Wizards, Nuggets, Sixers, Blazers: è tempo di scoprire i protagonisti della diciottesima settimana NBA
Con i play-in in avvicinamento, e sempre meno partite da giocare, per varie squadre della lega non c’è più molto tempo da perdere. Servono vittorie per continuare la stagione, ma ottenerle potrebbe non essere così facile, visto il grande equilibrio che sta ancora regnando sovrano in entrambe le Conference. Nella Eastern Conference, ad esempio, a parte le prime tre, ovvero Brooklyn Nets (42-20), Philadelphia 76ers (40-21) e Milwaukee Bucks (38-23), potrebbe succedere di tutto. New York Knicks (34-28), recentemente frenati dopo un’incredibile striscia vincente (9-0), Atlanta Hawks (34-28), Boston Celtics (32-30), Miami Heat (32-30) e Charlotte Hornets (30-31) sono tutte alla ricerca di un posto nei playoff. Ovviamente, però, non tutte riusciranno a qualificarsi direttamente, e due di queste squadre saranno costrette a giocare i play-in, dove potrebbero trovare due delle seguenti formazioni: Indiana Pacers (29-32), Washington Wizards (27-34), Chicago Bulls (26-35) e Toronto Raptors (26-36). Anche nella Western Conference, dalla quinta posizione in poi, potrebbe esserci qualche inatteso colpo di scena. Dopo Utah Jazz (44-17), Phoenix Suns (43-18), Los Angeles Clippers (43-20) e Denver Nuggets (40-21), infatti, ci sono cinque vittorie di distanza tra la quinta, i Los Angeles Lakers (36-25), e la decima, i Golden State Warriors (31-31). E in mezzo a queste due posizioni, altre quattro squadre pronte a darsi battaglia, insieme a Lakers e Warriors, per aggiudicarsi un posto ai playoff: Dallas Mavericks (34-27), Portland Trail Blazers (33-28), Memphis Grizzlies (31-29) e San Antonio Spurs (31-29). Per quanto riguarda i play-in, invece, non sono ancora totalmente esclusi i New Orleans Pelicans (25-33) e i Sacramento Kings (23-35), anche se nelle ultime settimane le due squadre hanno perso un po’ di vista i Warriors (che adesso sono, rispettivamente, a quattro e sei vittorie di distanza).
Le migliori: Washington Wizards e Denver Nuggets
Parallelamente alla strepitosa striscia di vittorie dei New York Knicks (9-0), fermata lunedì notte dai Phoenix Suns, la Eastern Conference delle ultime due settimane ha assistito anche a un’altra cavalcata trionfale. Quella dei Washington Wizards (27-34), che dopo otto vittorie consecutive (8-0), hanno dovuto anch’essi frenare (dopo una sconfitta di misura, all’overtime, contro i San Antonio Spurs) e interrompere una storica striscia vincente (che a Washington non vedevano dai tempi di Michael Jordan, nel 2001). Malgrado la recente sconfitta, però, giocatori di coach Scott Brooks sono esattamente dove volevano essere. Al decimo posto della Eastern Conference, con l’entusiasmo a mille e la possibilità di scalare ulteriormente la classifica (anche se i play-in sembrano comunque inevitabili). Ma i protagonisti della rimonta non sono stati solo i soliti Bradley Beal e Russell Westbrook, che comunque hanno continuato a trascinare i propri compagni a suon di punti e triple doppie. Contributi importanti, infatti, sono arrivati anche da Daniel Gafford (da quando c’è lui il record dei Wizards è 10-1), Anthony Gill, Raul Neto e Robin Lopez (11 punti di media nelle ultime 15 e più del 70% dal campo). È soprattutto grazie a loro che i Wizards hanno occupato la decima posizione (con un leggero vantaggio sui Bulls e i Raptors) e sembrano essere diventati una delle squadre da tenere d’occhio per i play-in orientali.
Prossime partite: Los Angeles Lakers (giovedì 29); Cleveland Cavaliers (sabato 1); Dallas Mavericks (domenica 2);

