina e venire squalificato dalla NBA, ne sarebbe diventato sicuramente parte e sarebbe stato inserito di diritto nella Hall of Fame. Sugar, era la gioia del basket, insieme a quella dose di velocità, scaltrezza e leggerezza di movimenti che solo i grandissimi sono in grado di coniugare insieme nel loro incedere in campo. Arrivò a Bologna grazie ad una intuizione di Bob Hill e dell’Avvocato Porelli, che come tutti i grandi appassionati della pallacanestro, non rimase indifferente a quel ragazzo così dotato tecnicamente e pieno di talento.

Sugar era in grado di vincere le partite da solo, come fece a Firenze in occasione della finale della Coppa delle Coppe, dopo l’infortunio di Roberto Brunamonti si caricò la squadra sulle spalle e segnando 29 punti, condusse la Virtus alla conquista del primo trofeo continentale. Vinse anche due coppe Italia in maglia bianconera, sfoderando sempre grandi prestazioni nei tre anni che rimase sotto le due torri. Poi un giorno accadde qualcosa, qualcuno mise i bastoni fra le ruote tra lui e la Virtus, il distacco fu improvviso, qualcuno che sapeva non parlò, il giocatore fece le valigie e se ne dovette andare. Martedì se n’è andato per sempre, con quel suo animo buono e quella voglia matta di far sempre festa, avendo sempre un occhio di riguardo per il gentil sesso, di cui era un grande estimatore.

La gara della Virtus contro l’Efes di martedì, ha mostrato un gruppo particolarmente attento e concentrato su ogni pallone giocato, tutti quelli entrati in campo hanno risposto ampiamente presente a coach Ivanovic, che a fine gara ha riconosciuto che anche nelle precedenti gare casalinghe la squadra bianconera aveva giocato ottime gare, ma quella contro i turchi, è stata indubbiamente la migliore purché si è vista una squadra totalmente concentrata in ogni suo elemento.

Le percentuali realizzate sono state al limite della perfezione, i rimbalzi sono risultati quasi gli stessi degli avversari, ma soprattutto le palle perse limitate a pochissimi errori, nonostante si sia giocato a ritmi altissimi.

L’Efes ha opposto resistenza sino a cinque minuti dal termine, poi sono venute a mancare meno le energie e la difesa bianconera ha fatto il resto, riuscendo a prendere un corposo vantaggio che ha tradotto in gloria gli ultimi istanti di una gara davvero entusiasmante.

Stasera non ci si aspetti una replica dei Virtussini sugli stessi standard di martedì, lo stesso coach Ivanovic ha lasciato intendere che non tutte le serate sono uguali, ma soprattutto quelle come martedì rappresentano una eccezione e non certo la normalità.

Il Barcellona ha appena esonerato coach Penarroja e lo ha sostituito con Xavi Pascual, già sulla panchina dei blaugrana dal 2008 al 2016 e con cui ha vinto diversi titoli fra cui l’Eurolega del 2009/10, 4 campionati spagnoli, 3 coppe del Rey, 4 Supercoppa spagnola e 7 Liga Catalana.

Il ritorno in panchina di Pascual, darà certamente nuovo vigore e grande entusiasmo all’ambiente catalano, per la Virtus si prospetta un’altra serata molto complessa lontana dal fortino amico del PalaDozza, dove finora ha sempre vinto, a differenza di quanto accaduto in trasferta.

Servirebbe un’altra prestazione balistica da 80% da due e 52% da tre, servirebbe che tutti fornissero il loro contributo e fossero molto attenti e concentrati a non perdere palloni e a rimbalzo. Servirebbe un’altra gara da dieci e lode come quella vista contro l’Efes, non che sia impossibile, ma oggettivamente la squadra di coach Ivanovic in trasferta, non ha ancora trovato quella maturità necessaria da far sperare che un tale evento possa ripetersi fuori da Bologna.

Palla a due alle ore 20,30 agli ordini dei signori Borys Ryzhyk, Sergio Silva e Amit Balak. Diretta televisiva su Sky sport Arena e radiocronaca su Nettuno Bologna Uno, grazie all’inconfondibile voce di Dario Ronzulli.

Alessandro Stagni

Nell’immagine Carsen Edwards, l’americano contro l’Efes è stato ancora una volta il più prolifico dei bianconeri con 21 punti segnati (foto di Ciamillo Castoria)