In venticinque anni di storia, la Lega adriatica non è mai stata così a rischio. Questo è quanto emerge da numerose indiscrezioni relative allo scontro tra l’associazione di club che gestisce il torneo che raccoglie il meglio della pallacanestro della ex Jugoslavia e gli arbitri del campionato, che dopo avere provocato la cancellazione del primo turno sta mettendo a serio repentaglio anche la seconda giornata.
A dividere le due parti sono 100 euro, ovvero la differenza tra la nuova offerta della Lega adriatica e la richiesta degli arbitri, che, stanchi di ricevere 630 euro a partita, hanno chiesto di incrementare il proprio onorario ad almeno 800 ad incontro, cercando di avvicinarsi al compenso di 1200 euro che spetta a chi dirige gare di Eurolega.
La via ‘straniera’ non convince
Per incrementare la pressione sugli arbitri, i due principali esponenti della Lega adriatica, il presidente del Partizan Ostoja Mijailović e il patron della Budućnost Dragan Bokan, che hanno confermato che il torneo prenderà il via il prossimo fine settimana, hanno preannunciato un piano alternativo che potrebbe prevedere l’assunzione di arbitri da altre regioni.
Tale piano era già stato avviato nelle scorse settimane, portando a risultati a dir poco scarsi. Tra gli arbitri che si sono candidati a dirigere la Lega adriatica vi sono stati profili da Sud America, Norvegia, Estonia, e anche un arbitro polacco che, nel proprio campionato nazionale, è stato al centro di dure contestazioni, quando anche di sospensioni, per via della dubbia interpretazione delle regole del gioco.
Una frattura politica
Lo scontro tra la dirigenza della Lega adriatica e gli arbitri nasconde tuttavia una frattura ben più profonda tra i due club più importanti dell’organizzazione di club che gestisce il campionato ex jugoslavo. Da un lato, il Partizan, oggi alla guida del consiglio direttivo della Lega adriatica, ha costruito una maggioranza appoggiata, tra gli altri, da Budućnost Podgorica e Cedevita Olimpija Lubiana.
Dall’altra parte, l’opposizione è guidata dalla Stella Rossa, che nelle scorse settimane ha costruito un fronte al quale hanno aderito Igokea Laktaši, Krka Novo Mesto e Zadar. Come sfondo dello scontro vi è la situazione politica in Serbia, con elezioni in vista e un possibile confronto elettorale tra il presidente uscente e l’ex campione di Eurolega Dejan Bodiroga.
Le ‘piccole’ a rischio fallimento
Qualora il duello tra le due fazioni dovesse portare alla sospensione anche della seconda giornata, la Lega adriatica sarebbe a rischio cancellazione. Come riportato da diversi media locali, Arena Sport, che detiene i diritti televisivi, oltre a Dubai, Cluj-Napoca, Vienna e Slovan Bratislava, ovvero le squadre che hanno aderito al torneo firmando un contratto di partecipazione, potrebbero richiedere il pagamento di una multa.
A pagare il prezzo salatissimo dell’eventuale ricorso sarà l’assemblea dei club di Lega adriatica, nella quale la situazione dei soci è variegata. Se per Partizan, Stella Rossa, Budućnost, Cedevita Olimpija e Bosna, ovvero le squadre impegnate in Eurolega ed EuroCup, l’esborso non sarebbe tutto sommato rilevante, per club meno ricchi come Zadar, Krka e anche la Cibona tale situazione rischia di provocare un fallimento.
Matteo Cazzulani
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