Doveva essere una partita di playoff e così è stato. Intensità, contatti, strappi emotivi continui e un finale da batticuore: gara-1 tra Verona e Brindisi non ha tradito le attese e ha subito confermato quello che molti sospettavano già alla vigilia: questa potrebbe essere la serie più imprevedibile e spettacolare dell’intero tabellone playoff.
Al Pala AGSM AIM di Verona è andata in scena una partita bellissima, sporca e tecnica allo stesso tempo, fatta di continui cambi di inerzia e possessi pesantissimi. Alla fine l’ha spuntata la Tezenis grazie al canestro di Tyrus McGee a due secondi dalla sirena, una giocata che ha premiato la lucidità degli scaligeri nel momento decisivo e lasciato a Brindisi la sensazione amara di aver visto sfuggire una grande occasione. Eppure, nonostante la sconfitta, la Valtur può uscire dal parquet con più di una certezza. Dopo un finale di regular season complicato – sei sconfitte nelle ultime sette gare, cinque consecutive – la squadra di coach Bucchi ha mostrato carattere, organizzazione e solidità mentale. Brindisi ha guidato per lunghi tratti dell’incontro, ha saputo assorbire i break di Verona e, anche nei momenti più difficili, è sempre riuscita a rimettere il naso avanti.
Il problema, semmai, è stato tutto nei dettagli. E nei playoff, si sa, i dettagli decidono le partite. I numeri raccontano molto bene dove la gara è scivolata via dalle mani dei pugliesi. Le 15 palle perse contro le appena 6 di Verona hanno pesato come macigni in un match così equilibrato: possessi regalati, ritmo spezzato e punti concessi agli avversari. A questo si aggiungono i tanti rimbalzi offensivi concessi alla Tezenis, seconde opportunità che hanno permesso agli uomini di coach Ramagli di restare sempre aggrappati alla partita anche nei momenti di maggiore difficoltà. Poi ci sono le prestazioni individuali, inevitabilmente decisive in una sfida di questo livello. Andrea Cinciarini ha sofferto più del previsto: qualche palla persa evitabile, tiri forzati e quella stoppata subita da Mattia Poser nel finale che fotografa bene la serata complicata del playmaker brindisino. In ombra anche il capitano Todor Radonjic, apparso nervoso e mai realmente dentro la partita offensivamente. Il dato è eloquente: Cinciarini e Radonjic insieme hanno prodotto appena 6 punti. Troppo poco se confrontato con la produzione del quintetto veronese, capace di chiudere con 57 punti complessivi e con un solo giocatore sotto la doppia cifra. Dall’altra parte, invece, gli altri tre componenti del quintetto titolare brindisino – Ahmad, Esposito e Vildera – hanno combinato da soli 55 punti, tenendo praticamente in piedi l’attacco biancoazzurro. Un altro nodo riguarda Jones. Dallo statunitense forse non ci si aspetta un bottino realizzativo importante, ma servirebbero impatto, energia, rimbalzi, assist e presenza difensiva costante. Invece, nei suoi 30 minuti sul parquet, Jones si è preso appena tre conclusioni, segnando soltanto una tripla e lasciando la sensazione di poter incidere molto di più all’interno della serie.
Verona, invece, ha dato l’impressione di essere una squadra più profonda e completa. La Tezenis ha trovato protagonisti diversi nell’arco della partita, senza mai offrire veri punti di riferimento alla difesa brindisina. Anche con Andrea Loro limitato a soli sei minuti, gli scaligeri sono riusciti comunque ad essere efficaci sotto i tabelloni. Fondamentale il contributo di Zampini, prezioso su entrambe le metà campo. L’unico vero neo per la squadra di Ramagli resta la gestione dalla lunetta: nove tiri liberi sbagliati che, in una partita punto a punto, avrebbero potuto costare carissimo.
Dal punto di vista tecnico-tattico il copione della serie sembra già scritto. Si affrontano due delle migliori difese del campionato, due squadre che fanno della fisicità e della pressione sulla palla la propria identità. Sarà una serie sporca, intensa, dove ogni possesso peserà enormemente e dove l’aspetto mentale rischia di contare persino più di quello tecnico. Brindisi adesso deve provare il colpo esterno per ribaltare immediatamente l’inerzia e alleggerirsi psicologicamente dopo settimane complicate. Verona, invece, ha il compito forse ancora più difficile: confermare di avere la maturità necessaria per sostenere il peso del pronostico senza smarrire lucidità.
Una cosa però è già certa: se gara-1 è stata questa, la serie tra Verona e Brindisi non sarà soltanto un quarto di finale playoff. Per qualità, intensità e talento dei roster, ha già il sapore di una finale anticipata.