Nel nostro approfondimento di ieri abbiamo raccontato il percorso della Nazionale palestinese fino al 168-78 contro le Maldive, risultato che ha chiuso una prima fase da quattro vittorie in quattro partite e ha fissato un nuovo primato per una Nazionale maggiore maschile in una competizione FIBA.

Dietro quella squadra, però, ci sono storie che meritano di essere raccontate anche singolarmente.

Una di queste è quella di Mohammed Mousa e di suo fratello Firas.

Il 30 agosto Mohammed Mousa era ad Almaty, sul parquet del Baluan Sholak Sports Palace, con la maglia numero 88 della Palestina. Intorno a lui, la Nazionale stava chiudendo il proprio percorso nella prima fase delle qualificazioni alla FIBA Asia Cup 2029 con il 168-78 sulle Maldive.

Una maglia che per Mousa, però, porta con sé una storia che va molto oltre quei risultati.

Mohammed ha lasciato la Striscia di Gaza nel 2017, mentre la sua famiglia è rimasta lì. Negli ultimi anni ha perso il fratello, il cognato e numerosi amici.

Anche suo fratello, Firas Khaled Mahmoud Mousa, viveva di pallacanestro.

Due fratelli, la stessa passione

Firas era nato l’11 aprile 1998 ad az-Zawayda, nella parte centrale della Striscia di Gaza. Aveva iniziato a giocare a basket tra scuola e attività giovanili, entrando poi nel settore giovanile del Khadamat al-Maghazi.

Da lì aveva continuato la propria crescita fino ad arrivare alla seconda squadra e successivamente alla prima, vestendo anche la maglia dello Shabab al-Maghazi.

Giocava principalmente da playmaker, pur potendo ricoprire anche altri ruoli sul perimetro.

Come raccontato dall’agenzia palestinese Safa, il suo riferimento nel basket internazionale era LeBron James.

Ma quando guardava alla pallacanestro palestinese, il suo modello era molto più vicino.

Era suo fratello Mohammed.

Firas vedeva Mohammed rappresentare la Palestina e sognava di seguire lo stesso percorso: raggiungere un giorno la Cisgiordania, giocare per uno dei club locali e riuscire soprattutto a vestire la maglia della Nazionale.

La stessa maglia indossata dal fratello.

Non ne ha mai avuto la possibilità.

Un sogno rimasto incompiuto

Il 4 novembre 2024 Firas Mousa è morto, a 26 anni, dopo un attacco che ha colpito la sede del Khadamat al-Maghazi nel campo profughi di Maghazi.

Mohammed era già lontano da Gaza da diversi anni.

TRT World, che ha incontrato il giocatore durante il recente ritiro della Nazionale palestinese a Istanbul, racconta come la sua famiglia sia rimasta nella Striscia dopo la sua partenza nel 2017 e come, oltre al fratello, Mousa abbia perso negli ultimi anni anche il cognato e numerosi amici.

Per lui, quindi, continuare a scendere in campo con la Palestina ha assunto inevitabilmente un significato diverso.

«Mio fratello era un giocatore di basket del Khadamat al-Maghazi», ha raccontato Mousa a TRT World. «Questo è il minimo che possiamo offrire loro: provare a regalare loro un po’ di felicità».

La maglia che Firas sognava

Poche settimane dopo quelle parole, Mohammed Mousa è partito con i compagni alla volta del Kazakistan.

La Palestina ha battuto in successione Kirghizistan, Sri Lanka, Kazakistan e Maldive, conquistando l’accesso alla fase successiva delle qualificazioni alla FIBA Asia Cup 2029.

Mousa era lì.

Con la maglia della Palestina.

Quella stessa maglia che suo fratello Firas aveva visto indossare a Mohammed e che un giorno avrebbe voluto vestire anche lui.

Un sogno che Firas non ha potuto realizzare.

Mohammed, invece, continua a portarlo con sé ogni volta che entra in campo.

Di Flavio Tarabù

In foto: Mohammed Mousa | Fonte FIBA