Una Napoli di carattere resta imbattuta nel catino dell’Hala Orbita di Wroclaw. Gli azzurri di coach Repesa, che ruota in maniera ampia il proprio roster, resistono alla carica di Egbunu e compagni e risolvono a proprio favore il match negli ultimi 2′.
È una gara che lo Slask Wroclaw prova a vincere di energia, spinto da un tifo spettacolare, e di atletismo, soprattutto quello di Devin Robinson che dispensa sprazzi di strapotere, ma anche qualche ingenuità.
Il merito dei partenopei, che non sono in una delle loro migliori serate, è mantenere la lucidità anche quando, nel terzo quarto, gli avversari toccano anche un apparente +7. L’aggettivo non è casuale, sul 56-54 il tabellone aggiunge erroneamente altri due punti allo Slask, la tripla di Kulikowski vale il 61-54 e al 30′ si andrebbe all’ultimo intervallo breve con 2 punti di vantaggio per i padroni di casa che, però, non si capisce da dove vengono. Il mistero viene risolto poco dopo, a quarto periodo in corso, quando il 69-67 viene corretto al termine di oltre 10 minuti di conciliabolo in cui si ricostruiscono gli avvenimenti della partita in cerca del canestro fantasma.
Nel momento decisivo Napoli piazza l’affondo, mini parziale di 6-0 che vale il 74-82, poi resiste al disperato tentativo di rimonta avversario e chiude i conti a cronometro fermo con Dowtin e Spissu.
Grande protagonista Markel Brown, 15 punti tutti arrivati dal perimetro, lì dove l’ex Trieste è chirurgico, lì dove, invece, Jahmi’us Ramsey è ancora alla ricerca delle misure perdute durante l’indisponibilità per infortunio.
Ora la testa è a Milano, al mezzogiorno di fuoco dell’Alcott Arena, quello in cui alimentare la fiamma dei sogni di una città che sta riscoprendo una passione che non si vedeva dai tempi della mitica Carpisa 2005/2006.
LA CRONACA
Napoli parte con le polveri bagnate al tiro pesante (1/5) e subisce l’avvio più pimpante dello Slask. Scruggs, Robinson ed Egbunu firmano il break che vale l’8-3.
La presenza del pivot passato per il PalaBarbuto nel 2024/25 fa girare a largo gli uomini di Repesa che ritrovano la via del canestro nuovamente dalla lunga distanza con Faggian.
Dà frutti l’inserimento di Caruso che offre il primo canestro all’interno dell’area e poi ubriaca Egbunu con la finta per firmare il vantaggio ospite.
L’altro ingresso importante è quello di Spissu che pesca Brown, tripla e parziale di 10-0 (8-13).
Adesso è Napoli a dettare i ritmi, gli ingressi di Ramsey e Petrucelli danno nuova linfa all’attacco mentre Luc si vede spazzare via la conclusione dalla stoppata di White.
Lo Slask, però, sente la spinta del proprio pubblico, Parsons e Kulikowski infilano due canestri pesanti consecutivi per il -1 a cui risponde Petrucelli, sempre dalla lunga distanza (18-22); è così che si va alla prima pausa.
Ci prova subito lo Slask a riprendersi il comando e ci riesce, Moore e la tripla di Scruggs castigano una Napoli troppo contratta in cui Sankaré eccede in timidezza, per Jasmin Repesa è abbastanza per chiamare immediatamente il time out.
Ma non si ferma l’emorragia, da un passaggio pigro di Petrucelli nasce la palla rubata di Isaih Moore che vola ad affondare la bimane (25-22); la reazione azzurra è nelle mani di Jack White che completa il gioco a due con Seljaas anch’egli al di sopra del ferro.
Da assist man a realizzatore il passo è breve, basta un extra pass di Brown e proprio Seljaas trova il ritmo giusto per la tripla che vale il controsorpasso ospite, stavolta il minuto di sospensione lo chiede coach Danny Franco (25-27).
