Il PalaFlaminio è pronto ad accendere la Coppa Italia LNP. A giocarsi il trofeo di Serie A2 saranno Scaligera Basket Verona, Valtur Brindisi, Dole Basket Rimini e Victoria Libertas Pesaro, mentre per quello della Serie B si sfideranno Elachem Vigevano 1955, T Tecnica Gema Montecatini, Virtus GVM Roma 1960 e Verodol CBD Pielle Livorno.

Ad aprire le semifinali di A2 sarà la sfida tra Verona e Pesaro, in programma venerdì alle 17.15: andiamo ad analizzarla nello specifico.

Come arriva Verona al match

Verona aveva chiuso il 2025 e il girone d’andata al primo posto grazie alla vittoria in casa proprio contro Pesaro, ma nel nuovo anno gli scaligeri sono incappati in un periodo di appannamento. Le condizioni precarie di Justin Johnson e la scarsa amalgama tra gli interpreti hanno portato a quattro sconfitte consecutive contro Bergamo, Cividale, Avellino e Cremona, con la società che ha deciso di esonerare coach Demis Cavina dopo il successo a Ruvo di Puglia.

Sulla panchina veneta è tornato per la terza volta Alessandro Ramagli, allenatore della promozione nel 2022 e già vincitore della Coppa Italia nel 2015 (nella prima esperienza a Verona) e nel 2017 (con la Virtus Bologna). Il percorso del tecnico toscano è cominciato con una sconfitta dignitosa a Rieti, per poi trovare due successi consecutivi contro una diretta concorrente come Scafati e una squadra ostica come Torino. Nel frattempo, la società ha trovato l’accordo con Andrea Loro, tiratore classe 2003 che aveva brillato particolarmente con Bergamo prima della rinuncia al campionato dei lombardi.

L’unica notizia negativa per gli scaligeri nell’ultimo periodo è arrivata da Lorenzo Ambrosin: l’ex Udine si è dovuto operare per ridurre la frattura spiroide del quinto metacarpo sinistro e non prenderà parte alle Final Four. Tutto sommato, però, la Tezenis arriva in Romagna con buone sensazioni, proprio come confermato dal capitano Filippo Baldi Rossi (campione l’anno scorso con Cantù insieme all’attuale compagno Tyrus McGee) durante la conferenza stampa di lunedì. Verona si trova a -6 dal primo posto in campionato e difficilmente potrà puntare alla promozione diretta, quindi preparerà questa sfida proprio come se fosse una gara 5 di playoff: l’esperienza e la qualità per portare a casa il trofeo non mancano.

Come arriva Pesaro al match

La Vuelle sta vivendo una stagione magica e nell’ultimo weekend, grazie al successo con Cremona e alla conseguente sconfitta di Brindisi proprio al PalaFlaminio di Rimini, è tornata in vetta alla classifica in solitaria. I marchigiani sono stati molto svantaggiati dalla rinuncia di Bergamo al campionato avendo vinto andata e ritorno contro i lombardi, ma i ragazzi di coach Spiro Leka non si sono persi d’animo e hanno continuato a macinare la loro pallacanestro. Nel girone di ritorno la capolista ha un record di nove vittorie e due sconfitte, arrivate entrambe in trasferta contro Avellino e Scafati.

In questo lasso di tempo, però, capitan Lorenzo Bucarelli e compagni hanno conquistato successi prestigiosi come quello nel derby con Rimini nella 29esima giornata e come quello contro Brindisi nel 25esimo turno. Anche la società biancorossa ha deciso di cambiare qualcosa nel proprio roster: Kay Felder ha lasciato l’Italia dopo cinque mesi non indimenticabili e conditi da diversi infortuni. Pesaro non si è fatta trovare impreparata e ha aggiunto Jazz Johnson, combo-guard americana in uscita da Pistoia in grado di segnare tantissimi punti grazie al suo talento offensivo. Coach Leka è stato bravo a inserirlo in un sistema collaudato e la Vuelle ha continuato a volare, confermandosi la prima forza della A2 fino a questo momento.