I pesanti infortuni di Jamal Murray, Will Barton e Monte Morris non sembrano avere fermato i Denver Nuggets (40-21). Malgrado le assenze e la sfortuna la squadra di coach Michael Malone pare infatti essersi ripresa da un periodo traballante, e nelle ultime quattro partite ha ottenuto tre vittorie (che sommate ai tre successi consecutivi della scorsa settimana porta il totale a sei vittorie nelle ultime sette partite). Attualmente i Nuggets occupano la quarta posizione della Western Conference, e hanno quattro vittorie di vantaggio sui Lakers e tre di svantaggio sui Clippers. I protagonisti del risveglio della squadra sono stati sicuramente Nikola Jokic, sempre più in lizza per il titolo di MVP, e Michael Porter Jr. (i cui recenti 31 punti si sono rivelati decisivi nell’ultima vittoria contro i Grizzlies), ma ci sono stati anche altri giocatori che hanno contribuito attivamente alla reazione d’orgoglio della franchigia di Denver. Facundo Campazzo, ad esempio, promosso titolare e sempre più in sintonia con i compagni, JaMychal Green e Austin Rivers, due innesti che si stanno rivelando più che mai necessari, il giovane PJ Dozier. È anche merito loro se, almeno per il momento, le assenze di Murray, Barton e Morris si stanno facendo sentire un po’ meno.
Prossime partite: New Orleans Pelicans (giovedì 29); Toronto Raptors (venerdì 30); Los Angeles Clippers (domenica 2);

Le peggiori: Philadelphia 76ers e Portland Trail Blazers
I Philadelphia 76ers (40-21) hanno leggermente rallentato la propria corsa. Dopo aver ottenuto solo una vittoria nelle ultime cinque partite (che ha interrotto una striscia negativa di 0-4), infatti, la squadra di coach Doc Rivers è stata sorpassata dai Brooklyn Nets (42-20) e ha perso il comando della classifica della Eastern Conference. L’unica vittoria, arrivata lunedì notte contro i disastrosi Oklahoma City Thunder (reduci da tredici sconfitte consecutive), ha coinciso con il ritorno in campo di Ben Simmons (che non giocava da quattro partite per malattia). Un fatto per niente casuale, visto che con l’australiano e Joel Embiid in campo il gioco, il record (28-6) e in generale il ritmo dei Sixers è totalmente diverso. Per farsene un’idea basta notare che nelle quattro partite senza Simmons l’attacco della squadra ha avuto una media di 107.1 punti e un ritmo basso, mentre nella partita contro OKC i Sixers hanno reallizzato 117.5 punti e giocato a un ritmo decisamente più alto. Sulla base di tali considerazioni, dunque, è evidente che la città dell’amore fraterno ha bisogno dell’australiano per esprimersi al meglio. E adesso che Simmons è tornato, anche il gioco degli altri, cioè Joel Embiid, Tobias Harris, Danny Green e Seth Curry, ritornerà ad essere quello spumeggiante e incisivo della prima parte di stagione. Lo stesso gioco che ha reso i Sixers di quest’anno una possibile contender da finale di Conference, se non addirittura da finale per il titolo.
Prossime partite: Atlanta Hawks (giovedì 29); Atlanta Hawks (sabato 1); San Antonio Spurs (lunedì 3);

I Portland Trail Blazers (33-28) sono reduci da una settimana a dir poco disastrosa. Prima della vittoriosa trasferta di ieri notte contro gli Indiana Pacers, infatti, la squadra di coach Terry Stotts aveva collezionato cinque sconfitte consecutive (di cui quattro casalinghe), e perso tutto il vantaggio sulle altre pretendenti al sesto posto della Western Conference (facendosi superare dai Mavericks e vedendo ridursi il distacco dal decimo posto dei Warriors). Un momento di estrema difficoltà che, ironia della sorte, ha coinciso con il ritorno di due tasselli fondamentali come CJ McCollum e Jusuf Nurkic, che ovviamente necessitano ancora di tempo per ritrovare la condizione ottimale. Nel frattempo, però, la regular season è agli sgoccioli e i Blazers devono fare i conti con uno scenario per niente invitante. Se le cose rimanessero così, infatti, Damian Lillard (rientrato dopo tre partite di stop e apparso leggermente in calo dopo la trade deadline) e compagni potrebbero persino rischiare di qualificarsi ai play-in da nona o addirittura da decima qualificata, un risultato catastrofico per una squadra che a inizio stagione puntava ai primi quattro posti della Western Conference. Dopo la vittoria di ieri notte, comunque, i Blazers possono tirare un sospiro di sollievo e guardare ai prossimi appuntamenti (ovvero altre cinque trasferte) con maggiore fiducia ed entusiasmo.
Prossime partite: Memphis Grizzlies (giovedì 29); Brooklyn Nets (sabato 1); Boston Celtics (lunedì 3);

Pier Paolo Polimeno