La gara si accende, Scruggs e White si scambiano triple, Parsons e Seljaas errori al tiro; è Sankaré ad aprire la forbice del distacco, la sua conclusione senza ritmo trova la retina, il suo assist permette a Brown di replicare con 3 punti ai due che Robinson aveva ottenuto superando l’opposizione di Caruso (30-36).
Il peccato originale che impedisce a Napoli di scappare è quel passaggio in più quando avrebbe buoni tiri, un eccesso di accademia che lo Slask sfrutta con la tripla di Robinson ed il canestro di Anthony Hickey – primi punti per l’ex Cantù – che pareggia i conti (37-37).
Repesa decide di richiamare in panchina i suoi per disegnare gli ultimi secondi di primo tempo, ne esce un’azione che va in angolo da Petrucelli, bersaglio grosso centrato, 37-40 all’intervallo lungo.
I padroni di casa cominciano meglio la ripresa, il gioco da 4 punti di Niziol e i punti di Egbunu e Robinson fanno scappare i neroverdi (47-42); Napoli fatica come Ramsey, irriconoscibile fino a questo momento, eppure resta a contatto proprio con il bersaglio grosso centrato dall’ex Trieste (50-49).
La replica dello Slask è perentoria, Robinson raggiunge altezze vertiginose per inchiodare ad una mano, poi aggiunge l’arresto e tiro per il +5.
Napoli, però, è ancora lì, Faggian piazza la tripla del 63-61 al 30′.
È ancora a tinte polacche l’apertura del quarto decisivo, Parsons e Robinson trovano la via del canestro; gli azzurri reagiscono, Seljaas e Dowtin bucano la retina da lontano ed impattano a quota 67.
La gara si ferma a 7’53 dal termine per due punti fantasma assegnati allo Slask, Repesa presenta formale protesta e, dopo un lungo conciliabolo tra arbitri ed ufficiali di campo, il punteggio viene corretto, riportando la parità che Robinson aveva spezzato poco prima.
Dopo oltre 10′ si riparte ed il riposo fa bene a Dowtin, il più sveglio di tutti con il taglio in backdoor che vale anche l’and one del 67-70.
Repesa, complice il quarto fallo di Caruso, schiera nuovamente il suo ormai classico quintetto piccolo con White sotto le plance, nel frattempo sale in cattedra ancora Dowtin che serve l’assist per le tripla di Brown che spingono gli azzurri sul +4 (72-76).
La replica di casa è tutta di ex LBA, Wroclaw resta in scia grazie a Hickey ed Egbunu.
Nel momento cruciale della gara i partenopei accelerano, White e Dowtin mettono dentro i punti del +8 a 1’36” dal termine, coach Franco è costretto al time out.
I polacchi sono vivi, il possesso paziente permette la tripla dall’angolo di Moore, Napoli va a bersaglio con White, tuttavia il lungo neroverde è bollente e centra un altro bersaglio grosso che rimette tutto in discussione (82-84).
Tremano le mani di Seljaas a cronometro fermo ma l’ala dello Utah si riscatta subito con una difesa decisiva, palla rubata e rimessa rocambolesca guadagnata.
Prima ancora che Petrucelli riavii il gioco, Scruggs commette la madre di tutte le ingenuità sgambettando Dowtin, il fallo tecnico è inevitabile.
Il play di Upper Marlboro realizza il libero a propria disposizione, sulla rimessa lo Slask commette subito fallo su Spissu che fa 1/2, fissando il +4 a 4″8 dalla sirena.
Il time out di Franco non frutta gli effetti sperati, Dowtin intercetta il passaggio e scappa con la vittoria in tasca, Napoli la spunta 82-86.
MVP: MARKEL BROWN
Chirurgico in attacco, tignoso in difesa. Nei momenti cruciali la palla, in un modo o nell’altro, cerca le sue mani e lui risponde con puntualità e senza inutili orpelli. Essenziale.
DA RIVEDERE: JAHMI’US RAMSEY
Sembra sbloccarsi con il taglio sul fondo che sorprende la difesa dello Slask, tuttavia resta deluso. Cerca in tutti i modi di mettersi in ritmo e ritrovare feeling con il tiro pesante, gli manca ancora un po’ di forza nelle gambe per supportare il talento.
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