Dopo il successo contro Reggio Emilia in campionato, che ha fatto registrare l’ennesimo infortunio, il diciottesimo della stagione Virtussina, che ha colpito Milos Teodosic, il giocatore più rappresentativo della Segafredo, è seguito quello molto importante di mercoledì in Eurocup contro i francesi del Bourg, maturato in un finale in cui gli uomini di Coach Scariolo, avevano un pò allentato la concentrazione, permettendo ai transalpini di rientrare e crederci sino all’ultimo possesso. La gara di Eurocup, ha visto rientrare in campo quel Nico Mannion su cui per troppo tempo, in tanti, hanno detto cose inesatte e spesso diffuso voci poco attendibili. Quello che ha passato il ragazzo nella scorsa estate, è stato molto pesante, probabilmente nemmeno lo si può comprendere sino in fondo, oltre al fatto che, nel momento della ripresa, si è aggiunto un altro problema medico, che non lo ha certo aiutato a riprendere la forma e l’atletismo nei tempi che erano stati preventivati. L’errore, se ve n’è uno, non è certo di chi aveva stilato tabelle, bensì nel non considerare che il corpo umano non è un mezzo meccanico, ma un insieme perfetto di delicati apparati che necessitano di attenzioni e monitoraggi costanti, che possono differire nei comportamenti con grande facilità rispetto ad un mezzo meccanico.
Mannion che rientra, gioca quasi 14 minuti, segna 4 punti e regala 3 assist ai compagni è la notizia più importante del mercoledì di coppa della Segafredo, che incassa i due punti e mantiene il passo delle prime, in attesa che il gruppo squadra riaccolga fra le proprie fila il rientro degli altri al momento ai box.
A tal riguardo, occorre registrare i 20 giorni che serviranno a Teodosic per assorbire l’edema osseo al piatto tibiale, evidenziato negli esami eseguiti dopo la caduta. Sulla patologia del serbo, meglio scrivere oggi che la tempistica indicata è pressoché indicativa, stilata su una media di altri atleti che hanno avuto tale problema, non una scadenza esatta, quindi non bisognerà creare inutile allarmismo nel caso i giorni necessari dovessero aumentare, a fare la differenza nel recupero è l’entità dell’edema e la capacità dell’organismo di riassorbire il liquido.
Rimanendo sulla questione rientri, si attende anche quello di Kevin Hervey, che dopo l’intervento al ginocchio, procede nelle terapie, come da programma. Anche nel suo caso, serve specificare che il trauma rimediato, ha colpito un arto che nel passato era già stato oggetto di intervento chirurgico a causa di un’altra patologia, quindi il recupero dell’ala americana, viene seguita con molta attenzione da parte dei sanitari. Rivederlo in campo per i primi di febbraio sarebbe quasi un miracolo, molto più probabile ipotizzarne la metà del mese più corto dell’anno.
Si avvicina anche il tempo in cui uno dei lungo degenti, Awudu Abass, rientrerà in gruppo. Il ragazzo ha grandi doti atletiche, questo gli ha permesso di superare la prima fase del post intervento con buone prospettive e di sviluppare un ottimo lavoro nella parte fisioterapica. Per il suo rientro, non ci sono ancora tempi precisi, ma il lavoro procede bene, i sei mesi che abitualmente vengono stimati per la patologia in essere, potrebbero persino ridursi, se non sorgono altri problemi.
Ed infine, un cenno a colui che più di ogni altro, ha subito gli effetti di questa infinita ed incredibile serie di infortuni che ha colpito il gruppo bianconero, Epke Udoh. Il pivot americano, che si trova attualmente negli Stati Uniti, il cui arrivo è previsto la prossima settimana, con volo che atterrerà a Milano Malpensa, ha da tempo iniziato la fisioterapia per il recupero dall’intervento al tendine rotuleo. Al momento le sue condizioni fisiche vengono monitorate a distanza dai sanitari della Virtus, l’evolversi della situazione clinica è positiva, ma i tempi da prevedere per un suo rientro in campo, saranno ancora necessariamente quelli indicati inizialmente, playoff o più probabilmente il prossimo campionato.
