Luca Vildoza ha acceso la notte del PalaDesio con la calma dei grandi e la lucidità dei veri registi. La sua partita da MVP è stata il filo conduttore dell’89-77 con cui la Virtus Olidata Bologna ha piegato Cantù in una sfida che, per larghi tratti, ha vissuto sull’eleganza tecnica dell’argentino. Non un’esplosione di punteggio, ma una prestazione fatta di classe, letture, ritmo distribuito a tutti: 12 punti, 7 assist, 5 rimbalzi, 19 di valutazione e una gestione del match che ha disegnato il perimetro della vittoria bianconera.
Quando Cantù ha riaperto la gara rientrando dal -18 al -9, nel momento in cui il PalaDesio era diventato una camera di pressione, Vildoza ha piazzato una delle giocate che pesano più dei numeri: una tripla dall’angolo, pulita, chirurgica, simbolo di una serata in cui non ha sbagliato nulla dall’arco (3/3). È stata la sua firma più netta, lo spartiacque che ha respinto l’ultima vera ondata brianzola e ha rimesso la Virtus nella carreggiata del controllo.
Il resto è stato un manuale di pallacanestro semplice solo in apparenza. Vildoza ha scelto i tempi, manipolato le difese, servito compagni in ritmo e tenuto sempre la bussola nelle mani, anche nei frangenti più sporchi del match. Ha chiuso con 1/3 da due, 1/1 ai liberi, 27 minuti in campo ma un impatto ben più largo del campo stesso: ogni possesso passava da lui, ogni accelerazione o frenata rispondeva alla sua lettura.
La Virtus, trascinata dalla sua regia paziente e autoritaria, ha mantenuto il vantaggio, ha risposto ai tentativi di rimonta e ha chiuso una trasferta insidiosa con una vittoria pesante. C’è molto della sua impronta in questo successo: disciplina offensiva, ordine, qualità, e quella serenità con cui ha spento gli entusiasmi canturini nel quarto periodo.
E mentre la sirena finale scendeva sul parquet di Desio, una sensazione diventava evidente: la differenza, in una partita complicata e piena di onde emotive, l’ha fatta lui. Luca Vildoza, l’uomo che ha trasformato una gara ad alta tensione in un’affermazione solida, con la firma morbida ma inequivocabile del suo talento e della sua leadership.

Eugenio Petrillo 

Nell’immagine Luca Vildoza, foto Ciamillo-Castoria