Julian Gamble: foto Ciamillo-Castoria
di Alessandro Stagni
Dopo quanto successo nelle settimane scorse, il clamore suscitato dall’ingaggio a sorpresa di Marco Belinelli, ed in quella successiva dal sollevamento e successivo reintegro di Coach Aleksandar Djordjevic, la settimana che volge ormai al termine potrebbe essere considerata un’anomalia in casa Virtus. La comoda vittoria a Trieste di 17, contro una formazione appena rientrata da quaranta giorni di inattività, ed una gara in Eurocup mercoledì, contro il fanalino di coda Anversa vinta di 19, hanno reso molto leggera la settimana degli uomini di Coach Djordjevic, che ha così potuto preparare una trasferta che sulla carta è ampiamente alla portata, ma che, come ogni gara, può riservare sempre sorprese e difficoltà inaspettate.
Quella che si giocherà domenica contro Treviso al Palaverde con inizio alle 17,30, è una sfida che porta alla mente scontri epici di finali scudetto come quella del maggio 1995, in cui i bianconeri dell’indimenticato Alberto Bucci, affrontarono in finale playoff la Benetton di Mike D’Antoni vincendo in tre partite bissando quello dell’anno precedente contro la Scavolini Pesaro di Valerio Bianchini, come di importanti sfide d’Eurolega, in particolare quella giocata nel 2002 all’allora PalaMalaguti, durante la final four, in cui la Virtus targata Kinder di Ettore Messina, superò i verdi sempre guidati da Mike D’Antoni nella semifinale del massimo torneo continentale.
Da quel periodo glorioso per entrambe le formazioni, di cose ne sono successe parecchie, fra radiazioni e caduta nella categoria inferiore per la Virtus, all’abbandono della famiglia Benetton e conseguente disastro per la società di basket cittadina, che ha dovuto ricostruire dal nulla nel 2012 la propria storia, prima con il nome Treviso Basket 2012, poi nel 2014 con la denominazione attuale Universo Treviso Basket, sponsorizzata De Longhi, con i colori bianco e azzurro.
Dopo un primo anno monco a causa del Covid, dove la Universo ha rimesso piede nella massima serie, la società del Presidente Mazzoler ha allestito un roster con l’intento di ottenere una salvezza tranquilla e sino ad oggi, gli uomini di Coach Menetti, stanno assolvendo il compito richiesto, avendo racimolato dieci punti con un record di cinque vinte e altrettante perse.
Fra le fila dei bianco azzurri veneti, ritroviamo una vecchia conoscenza del basket virtussino, quel Matteo Imbrò, che ancora giovanissimo, venne nominato capitano nella stagione 2013/14, annata piuttosto avara di risultati per quella Virtus allenata inizialmente da Luca Bechi, poi sostituito in corsa da Giorgio Valli.
La Segafredo sale a Treviso per mantenere intatta l’imbattibilità esterna, e per non perdere altri punti importanti nel cammino verso i playoff, ma soprattutto verso la qualificazione alle final eight di Coppa Italia, primo appuntamento di questa stagione. La situazione sanitaria della compagine bianconera, è la stessa della scorsa settimana, Nikolic ancora fermo per il problema alla spalla, mentre Belinelli sta ancora svolgendo il programma che si spera possa consentirgli di raggiungere una forma accettabile in tempo per la sfida di domenica 27 contro l’Olimpia Milano. Pajola, assente mercoledì, sarà regolarmente al proprio posto, per fornire il solito contributo che quest’anno è salito parecchio nell’economia del gruppo. Gara da non prendere assolutamente sottogamba, Treviso annovera fra gli esterni un certo Logan, che viaggia ad una media di 21punti a gara in meno di 30 minuti sul campo, con un 61,6% da 2 e soprattutto un 40% da 3. Gli uomini della Segafredo sono avvisati, meglio non lasciare troppo spazio a David dai 6,75, non è sicuramente il miglior cliente a cui concedere spazio da quella distanza. Arbitri dell’incontro i signori Martolini, Attard e Boninsegna.