Presso la sede di TeamSystem a Milano, l’EA7 Olimpia Milano, oltre ad ufficializzare la partnership con la tech company, ha presentato anche gli otto nuovi arrivi dell’estate lombarda: Jason Burnell, RJ Cole, Moses Wright, Darius Thompson, Devon Hall, Garrison Mathews, Alec Peters Nikola Akele. Tanti i temi toccati, dal rapporto con coach Poeta, agli obiettivi stagionali, in campionato e soprattutto in Eurolega.

Per Devon Hall si tratta di un ritorno a Milano, dopo l’esperienza biennale al Fenerbahçe: “È una nuova sfida per me, tornare in questa organizzazione e cercare di portarla a un livello più alto. È quello che condividiamo con i compagni ma è un processo lungo, che dobbiamo vivere giorno per giorno, però la sfida è questa. Abbiamo un nuovo allenatore rispetto a due anni fa, ha fatto bene, questa è la nuova sfida.”
Sulle motivazioni: “La ragione per cui sono tornato è la stessa: sono stato qui 3 anni, ero entrato in una sorta di comfort zone, volevo uscirci e mettermi alla prova, crescere come giocatore e come persona, ed è quello che ho fatto al Fenerbahçe. Ora, per lo stesso motivo, fa parte del mio sviluppo personale tornare qui, portando l’esperienza fatta a Istanbul e cercare di trasmetterla alla squadra.”
Hall che troverà un allenatore diverso, visto che Peppe Poeta è subentrato a Ettore Messina: “Ci siamo visti solo 3, 4 settimane quindi non posso ancora rispondere, comunque lo stile di gioco è differente, così come l’approccio all’insegnamento diverso: Peppe è un allenatore molto positivo, Messina era invece molto esigente, questo non significa che non fosse positivo anche lui ma avrete notato anche a bordocampo che l’atteggiamento è diverso.”

Dopo 4 partecipazioni consecutive alle Final Four di EuroLeague, Alec Peters è arrivato a Milano per portare il mindset europeo che, probabilmente, è mancato in questi anni: Avete visto anche dalle risposte che siamo un gruppo di ragazzi con un atteggiamento molto serio, la pensiamo allo stesso modo: la mentalità underdog è ciò che ci deve caratterizzare, ciò che significa è tornare il giorno dopo una sconfitta, speriamo il meno possibile, a lavorare con la stessa mentalità e la stessa fiducia in quello che stiamo facendo. Questo è il tipo di mentalità che ci deve guidare per tutta la stagione.”
Sull’arrivo in biancorosso: “Quando sai di poter cambiare squadra fai le ricerche e cerchi di capire dove puoi adattarti meglio… Milano era uno dei posti che avevo cerchiato di rosso, poi ho scoperto che l’interesse era reciproco, entrambi volevamo la stessa cosa e la sfida è quella di cui parlava Devon Hall: cercare di arrivare più in alto, con continuità, è un posto speciale, dove già in passato hanno fatto cose speciali, quindi l’obiettivo è quello di riportarlo a quei livelli.”

Prima esperienza oltreoceano, invece, per lo statunitense Garrison Mathews, dopo gli anni passati in NBA: È un’esperienza istruttiva finora, è un po’ diverso. non c’è tanto gioco in isolamento, c’è molto movimento di palla, ci sono le rotazioni, le spaziature sono ampire… sicuramente serve tempo, è una sfida, spero di riuscire ad adattarmi il più in fretta possibile.”
Su come Bolmaro e Hall, in allenamento, lo stanno aiutando ad abituarsi alle difese europee: “Sta succedendo, Devon (Hall, ndr) è probabilmente uno dei migliori difensori che ho fronteggiato in carriera, qui ti muovi tanto e cerchi di giocare senza palla, ma gli spazi sono stretti, le aree sono congestionate, quindi devi trovare altri modi. L’importanza delle partite è quella che conosciamo, i ragazzi mi stanno spiegando cosa succede, ogni partita è più importante e le difese sono sempre dure, sempre preparate. Questo è il più grande aggiustamente rispetto a quanto vedi normalmente in NBA.”
Sul soprannome “Garry Bird”: “Non so da dove sia nato, è successo qualche anno fa però non deve essere un paragone. Larry Bird è uno dei più grandi giocatori della storia, Larry Bird è Larry Bird, mi fa piacere ma ovviamente siamo due cose differenti.”

Dopo l’annata positiva a Venezia, RJ Cole decide di restare in Italia: “Nel basket ci sono sempre alti e bassi, finora nella mia carriera sono sempre stato in grado di gestire queste situazioni, di mantenere i bassi il più rapidamente possibile per poi tornare agli alti. Qui ci sono tanti giocatori dai quali posso imparare, posso apprendere, non mi aspetto niente di differente, il mio obiettivo è lavorare giorno per giorno e, come detto, far sì che i bassi siano del minor numero possibile e gli alti il più numerosi possibili.”
Sul problema “guardie” dell’Olimpia della passata stagione: “Io e Darius siamo due buoni giocatori, diversi, porteremo la nostra energia, la nostra competitività in campo e cercheremo di aiutare la squadra a competere al più alto livello possibile”

Resta in Italia anche Jason Burnell, che lascia Brescia, protagonista di una situazione complicata: Non è una questione che mi riguarda, quando è successo io ero già a Milano, però è chiaro che è triste vedere una città come Brescia relegata in terza divisione.”
Sul ritrovare coach Poeta e sulle sue caratteristiche: “Poeta è una delle ragioni per cui volevo venire a Milano, oltre al prestigio, al fascino e alla tradizione di un club come Milano. Il mio obiettivo è quello di cambiare un po’ la cultura, di essere più competitivi anche a livello europeo: voglio giocare contro i migliori e provare a essere il migliore. La differenza fisica, se sono un’ala forte “undersize” non mi preoccupa.”
Sul come mantenere alto il livello anche in Eurolega: “Giocherò con tutta la mia energia, giocherò duro, cercherò di fare tutto ciò che serve per aiutare la squadra a vincere.”