Ma nonostante il bollettino medico, la stagione prosegue e la Segafredo deve necessariamente fare di necessità virtù, dovendo comunque rispettare le attese e i piani redatti preventivamente. Coach Scariolo sino ad oggi ha dovuto sempre fare i conti con un gruppo incompleto, che non si è mai allenato insieme, e con un continuo ricambio di giocatori che uscivano ed entravano dall’infermeria come mai accaduto nel passato. A volte potrebbe sembrare banale, ma nel caso della Virtus, mai come quest’anno, l’allenatore ha dovuto trovare sempre nuove alchimie per poter mettere in campo una squadra che potesse comunque raggiungere l’obiettivo. È vero anche che, potendo disporre di un gruppo di buoni giocatori, certe alchimie possano risultare più semplici, ma anche fra i migliori, una certa dose di conoscenza reciproca aiuta a giocare meglio. Quella contro Treviso, sarà la seconda gara senza Teodosic, il mago è sicuramente uno di quegli elementi che in campo riesce a trovare quel gesto che nei momenti di difficoltà aiuta tutto il gruppo, il suo genio è indiscusso da tempo, non averlo a disposizione rende la Virtus una squadra più “normale”, con minore estro e fantasia e quindi più prevedibile per gli avversari. Per ovviare all’assenza del serbo, tutti dovranno dare un pò di più, cercando soprattutto di subire meno in difesa, questa probabilmente la chiave dell’immediato futuro bianconero. Per fare ciò, in diversi dovranno aumentare la loro presenza e soprattutto l’attenzione quando saranno gli avversari ad avere il pallone in mano, perchè in attacco, pur senza il Mago di Valjevo, la Segafredo ha talento per trovare il modo di mettere punti a referto.
Quella di stasera è una partita importante per provare a capire se in questi giorni di allenamenti, si siano trovati nuovi meccanismi che possano sopperire alla mancanza di genialità che giocoforza la Virtus non potrà avere per la mancanza di Teodosic. Il rientro di Mannion in questo senso è stato davvero molto utile, il suo impiego in campo assolutamente necessario, per ereditare una parte dei minuti destinati al serbo e soprattutto per condividere lo sforzo con Alessandro Pajola, che non essendosi mai fermato nemmeno l’estate scorsa, sta attraversando un momento di naturale difficoltà fisica. In aiuto ai due giovani ragazzi, ci sarà comunque Michele Ruzzier, che sino ad oggi ha dimostrato di essere un grande professionista, ma soprattutto un giocatore che in campionato, ha tutte le carte in regola per dire la sua e dare il contributo necessario ai compagni.
Treviso non gioca in campionato dal 27 dicembre, ma è reduce da una bella vittoria casalinga in Champions League contro la formazione greca del Lavrio. Coach Menetti, rientrato in panchina nella gara di coppa dopo lo stop a causa del Covid, dovrà fare a meno di Sokolowski, ma le sue parole durante la presentazione della gara, sono state eloquenti: contro i campioni d’Italia, seppur privi del loro faro, servirà fare una grande partita cercando di mettere a segno il colpo.
Parole che dimostrano la precisa volontà di giocare una partita liberi da qualsiasi pensiero, e provare a cogliere una vittoria che sarebbe di grande prestigio. Treviso ha perso le ultime tre gare in campionato, la situazione in classifica è discreta, ma per tentare la carta di figurare fra le prime otto, dovrà tentare il tutto per tutto. Rientra Akele alla De Longhi, mentre vi sarà l’esordio di una vecchia conoscenza virtussina, quel Mikk Jurkatamm che iniziò nelle giovanili bianconere la sua avventura nel mondo del basket. Fra gli uomini di Menetti, troviamo un altro ex, quel Matteo Imbrò che fu anche giovane capitano della Virtus, oggi decisamente più maturo e uomo squadra per la formazione proveniente dalla città bagnata dal Sile.
Palla a due alle ore 20,00 alla Segafredo Arena, agli ordini dei signori Lo Guzzo, Paglialunga e Boninsegna, verrà trasmessa in diretta TV su Eurosport 1 e Discovery+, in radio sull’emittente Radio Nettuno Bologna 1 con l’immancabile commento di Dario Ronzulli.
Alessandro Stagni