Le parole dei due coach, quello di Napoli Cesare Pancotto e quello di Tortona Marco Ramondino, dopo il loro scontro nel ventottesimo turno di LBA:

 

CESARE PANCOTTO:

“Eravamo preparati alle difficoltà, c’era la consapevolezza che l’impatto iniziato ci sarebbe stato, uno deve trovare il ritmo all’interno della partita. Le difficoltà del -10 ci ha fatto dimenticare le difficoltà che la partita dava, c’è stato un percorso netto da quel momento in poi, in cui ogni giocatore è stato determinante per il nostro successo. La difesa nel finale di campionato, deve venir fuori quello su cui hai lavorato da mesi. Non mi illudo, perchè ne abbiamo fatte tante in chiave difensiva, ma sono convinto che questi giocatori hanno queste capacità. Vorrei essere felice ma non lo sono, perchè ci sono ancora due partite e la salvezza non è ottenuta. Sono contento per i miei giocatori ed i nostri tifosi, ma non abbasso la concentrazione. Io e i miei due assistenti abbiamo fatto un percorso per la partita per gestire i falli di Jacorey, la stanchezza di Wimbush, che ha dato un contributo fisico importante”.

 

MARCO RAMONDINO:

“Complimenti a Napoli che ha giocato una partita di grande carattere, attenzione e contenuti tecnici. Noi abbiamo fatto una gara un po’ timida, in attacco e in difesa, per provare a competere contro la loro fisicità. Abbiamo disputato un incontro mediocre a livello di contenuti tecnici, ma non ho visto cose preoccupanti, in quanto la squadra – pur facendo fatica a fare praticamente tutto nel corso della partita – non si è disunita e ha fornito segnali di unione nelle grosse difficoltà odierne. Le statistiche devono essere il back up di quello che abbiamo visto: nel primo tempo abbiamo mosso bene la palla e costruito buoni tiri, mentre quando l’attacco è diventato più statico è aumentata la difficoltà nell’andare a rimbalzo d’attacco. Questa statistica è indicativa nella nostra peggiorata qualità offensiva nel corso della gara. Faccio i complimenti a coach Pancotto, perché Napoli ha fatto una difesa di ottimo livello. La loro crescita in termini di fisicità, aggressività e atletismo ha fatto la differenza. Ritengo che quando ci sia un obiettivo senza domani come la salvezza, giustamente si deve avere una spinta importante, ma credo che per noi sportivi le motivazioni debbano essere interiori a prescindere dagli avversari”.