Per chi, come il sottoscritto, ha il cuore sportivo diviso a metà tra Zara e Bologna, l’infortunio che ha escluso dalla stagione in corso Borna Kapusta dello Zadar ricorda molto da vicino quello che, nell’annata sportiva 2004/05, ha estromesso Miloš Vujanić della Fortitudo dai playoff di Serie A. In tale occasione, la Effe scudata ha serrato le fila, ed anche grazie alla generosità di capitan Gianluca Basile è riuscita, da outsider, a vincere il secondo e finora ultimo scudetto della propria storia.

L’esito positivo della prestazione della Fortitudo ha sicuramente un suo peso nella comparazione degli infortuni di Borna Kapusta e Miloš Vujanić, se non altro come mezzo di buon auspicio nei confronti di uno Zadar che, con la perdita del suo playmaker titolare, è costretto ad affrontare la stagione 2025/26 ancora in salita.

Kapusta, alteta classe 1996 nativo di Koprivnica, si è infatti rivelato un elemento chiave per la stabilizzazione della strategia realizzativa di uno Zadar che, dall’arrivo dell’ex play di Split e Cibona durante la sessione estiva di mercato, ha impostato il proprio gioco in maniera differente rispetto agli anni precedenti.

In tandem con Mihailović

Kapusta ha infatti avuto il merito di esonerare da oneri di regia quel Vladimir Mihailović che, secondo i piani di coach Danijel Jusup, ed anche i gusti dello stesso atleta montenegrino, ha potuto finalmente concentrarsi sulla fase realizzativa, affermandosi come ‘capocannoniere’ di una compagine che ha comunque mantenuto una forte impronta difensiva con solido controllo dei tempi di gioco.

Il miglioramento dell’umore che Kapusta ha apportato presso Mihailović è stato ben evidente durante le partite dello Zadar nella stagione in corso. Sia in Lega adriatica che nella Premijer Liga croata, il linguaggio del corpo della guardia nativa di Cettigne è apparso decisamente più rilassato nei momenti in cui il nazionale montenegrino ha condiviso minuti sul campo con Kapusta.

Un dilemma per coach Jusup

L’idillio di tale tandem, che ha permesso allo Zadar di trovare continuità di risultati, non è durato che metà stagione. Come riportato dalla stampa locale, il play dello Zadar ha subito una frattura alla mano che lo costringerà a restare fuori dal basket giocato fino a fine stagione. L’infortunio è avvenuto in occasione della partita di Lega adriatica che Zara ha vinto sul Borac, a seguito di un contatto con Marko Jošilo che ha costretto Kapusta ad una caduta rovinosa.

Con la Coppa Krešimir Ćosić oramai alle porte, e una stagione ancora da completare con l’obiettivo salvezza da raggiungere in Lega adriatica, oltre al titolo di campione di Croazia da confermare il Premijer Liga, coach Jusup si trova, ora, dinanzi a un dilemma su come sopperire all’assenza del playmaker titolare.

Ritorno al passato o intervento sul mercato

La soluzione più logica sarebbe un intervento sul mercato che tuttavia è ad oggi difficile da realizzare non solo per la situazione economica dello Zadar, che la recente sponsorizzazione con Coca-Cola potrebbe tuttavia aiutare, ma per la carenza di valide opzioni libere nell’immediato a prezzi ragionevoli.

La seconda opzione è il ritorno al modello realizzativo della scorsa stagione, nel corso della quale i compiti di regia sono stati distribuiti soprattutto tra Vladimir Mihailović e capitan Marko Ramljak, nel contesto di un gioco che, come da tradizione nelle squadre di coach Jusup, è interpretato da giocatori polivalenti.

Un’opportunità per il giovane Torbarina

Una terza soluzione, ugualmente interna, potrebbe essere l’aumento del minutaggio del giovane Toni Torbarina, promessa del basket zaratino classe 2006, che ha firmato il suo primo contratto professionistico la scorsa estate su iniziativa dell’allora GM Tomislav Kabić. In occasione delle prime uscite coi ‘grandi’, Torbarina ha già dimostrato una notevole voglia di mettersi in gioco.

A porre un interrogativo sull’opzione Torbarina è però non tanto la ancora limitata esperienza del giocatore ventiseienne, soprattutto in Lega adriatica, ma anche e soprattutto la riluttanza con la quale, spesso, coach Jusup ha considerato i giocatori giovani, ai quali sono sovente stati preferiti i veterani.

Matteo Cazzulani

Nella foto: Borna Kapusta. Credits: ABA League / Josip Begonja