La NBA ha ufficialmente riacceso i motori. Dopo Houston Rockets e Dallas Mavericks, che avevano anticipato i rispettivi Media Day in vista degli NBA China Games, nella giornata di oggi anche le altre ventotto franchigie si sono presentate davanti a microfoni e telecamere prima dell’apertura dei training camp.

Una giornata inevitabilmente ricca di immagini, dichiarazioni e primi indizi sulla stagione che verrà. LeBron James ha indossato pubblicamente per la prima volta la maglia dei Philadelphia 76ers, Giannis Antetokounmpo ha parlato da nuovo giocatore dei Miami Heat e Kawhi Leonard è tornato davanti ai media di Toronto. Ma sono arrivate anche notizie meno positive: Kristaps Porziņģis è stato fermato a tempo indeterminato, mentre Jalen Duren non si è presentato al Media Day dei Detroit Pistons.

LeBron non si nasconde: «Non ho lasciato la mia famiglia per perdere al secondo turno»

Prima maglia dei Philadelphia 76ers, numero 23 sulle spalle e ventiquattresima stagione NBA ormai alle porte. LeBron James è stato inevitabilmente il personaggio più atteso della giornata.

Il quattro volte MVP ha ribadito di essere pronto ad adattarsi a qualsiasi ruolo necessario all’interno di una squadra che comprende Joel Embiid, Tyrese Maxey e Jaylen Brown, ma soprattutto non ha nascosto l’obiettivo della propria scelta: «Non ho lasciato la mia famiglia per perdere al secondo turno».

LeBron ha parlato inoltre della necessità di accettare situazioni scomode e sacrifici individuali per accelerare il processo di crescita del nuovo gruppo, indicando ancora una volta Maxey come una delle persone che maggiormente hanno inciso sulla sua decisione di trasferirsi a Philadelphia.

Le motivazioni dietro la scelta dei 76ers e il rapporto con Embiid erano già state approfondite nei giorni scorsi su Basket Magazine.

Golden State, Porziņģis fermato a tempo indeterminato. Curry: «Questa è casa»

Il Media Day dei Warriors si è aperto con una notizia ben più preoccupante rispetto alle normali dichiarazioni di inizio stagione. Kristaps Porziņģis sarà fuori a tempo indeterminato a causa di un problema di salute e non seguirà la squadra alle Hawaii per il training camp.

Il general manager Mike Dunleavy non ha fornito ulteriori dettagli sulla natura del problema e al momento non esiste una timeline per il ritorno. Il dirigente ha comunque spiegato che il lettone si era allenato regolarmente nei giorni precedenti e ha espresso la speranza che lo stop non debba trasformarsi in un’assenza particolarmente lunga.

Spazio inevitabilmente anche a Stephen Curry, che ha commentato il rinnovo biennale da 116 milioni firmato pochi giorni fa: «Questa è casa. È quello che abbiamo costruito». Il numero 30 vuole dunque completare nel modo migliore una storia cominciata nel 2009.

I dettagli del rinnovo del veterano degli Warriors li torvate su Basket Magazine.

Detroit, Duren non si presenta: lo scontro sul contratto arriva al training camp

La distanza tra Jalen Duren e i Detroit Pistons non è più soltanto una questione da trattativa estiva.

Il centro non ha partecipato al Media Day e non dovrebbe prendere parte neppure all’inizio del training camp mentre le parti continuano a discutere il nuovo contratto. Un’escalation significativa per un giocatore che Detroit ha sempre considerato centrale nel proprio progetto.

Charlotte perde Knueppel e Grant Williams per tutta la preseason. Buone notizie invece da Brandon Miller

Il Media Day degli Hornets è stato inevitabilmente condizionato dagli infortuni.

Kon Knueppel ha riportato un problema al bicipite femorale sinistro durante un’attività sul campo svolta nell’offseason e salterà l’intera preseason. Stesso destino per Grant Williams, fermato da un problema al bicipite femorale destro. Entrambi saranno rivalutati durante la prima settimana della regular season.

