Una stagione dai due volti, ma che alla fine consegna all’Olimpia Milano un bilancio decisamente positivo. La squadra biancorossa ha conquistato Supercoppa, Coppa Italia e Scudetto, centrando un prestigioso triplete nazionale. Più complicato invece il cammino in Eurolega, dove Milano non è riuscita a inserirsi stabilmente nella lotta playoff. Ecco il pagellone finale.
Il pagellone:
Armoni Brooks 9 – L’MVP della stagione. Micidiale realizzatore, decisivo nei momenti chiave e protagonista assoluto delle Final Eight e dei playoff. Milano scopre un campione vero.
Shavon Shields 7 – Il solito leader silenzioso. Continuità, qualità e presenza nelle partite che contano.
Zach LeDay 8 – Cuore e sostanza. In Eurolega è spesso il migliore, in Italia garantisce punti, energia e leadership.
Josh Nebo 7 – Quando sta bene cambia il volto della squadra. Dominante vicino al ferro e prezioso a rimbalzo.
Leandro Bolmaro 8 – Cresce mese dopo mese. Difesa, atletismo e versatilità lo rendono uno dei giocatori più importanti del sistema.
Quinn Ellis 7,5 – La rivelazione. Regia matura, personalità e grande impatto soprattutto in Eurolega. Non era scontato per un rookie.
Marko Guduric 6,5 – Parte in sordina ma cresce nel corso dell’anno. Determinante nella conquista della Coppa Italia e prezioso in gara4 delle LBA Finals.
Giampaolo Ricci 7 – Uomo-spogliatoio e specialista di lusso. Sempre pronto quando chiamato in causa.
Niccolò Mannion 6 – Stagione a corrente alternata. Qualche lampo interessante ma anche tante difficoltà nel trovare continuità. Buonissima la sua gara1 delle LBA Finals.
Ousmane Diop 6,5 – Utilizzato a singhiozzo, si fa trovare pronto nelle occasioni ricevute. Emerge in finale.
Devin Booker 6 – Arrivato per dare profondità al reparto lunghi, offre un contributo discreto senza mai diventare protagonista. Alla fine esce dalle rotazioni.
Stefano Tonut 6 – Minutaggio ridotto ma atteggiamento sempre impeccabile.
Bryant Dunston 6 – Esperienza e professionalità al servizio del gruppo.
Diego Flaccadori 6 – Marginale nelle rotazioni.
Leonardo Totè SV – Poche apparizioni senza lasciare il segno.
Mattia Ceccato SV – Presenza simbolica nelle rotazioni.
Lorenzo Brown SV – L’infortunio lo limita praticamente per tutta la stagione. Impossibile esprimere un giudizio reale.
Vlatko Cancar SV – Un investimento che non decolla mai. Solo apparizioni sporadiche prima di uscire dai radar.
Nathan Sestina SV – Arrivato per tamponare le emergenze, non trova spazio né continuità.
Peppe Poeta 9 – Chiamato a raccogliere un’eredità pesante dopo le dimissioni di Messina a novembre, trasforma una squadra in difficoltà in una macchina vincente. Coppa Italia e Scudetto parlano per lui.
Ettore Messina 5,5 – Lascia a novembre, porta in dote la Supercoppa conquistata a settembre. L’inizio europeo complicato e la scelta di farsi da parte segnano il finale della sua lunga esperienza sulla panchina milanese.
Eugenio Petrillo