È l’Armani Milano a sollevare al cielo della Nova Arena il primo trofeo della stagione.
Guidata da un monumentale Wright, trascinata nel finale dalle giocate decisive di Bolmaro, l’Olimpia supera 94-87 una Reyer che merita, però, il plauso di tutti gli appassionati per il livello di pallacanestro offerto soprattutto nel secondo tempo.
LA CRONACA
Milano parte subito con buon piglio, attaccando il pitturato e forzando la difesa reyerina, da qui nascono i primi due punti firmati Guduric e l’alley-oop ispirato da Cole per Moses Wright (0-4).
Incassato il colpo, la Reyer si scuote con Parks, tuttavia la connessione tra il grande ex ed il top scorer della semifinale contro la Virtus continua a creare problemi alla difesa orogranata, altri 4 punti del pivot ex Olympiacos obbligano Spahija a chiamare il primo time out del match.
I lagunari accennano un aumento della pressione, tuttavia ancora Wright, con l’affondata perentoria, e Hall allungano nel punteggio (4-12).
Arriva anche il bersaglio grosso per l’Olimpia, sullo scarico Peters è preciso come un orologio, Hall timbra il cartellino ed è fuga Armani (5-16); la massima rendita biancorossa lievita fino al +15 (7-22) quando Bolmaro sfugge a De Nicolao e va ad appoggiare al vetro il lay up mentre Spahija è costretto a rinunciare a Boakye per il suo secondo fallo.
Al 10′ il tabellone è impietoso, 8-22 Olimpia.
L’avvio di secondo periodo regala un primo sprazzo delle capacità di Boakye che vola ad altezza irragiungibile per tutti ad inchiodare a due mani il passaggio di De Nicolao (10-22); la replica biancorossa arriva con una schiacciata tutta strapotere di Diop, tanto per non far decadere la spettacolarità nel pitturato.
Le redini della gara restano saldamente nelle mani dell’Olimpia che trova il +19 con due bersagli grossi centrati da Ricci e Bolmaro, con il primo che trova anche altri due punti da sotto, ancora una volta coach Spahija richiama i suoi per fermare il gioco e chiarire ciò che non va (14-33).
Finalmente il passaggio in panchina genera un sussulto, Candi dal perimetro, poi Parks mettono insieme un minibreak, stavolta è Poeta a fermare il gioco.
Il break reyerino si spinge fino al 7-0 con i liberi di Tessitori (21-33), gli orogranata alzano i giri dell’intensità difensiva e dell’energia a rimbalzo ma peccano di foga in difesa e d’imprecisione in attacco, i Campioni d’Italia ne approfittano per ricostruire un vantaggio confortevole, grazie soprattutto ai vari giri in lunetta di Wright (26-42).
La Reyer, però, è viva; anche Watson s’iscrive finalmente alla gara inventando un potenziale gioco da 3 punti che non sfrutta, alla pausa lunga è 32-42 Olimpia, vero, eppure c’è una partita.
Gli orogranata portano con sé la spinta del primo tempo per rientrare in singola cifra di svantaggio con Tessitori grande protagonista sia in fase realizzativa che nella lotta a rimbalzo con Wright (36-45); Watson si accende dal perimetro, poi taglia alle spalle di tutti per appoggiare al tabellone, arriva anche Parks, 43-45 e stavolta Poeta il time out lo chiama per correre ai ripari.
Nel momento del bisogno è Guduric a porre fine al break avversario, tuttavia la Reyer, ora, non si ferma più. Maretto, Boakye e Wiltjer costruiscono il sorpasso (50-49) orogranata.
La reazione dell’Olimpia è di puro talento, Ricci e Bolmaro inventano nel traffico e restituiscono a Poeta la leadership nel punteggio (52-56).
L’ultimo minuto non ferma la battaglia senza quartiere, Wiltjer dimezza lo svantaggio in reverse, all’ultimo stop si va sul 54-56.
Diop alza subito i toni del quarto periodo mettendo Boakye dalla parte sbagliata del poster, la Reyer però ritorna a contatto a suon di liberi (57-58), pareggia a quota 60 con la tripla da 8 metri di Wiltjer, c’è un maxi supplementare di poco più di 7 minuti da giocare.
Nel momento di difficoltà l’Olimpia trova Peters e rispolvera Wright (65-70); torna soprattutto la solidità difensiva, ancora Wright, poi Guduric rimettono tre possessi pieni di distacco (65-74).
Parks non ci sta, 7 punti in fila per l’ex Napoli valgono il nuovo -2, Tessitori completa l’aggancio (74-74) a 1’36 dalla sirena.
Serve ancora un leader a Poeta, lo trova in Bolmaro, tripla dall’angolo e nuovo vantaggio Milano, Tessitori replica da sotto per aprire l’ultimo giro di lancette con solo un punto a dividere le due compagini, poi una difesa caparbia di Bowman propizia la palla recuperata per fallo in attacco di Guduric.
La Reyer ha il pallone del sorpasso con 45″ esatti sul cronometro, Bowman apre per Watson che ubriaca Ricci e piazza la tripla, 79-77 Reyer e time out Olimpia.
All’uscita dalla panchina Parks eccede nella difesa e manda in lunetta Bolmaro, l’argentino è glaciale, parità a 10″3 dalla fine, l’ultimo possesso di Watson finisce con la tripla sul ferro. Si va all’overtime.
Le stesse mani che hanno ridato vita all’Olimpia nei tempi regolamentari inaugurano il supplementare, ancora una volta a cronometro fermo, la Reyer non si scompone nemmeno dopo il +4 firmato da Peters in contropiede, Candi replica all’ex Baskonia (81-83).
Si resta a contatto, Bowman risponde a Wright la cui partita termina poco dopo per il quinto fallo commesso, Wiltjer pareggia a quota 85, poi a quota 87 in risposta a Hall.
A 1’35” Peters esagera nel blocco e commette fallo in attacco, Bowman gestisce il possesso ma sul tiro di Tessitori appare la figura monumentale di Diop a dire di no.
L’ultimo minuto si apre con un tentativo di allungo biancorosso, tutto nasce dalla grandissima difesa su Bowman da parte di Bolmaro, il contropiede vede Peters lanciare Guduric, 87-90 con 44″8 sul cronometro.
Le ultime speranze reyerine sono nelle mani di Watson, su di lui Diop si esibisce in una marcatura leonina che ne disturba il tiro quanto basta. È la giocata decisiva.
Alla sirena festeggiano le Scarpette Rosse, ma merita di uscire a testa altissima una Reyer che è affondata, è riemersa, ha assaporato la vittoria ma è affogata a due passi dalla riva.
Lo possiamo confermare, quest’anno ne vedremo delle belle.
QUI le statistiche della partita