Knueppel non ha comunque abbandonato la speranza di essere disponibile già per il debutto del 21 ottobre contro Brooklyn: il secondo classificato nella corsa al Rookie of the Year ha ricordato di avere saltato solamente una partita durante tutta la scorsa stagione.

Arrivano invece indicazioni decisamente migliori da Brandon Miller, che ha comunicato di essere stato autorizzato al pieno contatto ormai da circa tre settimane dopo l’operazione alla spalla sinistra.

Haliburton mette fine ai dubbi: «Sono al 100%, nessuna restrizione»

Tyrese Haliburton | Fonte: profilo X Indiana Pacers

La frase che tutti a Indianapolis volevano sentire è arrivata direttamente da Tyrese Haliburton.

«Sono sano, sono al 100%». Il playmaker ha confermato che non saranno previste restrizioni al suo utilizzo dopo aver saltato l’intera stagione 2025/26 a causa della rottura del tendine d’Achille riportata durante Gara 7 delle Finals 2025. NBA

Si tratta più di una conferma che di una vera sorpresa. Già ad agosto Haliburton aveva raccontato di essere tornato a giocare cinque contro cinque e di sentirsi pronto nel caso in cui la stagione fosse iniziata in quel momento, come vi avevamo raccontato su Basket Magazine.

Kyrie Irving pronto al ritorno dopo diciannove mesi

Il Media Day dei Dallas Mavericks si era svolto venerdì, ma la notizia resta una delle più importanti di questa settimana NBA.

A 598 giorni dall’ultima partita di regular season, Kyrie Irving ha annunciato di non avere più restrizioni fisiche dopo la rottura del crociato anteriore del ginocchio sinistro. Il trentiquattrenne è dunque pronto a tornare in campo e a formare finalmente la coppia con Cooper Flagg.

Irving ha spiegato che il lungo stop gli ha permesso anche di recuperare mentalmente e fisicamente dopo anni di grande stress sul proprio corpo. Dallas ritrova così uno dei propri riferimenti proprio all’inizio del nuovo ciclo guidato da Masai Ujiri e coach Dusty May.

Giannis-Adebayo, nasce il nuovo asse di Miami

Bam Adebayo e Giannīs Antetokounmpo | Fonte: profilo X Miami Heat

Il passaggio di Giannis Antetokounmpo ai Miami Heat è stato inevitabilmente uno degli avvenimenti dell’estate. Oggi è arrivato il primo vero Media Day del greco in Florida e buona parte dell’attenzione si è concentrata sulla convivenza con Bam Adebayo.

Giannis ha definito il compagno uno dei migliori giocatori two-way della NBA, sottolineandone l’impatto offensivo e soprattutto la capacità di trasformare le partite in difesa. Il due volte MVP vuole che i due continuino a spingersi reciprocamente durante tutta la stagione.

I dettagli sulla maxi-operazione che ha portato Antetokounmpo lontano da Milwaukee dopo tredici stagioni, li trovate su Basket Magazine.

Kawhi torna davanti ai media di Toronto: «Avevo bisogno di pressione»

Anche quella di Kawhi Leonard con la maglia dei Raptors è un’immagine alla quale sarà necessario riabituarsi.

Leonard ha spiegato di essere tornato alla ricerca di una situazione vincente e della pressione derivante dal giocare per obiettivi importanti. Il due volte Finals MVP vuole inoltre assumere un ruolo di leadership e aiutare i giocatori più giovani del roster a compiere il passo successivo

Il lungo percorso che ha portato alla conclusione della trade con i Clippers era stato seguito nelle scorse settimane su Basket Magazine.

Edwards felice dell’arrivo di LaMelo: «Sono una guardia tiratrice naturale»

Uno dei passaggi tatticamente più interessanti dell’intera giornata arriva da Minnesota.