L’unico italiano nativo del gruppo è Nikola Akele, che ha parlato dell’importanza dei connazionali all’interno di un sistema come quello dell’Olimpia: Avere uno zoccolo duro di italiani è importante: conoscere già i miei connazionali mi aiuta ad amalgamarmi meglio con tutti. Sappiamo che in campionato avere una base di italiani aiuta ad arrivare fino in fondo, dovremo giocare anche noi e dare il nostro apporto. Avere Tonut, Ricci e Flaccadori che conoscono l’ambiente aiuta gli americani ad ambientarsi meglio.”
Sul ruolo che avrà all’interno della squadra: “Quando c’è l’interesse di una squadra come l’Olimpia è ovvio che per un giocatore italiano è quasi un sogno. Avendo già fatto l’Eurolega con la Virtus Bologna, so che avrò lo stesso ruolo, dovrò essere pronto in qualsiasi momento: abbiamo 15 giocatori, in Eurolega dovrò sgomitare tantissimo sia per entrare nei 12 che per trovare minuti, ma sono un giocatore che ama le sfide, anche se i minutaggi salgono e scendono mi faccio trovare pronto anche solo per un minuto, per 5 minuti o per incitare la squadra dalla panchina. Sono uno che si fa trovare pronto indipendentemente da tutto.”

Compagno di Akele in Italbasket, seppur naturalizzato, è Darius Thompson, che dopo la positiva stagione a Valencia ritorna in LBA: È strano tornare in Italia dopo cinque o sei anni, sono molto entusiasta di poter giocare in un top team della competizione. In passato ci sono state delle possibilità e dei discorsi, ma ero impegnato con altre squadre e alla fine non è successo nulla, però sì, ci sono state delle situazioni che sono state esplorate.”
Sulle sue caratteristiche in campo: “Posso dare il mio meglio quando ho la palla in mano, fare il playmaker e trovare l’uomo libero. La cosa che so fare meglio è passare la palla, giocare il pick and roll… Questo è il ruolo che credo mi possa valorizzare di più.”
Sulle aspettative esterne: “All’inizio della stagione a Valencia i ranking ci davano ultimo o penultimi, ma noi giocatori non abbiamo dato tanto peso a queste classifiche: siamo migliorati, ci siamo fidati l’uno dell’altro, nelle vittorie e nelle sconfitte, siamo tornati in campo determinati e alla fine il lavoro ci ha premiato al punto di arrivare alle Final Four. Questo è quello che dovremo cercare di fare quest’anno: non guardare tanto ai ranking e cosa dice la gente, ma lavorare ogni giorno, rimanere sempre insieme, migliorare e vedere poi a fine stagione dove saremo riusciti ad arrivare.”
Sul problema “guardie” dell’Olimpia della passata stagione: “Faremo il meglio possibile, sarà divertente, c’è un nuovo coaching staff rispetto all’inizio della scorsa stagione: il passato è passato e adesso guardiamo al futuro.”

C’è stato spazio, naturalmente, anche per il vero colpo da 90 dell’estate milanese, ossia l’ingaggio del centro Moses Wright, che dovrà raccogliere l’eredità di uno come Josh Nebo: Josh Nebo è un grande giocatore, ha una grande esperienza in mezzo all’area con il suo atletismo. In questo posso essere simile a lui, ma sono un po’ diverso per quanto riguarda la parte offensiva, dove posso giocare il pick and pop, mentre Josh, che è un grande giocatore, è più un “roller” in quelle situazioni.”
L’allenatore, Poeta, l’ha citato come uno dei 5 migliori centri in Eurolega: “La chimica con il coaching staff e con gli altri ragazzi è perfetta: non ho fatto ancora molto finora, sono andato anche in nazionale. Non ho mai fatto ranking e non inizierò adesso: voglio essere uno dei migliori, chiaramente se il coach pensa che io sia uno dei migliori lo prendo come un complimento, e proverò ad essere ancora più forte.”
Sulle precedenti esperienze europee: “Ho fatto i playoff con l’Olympiakos, con lo Zalgiris… Porto l’esperienza di chi sa come si arriva a certi livelli ed è ciò che cercherò di dare a Milano in questa nuova esperienza. ”
Sull’estate controversa, che ha visto un suo mancato approdo al Barcellona: “È stata un’estate interessante, ma ora sono a Milano, sono contento di essere qui e il resto fa parte del passato.”

Infine, spazio anche per un simpatico siparietto sul percorso in EuroLeague: quando gli viene chiesto se raggiungeranno i playoff della competizione, tutti i giocatori rispondono affermativamente, tranne Darius Thompson, reduce dalle Final Four con Valencia, che ritiene la risposta scontata, e Jason Burnell, che specifica “non siamo venuti qui per perdere”.

Nei prossimi giorni, inoltre, verranno pubblicati sui canali social di Basket Magazine delle interviste esclusive a Darius Thompson, Jason Burnell, Garrison Mathews e Moses Wright.

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Sito ufficiale Olimpia Milano

Martino Cavigioli