Dopo quattro partite spumeggianti, si torna alla Vitrifrigo Arena per la gara 5 decisiva tra Victoria Libertas Pesaro e Dole Basket Rimini. Sabato sera i marchigiani, in un PalaFlaminio incandescente, hanno sfornato una prestazione eccezionale e hanno espugnato il parquet avversario grazie alla magia finale di Matteo Tambone. Il match è stato probabilmente il più spettacolare di tutti i playoff di A2: continui botta e risposta, fisicità ai massimi livelli, agonismo sfociato in qualche battibecco e una pioggia di triple (28 in totale) che hanno permesso agli appassionati di godersi 40 minuti di pallacanestro splendida. Inoltre, bisogna aggiungere che questo è un derby e le tifoserie, di certo, non si amano: l’atmosfera nei palazzetti durante questa serie è qualcosa di unico.

Ecco perché la Vuelle, giocando davanti al proprio pubblico, conserva un minimo vantaggio in questa gara 5, anche perché l’inerzia psicologica pende inevitabilmente dalla parte dei marchigiani. I romagnoli sono andati vicinissimi a chiudere questi quarti di finale e la tripla di Ivan Alipiev a 1.30 dalla fine sembrava quella decisiva, ma i ragazzi di coach Spiro Leka hanno trovato la forza di reagire un’altra volta e hanno allungato la sfida. A proposito dell’allenatore albanese, la scelta di reinserire Jazz Johnson al posto di Andrew Smith si è rivelata decisiva: l’ex Pistoia ha disputato una partita speciale, non sbagliando mai dall’arco (5/5) e guidando i suoi per gran parte della contesa. Questa decisione ha aumentato le frecce a disposizione della Vuelle in attacco e ha fatto la differenza: marcare Bucarelli, Tambone e Johnson è stato un incubo per i biancorossi.

Chiaramente, con l’esterno americano a roster, l’unico vero lungo di Pesaro è Regimantas Miniotas, apparso in grande difficoltà fisica come il suo sostituto Quirino De Laurentiis. La mossa tattica vincente in gara 4, infatti, è stata quella di mettere Simone Aromando da centro: con l’ex Mestre in campo, la Vuelle è riuscita a colpire i continui cambi difensivi degli avversari. Prima ha punito in post gli esterni romagnoli (Denegri espulso per falli proprio per questo motivo) e in penetrazione Gora Camara, costretto a inseguire i piccoli marchigiani. Se i problemi del lungo lituano dovessero continuare (non è da escludere Smith al suo posto), probabilmente Leka continuerà ad utilizzare Aromando o Virginio da finto ‘5’: Rimini, però, adotterà delle contromisure.

Al di là delle dinamiche tattiche, l’aspetto che ha piegato Rimini è la precisione dal perimetro degli avversari: 14/21 valido per il 66%, dei numeri fuori da ogni logica. Coach Dell’Agnello ha sottolineato nella conferenza post partita l’errore di far prendere ritmo a Tambone e Johnson (11/11 complessivo) e siamo sicuri che difensivamente qualcosa cambierà da questo punto di vista. La Dole, come in tutte le altre partite, ha vinto la lotta a rimbalzo (37-24) e, in generale, il reparto lunghi dei romagnoli è nettamente più in palla rispetto a quello pesarese. L’allenatore toscano ha avuto ottime risposte anche da Zahir Porter in attacco e i biancorossi, dopo alcune prove complicate, hanno ritrovato anche il loro tiro da tre (14/27), dei segnali positivi in vista della sfida decisiva.

Siamo sicuri, però, che quando l’arbitro alzerà la palla a due tutto quello che è successo nei primi quattro episodi della serie si cancellerà e si tornerà a battagliare sul parquet. Pesaro vuole tornare a sognare quella promozione svanita all’ultimo durante la regular season e vuole regalare un’altra serata magica al proprio pubblico, Rimini vuole rovinare la festa ai rivali e volare a Cividale per le semifinali: ci aspettiamo una gara 5 molto intensa e con tanta tensione, vedremo chi riuscirà ad esprimere il proprio miglior basket con le spalle al muro. Appuntamento stasera alle 20.45 alla Vitrifrigo Arena, con la diretta anche su RaiSport: un match imperdibile.

Nell’immagine: Davide Denegri, Gora Camara e Matteo Tambone           Crediti foto: Nicola De Luigi – Rinascita Basket Rimini (Facebook)