Partita benissimo l’Olidata in gara uno per atteggiamento e concentrazione in campo, partita malissimo la serie contro Trento che ha visto, subito l’assenza del capitano Alessandro Pajola per una distorsione al ginocchio e durante la prima gara, l’infortunio di Derrick Alston, una frattura scomposta alla mano sinistra che significa inesorabilmente stagione finita per l’americano.
Bruttissima tegola quella caduta sulla testa della Virtus, perché priva nel momento clou della stagione, di uno degli uomini più pericolosi e meno marcabili di tutto il gruppo, ma soprattutto uno di quelli meno facilmente sostituibile.
Coach Jakovljevic, bisogna dargliene atto, è davvero molto sfortunato, ha assunto il comando delle operazioni quando la squadra era totalmente priva di creatori di gioco, ha dovuto faticare parecchio per riemergere insieme ai suoi ragazzi da quelle maledette otto sconfitte consecutive, che avrebbero abbattuto persino un toro, poi, quando finalmente tutto sembrava tornato al meglio, la botta a Morgan, la distorsione di Pajola ed ora la frattura alla mano di Alston.
Fossimo negli anni cinquanta, si potrebbe consigliare il coach di portare tutti i suoi ragazzi dalla Sampira (al secolo Giulia Carati, scomparsa nel 1958) famosa in quegli anni, per essere una guaritrice, a metà tra una strega buona ed una depositaria di saperi antichi.
Ma siamo nel secondo millennio, la Sampira ormai è uno sbiadito ricordo dei tempi che furono, oggi c’è una gara due da affrontare con un Alston in meno, ma probabilmente con un Morgan in più, ma quello che più dovrà occupare la mente del coach bianconero, è dover ridisegnare l’assetto tattico di una squadra che in gara uno aveva girato come un orologio svizzero, realizzando il nuovo record di triple segnate in una gara (20) e distribuendo 24 assist, chiaro indice di un gruppo che ha giocato passandosi la palla e cercando con pazienza di trovare sempre l’uomo meglio piazzato per scoccare il tiro.
Non sarà facile sostituire Alston, per il tipo di gioco e soprattutto per la posizione che occupa in campo. Teoricamente potrebbe avere più minuti il giovane Ferrari, che per struttura fisica e posizione, è quello che più si avvicina all’americano, seppur con caratteristiche di gioco diverse. Coach Jakovljevic dovrà provare a fidarsi del ragazzo, e per Francesco c’è la grande opportunità di sfruttare minuti in campo, facendo vedere tutto il proprio valore.
Il rientro di Morgan invece, può sostituire per quantità di punti segnati, ciò che verrà a mancare con l’assenza del nativo di Houston, perché è sempre bene ricordare che giocando a basket, ogni tanto serve anche buttarla dentro.
La nuova disposizione dell’Olidata sarà di conseguenza un pò più piccola, ma probabilmente più veloce, sfruttando le grandi doti velocistiche dei suoi esterni. Trento questa sera vorrà dimostrare di essere una squadra diversa da quella trasparente che è scesa in campo domenica sera, incapace di porre freni all’attacco bolognese, e poco concentrata nel tiro. Non può certo essere quella, la squadra che nell’ultima di campionato ha battuto nientepopodimeno che Milano.
Probabilmente quella di stasera sarà la gara che deciderà la serie, dovesse farla sua Bologna, si andrebbe a Trento con tante certezze per i felsinei e con un enorme scimmia sulle spalle dei trentini, dovesse uscire un due sulla schedina, si ribalterebbero le sorti di un quarto di finale che, prima dell’infortunio di Alston, per come si era mossa l’Olidata, pareva già ampiamente in mano della Virtus.
Palla a due alle 20,00 agli ordini dei signori, Attard, Gonella e Cassina. Diretta televisiva sui canali LBA TV e SKY Sport Basket, radiocronaca sulle frequenze di Nettuno Bologna Uno con la consueta voce di Dario Ronzulli.
Alessandro Stagni
Nell’immagine Derrick Alston, stagione finita per l’americano dell’Olidata (foto Ciamillo Castoria).