Le prime teste di serie di Eastern e Western Conference non sbagliano: 2-0 per Detroit Pistons e Oklahoma City Thunder. La squadra di coach Bickerstaff, dopo una lunga battaglia, batte i Cleveland Cavaliers nel finale grazie al solito Cade Cunningham, mentre OKC piazza il parziale decisivo nel terzo periodo contro i Los Angeles Lakers: decisiva la panchina dei padroni di casa.

Detroit Pistons 107-97 Cleveland Cavaliers (2-0 nella serie)

I Detroit Pistons, a differenza della serie contro gli Orlando Magic, mantengono il fattore campo: seconda vittoria casalinga consecutiva e Cleveland Cavaliers sotto 0-2. La difesa dei padroni di casa mette in grande difficoltà l’attacco avversario nel primo tempo: tante palle recuperate, percentuali basse per gli ospiti e possibilità di volare in contropiede per Amen Thompson (10) e compagni. La squadra di coach Bickerstaff va all’intervallo sopra di 11 lunghezze, ma i ragazzi di Atkinson rientrano con una faccia diversa e, piano piano, trovano le giocate per la rimonta, smettendo improvvisamente di perdere palloni sanguinosi. Il leader del parziale a cavallo tra terzo e quarto periodo è Donovan Mitchell con 31 punti (11/24 al tiro), seguito da un Jarrett Allen (22) completamente diverso rispetto a gara 1.

I Cavs mettono anche la testa avanti all’inizio dell’ultimo quarto nonostante un disastroso 22% dal perimetro, ma i Pistons riescono a rispondere alla grande: Duncan Robinson (17) infila due triple pesantissime, Tobias Harris continua a incidere in questa post season (21) e, soprattutto, sale al proscenio Cade Cunningham. Il playmaker da Oklahoma State University segna 12 dei suoi 25 punti totali (con 10 assist) negli ultimi sette minuti e taglia completamente le gambe agli avversari. Mitchell prova a tenere a galla i suoi, ma non è supportato a dovere: James Harden gioca una partita pessima e chiude con 10 punti e 3/13 dal campo. Ora la franchigia dell’Ohio è obbligata a vincere entrambe le partite in casa per mantenere una speranza: in caso di sconfitta in gara 3, la serie sarebbe praticamente terminata.

Oklahoma City Thunder 125-107 Los Angeles Lakers (2-0 nella serie)

Anche gli Oklahoma City Thunder difendono il Paycom Center con autorità, ma i Los Angeles Lakers hanno dimostrato di potersela giocare. Il risultato finale racconta di un dominio dei padroni di casa, ma la gara non è stata a senso unico: i gialloviola, a inizio terzo quarto, erano sopra di 5 punti, con Shai Gilgeous-Alexander in panchina con quattro falli. Senza il canadese (e senza l’infortunato Jalen Williams), però, i campioni in carica hanno pescato diversi jolly dalle riserve: i 18 punti di Jared McCain e i 12 di Cason Wallace sono stati il simbolo della profondità del roster a disposizione di coach Daigneault. Dall’uscita dell’MVP, il parziale parla chiaro: 32-14 e match completamente ribaltato.

I californiani non sono riusciti a replicare nonostante una super prestazione di Austin Reaves (31 punti con 10/16 al tiro), una ottima di LeBron James (23) e il 50% dal campo, un numero difficile da mettere a referto contro una difesa come quella dei Thunder. Coach Redick e i suoi si sono lamentati a lungo durante e dopo la partita per l’arbitraggio, reo di aver favorito i padroni di casa nella loro opinione. Alcuni fischi al limite ci sono stati effettivamente, ma il problema principale dei Lakers è un altro: OKC è nettamente più profonda di loro e, in entrambi i secondi tempi della semifinale di conference, questo aspetto si è fatto sentire; 20 punti dalla panchina contro i 48 degli avversari sono il dato che dimostra questa difficoltà.

La difesa su Shai continua a funzionare (22 punti per l’ex Clippers), ma i raddoppi costanti liberano spazio per Ajay Mitchell (20) e per Chet Holmgren (22): vedremo se Redick deciderà di proporre qualche cambiamento in vista delle due gare alla Crypto.com Arena. Il ritorno di Luka Doncic non sembra in programma e i Lakers rischiano di affondare definitivamente: il terzo episodio della serie potrebbe essere decisivo per LeBron e compagni.

 

Nell’immagine: Jared McCain                   Credit photo: Oklahoma City Thunder (Facebook)