Avanzano le semifinali di conference NBA, ma nella notte non ci sono sorprese: i San Antonio Spurs e i New York Knicks fanno valere il fattore campo con autorità. I texani, dopo la sconfitta nel finale di gara 1, annichiliscono completamente i Minnesota Timberwolves: +38, la terza vittoria più larga nella storia dei neroargento in postseason. La squadra della Grande Mela, invece, soffre contro i Philadelphia 76ers (senza Joel Embiid), ma riesce a portare a casa il secondo successo nella serie grazie alle giocate di Jalen Brunson.
San Antonio Spurs 133-95 Minnesota Timberwolves (1-1 nella serie)
I San Antonio Spurs rispondono alla grande dopo lo scivolone di gara 1 e infliggono la peggior sconfitta ai playoff della storia dei Minnesota Timberwolves. Già dal primo quarto si capisce che sarà una serata lunga per gli ospiti: De’Aaron Fox (16 punti) parte con le marce alte, Victor Wembanyama segna 11 dei suoi 19 punti totali nei minuti iniziali e la difesa dei texani blocca completamente l’attacco avversario. La squadra di coach Finch si sgretola nel secondo periodo, va all’intervallo con soli 35 punti sul tabellone (il numero più basso in tutta la stagione) e, sostanzialmente, abbandona la contesa. L’unica buona notizia per Minnie riguarda il rientro di Ayo Dosunmu, anche se l’ex Bulls non è riuscito a dare un impatto significativo. I Wolves chiudono con meno del 40% dal campo e il 30% dall’arco: una notte da archiviare il prima possibile.
Per i padroni di casa, invece, una partita da ricordare: tutti i membri del roster hanno brillato (7 giocatori in doppia cifra), con Stephon Castle a guidare la truppa con 21 punti. Il sophomore in uscita da Connecticut ha anche il merito di escludere dalla gara Jaden McDaniels (12 punti in 19 minuti): il miglior difensore di Minnesota negli esterni non è riuscito a rimanere in campo per problemi di falli. L’aggressività difensiva è un altro aspetto che può far sorridere coach Johnson: 22 palle perse causate che hanno portato a 19 punti, con un Anthony Edwards (12 punti con 4 turnover) particolarmente in difficoltà. Gli Spurs sono riusciti a spingere velocemente in contropiede (29 punti in questa situazione) e non hanno mai permesso agli avversari di schierarsi sotto il proprio canestro: è stata una delle chiavi per la vittoria dei texani.
Ora la serie si sposta a Minneapolis, dove i Timberwolves non hanno ancora perso in questa post season: vedremo se gli Spurs riusciranno ad imporsi anche al Target Center.
New York Knicks 108-102 Philadelphia 76ers (2-0 nella serie)
Match molto combattuto al Madison Square Garden. Dopo la batosta patita in gara 1, i Philadelphia 76ers, privi di Joel Embiid, mettono in campo tutto l’orgoglio che hanno e vanno vicini al colpo esterno, ma i New York Knicks sono glaciali nel finale. Paul George (19) guida gli ospiti con un primo quarto stellare, poi passa il testimone a VJ Edgecombe (17) e, soprattutto, a Tyrese Maxey: 26 punti per la guardia ma con 9/23 dal campo. I padroni di casa non si impressionano e, grazie alle giocate di OG Anunoby (24) e Karl-Anthony Towns (20+10 rimbalzi), rimangono a contatto per tutta la disputa.
A sette minuti dalla sirena finale, Kelly Oubre Jr. (19) piazza la tripla del +3, illudendo gli ospiti: sarà il penultimo canestro della loro trasferta. Il parziale inflitto dai Knicks è devastante: 12-3, con Jalen Brunson (26) e Mikal Bridges (18) che puniscono dalla media distanza. I ragazzi di coach Nurse non trovano ritmo, perdono diversi palloni e sbagliano tante conclusioni dall’arco, mostrando anche qualche segno di stanchezza. New York, quindi, coglie il suo quinto successo consecutivo in questi playoff e vola sul 2-0, mettendo spalle al muro gli avversari: i 76ers sono obbligati a vincere davanti ai propri tifosi, altrimenti potrebbe essere game over per loro. La serie con Boston ci ha insegnato che questa squadra non muore mai, ma i Knicks sembrano di un’altra pasta e, soprattutto, in grande fiducia: rimontare, questa volta, sarà un’impresa ancora più grande.
Nell’immagine: Rudy Gobert, Victor Wembanyama e Harrison Barnes Credit photo: San Antonio Spurs (Facebook)