L’equilibrio per la lotta è il motto che Joan Peñarroya ha conferito al Partizan in vista di una nuova stagione nella quale l’obiettivo è il riscatto di una passata annata nella quale la compagine di Belgrado ha disatteso le aspettative sia in Eurolega che in Lega adriatica. Questo è il senso di un’intervista che lo stratega catalano ha rilasciato all’autorevole Mozzart Sport, nella quale l’ex vincitore della FIBA Basketball Champions League e della Coppa intercontinentale col San Pablo Burgos ha riassunto l’attività di mercato del Partizan nel corso dell’estate.

Confermando quanto riportato da diverse indiscrezioni, Peñarroya ha sottolineato come, per essere completo, Belgrado ha bisogno di due innesti, segnatamente nel ruolo di esterno versatile e di lungo intercambiabile tra le posizioni di ‘quattro’ e ‘cinque’. Finora, il Partizan ha desiderato costruire un roster basato sull’equilibrio tra difesa e fase realizzativa, che secondo l’allenatore nativo di Terrassa è la chiave per ottenere risultati nella stagione oramai alle porte.

“Giornalisti e tifosi dicono sempre che le mie squadre pensano solo ad attaccare e trascurano la difesa. Nelle ultime venti partite della scorsa stagione, il Partizan è stato tra le migliori squadre difensive dell’Eurolega. Per competere serve equilibrio. Abbiamo un buon bilanciamento nel ruolo di playmaker con Karlik Jones, Alessandro Pajola e Luca Vildoza. Lamar Stevens ha caratteristiche diverse da Isaac Bonga, che non siamo riusciti a trattenere al pari di Nick Calathes, ma è aggressivo, rapido ed eccellente in transizione. Abbiamo cercato consapevolmente un equilibrio in entrambe le fasi di gioco” ha dichiarato Peñarroya.

Željko Obradović e Jabari Parker

A proposito del roster, il coach del Partizan ha chiarito la situazione di Jabari Parker, il giocatore con l’ingaggio più alto nel roster bianconero, che tuttavia né lo stratega catalano, né la dirigenza considerano parte del progetto tecnico. Come riportato da Peñarroya, Belgrado sta cercando in tutti i modi di trovare una soluzione che rispetti interessi e aspettative sia del club bianconero, che dell’atleta nativo di Chicago, del quale il capo allenatore nativo di Terrassa ha particolarmente apprezzato le qualità umane.

Nell’intervista, Peñarroya ha anche ripercorso le fasi che, lo scorso autunno, lo hanno portato a prendere il timone di un Partizan in piena tempesta, sconvolto dalla decisione di Željko Obradović di lasciare la guida della squadra malgrado lo status di allenatore maggiormente vincente d’Europa e, a Belgrado, vera e propria leggenda del club bianconero. Lo stratega catalano ha sottolineato come una chiara e costante comunicazione con la dirigenza sia stata cruciale per risollevare la situazione.

“Sapevo a cosa andavo incontro. La cosa più importante era cambiare l’atmosfera nello spogliatoio e instaurare abitudini di lavoro corrette. Sapevo di non poter convincere i tifosi a parole, ma solo mostrando una squadra disposta a dare tutto in campo. La svolta è arrivata con la vittoria a Monaco di Baviera, quando i giocatori hanno capito che, giocando insieme, potevamo affrontare chiunque. Da quel momento sono arrivate le vittorie consecutive in Eurolega e il trionfo contro la Stella Rossa nelle semifinali della Lega adriatica” ha affermato Peñarroya.

Matteo Cazzulani

Nella foto: Joan Peñarroya. Credits: Partizan B.C.