A livello di qualità del roster, i biancorossi hanno forse qualcosa in meno rispetto a Verona, ma l’entusiasmo e la leggerezza di questa squadra sta eliminando quasi tutti i difetti dei giocatori. Inoltre, vista la vicinanza tra Pesaro e Rimini, molti tifosi marchigiani popoleranno le tribune del PalaFlaminio, rendendo la semifinale praticamente un match casalingo. La Victoria Libertas non si vuole accontentare del primo posto in ed è pronta a stupire anche alle Final Four.

Il precedente in campionato

Queste due squadre si sono incontrate nell’ultima giornata del girone d’andata con la vittoria di Verona per 88-79. Difficile, però, cogliere tanti spunti da quel match: Verona aveva un allenatore diverso, Justin Johnson era lontanissimo dalla forma migliore e Andrea Loro giocava ancora a Bergamo. Pesaro ha aggiunto tanto talento offensivo con Jazz Johnson, un netto upgrade rispetto a Kay Felder che, infatti, chiuse il match in Veneto con 6 punti (2/7 dal campo) e 2 palle perse in 32 minuti sul parquet.

Nella gara del 28 dicembre, il quarto periodo fu fatale per la Vuelle: 36-23 per la Tezenis e partita in ghiaccio; se Pesaro vorrà approdare alla finale di domenica, dovrà mantenere lo stesso livello di intensità per tutti i quaranta minuti. Per Verona il giocatore decisivo fu Tyrus McGee: quando l’ex Cantù prende fuoco in quel modo, gli avversari possono solamente farsi il segno della croce. Inoltre, i gialloblù furono bravi a contenere Regimantas Miniotas nell’ultimo quarto: zero punti per il centro in quell’occasione.

Le possibili chiavi tattiche

Due stili differenti ma tremendamente efficaci. Pesaro ama passarsi il pallone (18.6 assist per partita, seconda miglior squadra in A2) e vuole correre in transizione per trovare canestri facili, mentre Verona si affida di più agli isolamenti dei propri giocatori di punta e preferisce gestire il ritmo. Entrambe le squadre hanno una doppia dimensione: la Vuelle ha ottimi tiratori come Jazz Johnson, Matteo Tambone e capitan Lorenzo Bucarelli, ma non va dimenticato il gioco spalle a canestro di Regimantas Miniotas, lungo lituano dalle ottime mani. Non è un caso che i biancorossi siano i migliori per percentuale dal campo (47.4%), sintomo di un attacco difficilmente arginabile per gli avversari. Anche la Scaligera fa un uso massiccio del tiro dall’arco (quarta per triple tentate in tutta la A2), ma c’è anche l’opzione di appoggiarsi in post da Justin Johnson, arma mancata terribilmente nei mesi di assenza dell’ex Rimini.

Verona dovrà essere molto brava a contenere i tagli a canestro di Miniotas, ma dovrà fare grande attenzione ai possibili scarichi del lituano dopo aver ricevuto in area. Inoltre, la squadra di Ramagli dovrà provare a sporcare le linee di passaggio degli avversari: Pesaro, giocando a ritmo elevato, incappa spesso in palle perse (11.2 per partita, 13esima in campionato) e la Tezenis vorrà sicuramente approfittarne. Dall’altra parte, i marchigiani dovranno provare a contenere al meglio il duo americano degli avversari: se Johnson e McGee prendono ritmo, Verona diventa difficilmente arginabile. Più facile a dirsi che a farsi: il reparto italiani dei veneti è uno dei migliori del campionato e lasciargli spazio potrebbe essere letale.

Il pronostico

È veramente complicatissimo fare un pronostico di una gara secca, figuriamoci quando i valori delle squadre sono così simili. Verona è più abituata a calcare questi palcoscenici: Baldi Rossi e McGee hanno vinto l’anno scorso dopo un thriller in semifinale con Udine e un successo agevole in finale contro Cividale, mentre coach Ramagli cercherà il terzo successo (il primo, tra l’altro, è arrivato proprio a Rimini con la Scaligera). Pesaro, invece, parte da inizio stagione con l’etichetta di underdog e questo sembra piacere particolarmente a Bucarelli e compagni, pronti a stupire il basket italiano ancora una volta. L’esperienza della Scaligera contro la leggerezza e l’intensità della Victoria Libertas: appuntamento domani alle 17.15 per una semifinale che si preannuncia infuocata.

Crediti foto: Scaligera Basket Verona (Facebook)    In foto: Octavio Maretto che contesta il tiro di Michele Serpilli