Anthony Edwards ritiene che l’arrivo di LaMelo Ball possa permettergli di tornare maggiormente al proprio ruolo naturale. L’ex Hornets dovrebbe infatti assumersi buona parte della costruzione del gioco, lasciando ad Edwards maggiore libertà di attaccare e spendere energie anche nella metà campo difensiva.

«Mi sento una guardia tiratrice naturale», ha spiegato Ant. Ball ha invece definito il nuovo compagno praticamente come un fratello, sottolineando le somiglianze caratteriali tra i due. NBA.com

Il nuovo roster dei Timberwolves comprende anche Jonathan Kuminga, il cui arrivo era stato approfondito nelle scorse settimane da Basket Magazine.

Wembanyama non abbassa l’asticella dopo le Finals

A San Antonio non sembra esserci alcuna intenzione di considerare le Finals raggiunte nella scorsa stagione come il punto d’arrivo.

Victor Wembanyama ha parlato apertamente della volontà degli Spurs di raggiungere la cima dopo essere arrivati a un passo dal titolo: la squadra, ha spiegato il francese, dovrà essere pronta a superare chiunque si trovi lungo il percorso.

Un messaggio perfettamente coerente con una franchigia che pochi mesi fa ha disputato le Finals contro New York e che continua a crescere attorno al nucleo formato da Wembanyama, Stephon Castle e De’Aaron Fox.

Mosley lancia la sfida a Zion: ora deve rendere migliori i compagni

Cambio di prospettiva a New Orleans.

Il nuovo allenatore Jamahl Mosley non vuole chiedere a Zion Williamson semplicemente più punti o più dominio fisico, ma un’evoluzione complessiva del proprio gioco: imparare a rendere migliori i compagni e aggiungere ulteriori soluzioni offensive, compreso il tiro dalla media distanza.

Per Mosley sarà questo uno dei passaggi necessari per permettere all’ex prima scelta assoluta di raggiungere un nuovo livello.

I Knicks ripartono da campioni, Brunson: vietato sentirsi soddisfatti

Per la prima volta dal 1973 i New York Knicks hanno aperto il Media Day da campioni NBA in carica.

Il messaggio di Jalen Brunson è stato però immediato: niente appagamento. Il leader dei Knicks vuole utilizzare quanto imparato durante la corsa al titolo per continuare a migliorare, mentre Karl-Anthony Towns ha raccontato il significato particolare di aver conquistato il primo anello della propria carriera proprio con la franchigia per cui tifava da ragazzo.

Denver vuole togliere pressione dalle spalle di Murray

Interessanti anche le indicazioni di David Adelman sul nuovo attacco dei Denver Nuggets.

Il coach vuole aumentare il numero di giocatori coinvolti nella gestione del pallone, affidando maggiori responsabilità ad Aaron Gordon e Cameron Johnson e alleggerendo il lavoro di Nikola Jokić e soprattutto di Jamal Murray.

Adelman ha ammesso di avere caricato eccessivamente il playmaker canadese di responsabilità nella passata stagione e vuole quindi utilizzare il training camp per costruire un attacco meno dipendente da uno o due creatori.

Portland mostra finalmente Lillard e Morant insieme

Più che una dichiarazione, a Portland è stata soprattutto un’immagine a fare notizia: Damian Lillard e Ja Morant indossano ora la stessa maglia.

Dame torna ufficialmente a rappresentare la franchigia della quale è il miglior realizzatore di sempre, mentre Morant si è presentato con il nuovo numero 1.

Da domani finiranno però inevitabilmente le presentazioni. I training camp apriranno ufficialmente il 29 settembre, mentre il 3 ottobre arriveranno le prime partite di preseason: il momento in cui dichiarazioni, nuovi equilibri e grandi ambizioni inizieranno finalmente a essere messi alla prova sul parquet.

In foto partendo da sinistra: Jaylen Brown, LeBron James, Joel Embiid, Tyrese Maxey e V.J. Edgecombe (Fonte profilo X Philadelphia 76ers)

Di Flavio Tarabù