di Maurizio Roveri

 

 

 

L’emozione sarà forte, coinvolgente, trepidante, fiera, meravigliosa. Da vivere con occhi pieni di stupore. In un sabato destinato alla storia, dentro il mitico “Madison” bolognese di Piazza Azzarita gonfio di pubblico, di passioni, d’entusiasmo, di curiosità, d’allegria. Per un autentico evento. Gara1 delle finali scudetto, a Bologna, tra la Virtus e la Famila Schio stabilirà un record. Il maggior numero di spettatori per una partita. Da quando esiste, in Italia, il campionato di pallacanestro femminile (1930).

 

Cinquemilacinquecentosettanta posti. E’ la capienza attuale dell vecchio ma sempre suggestivo palasport di Bologna, situato nel cuore della città, che venne aperto il 12 settembre 1956.

Più di 5000 spettatori saranno lì. Per la Pallacanestro Femminile. Questa è la grande novità. Un primato per il  basket donne in Italia. Straordinario.

Qui, in questo impianto, che ha visto “eroi” del basket, della boxe, della pallavolo, del tennis e autentiche leggende del mondo della Musica.

 

Qui, dove negli Anni Sessanta andavano in ottomila a veder combattere il peso massimo Checco Cavicchi e dove sono stati grandi interpreti altri campioni della boxe come Nino Benvenuti, Bruno Arcari, Carlos Duran, Sandro Mazzinghi, Dante Canè.

Qui dove negli Anni Settanta si mettevano in scena i prestigiosi appuntamenti del Wct  e Bologna ebbe l’opportunità di ammirare tennisti come Bjorn Borg, Rod Laver, Adriano Panatta, Arthur Ashe, il talentuoso irascibile mancino John McEnroe (il quale s’innamorò dei tortellini e delle lasagne ma… si dice che li accompagnasse con bevande come latte e coca cola).

Qui dove la Virtus Pallacanestro dell’Avvocato Gianluigi Porelli fece un ventennio di sold out (e l’abbonamento alla V nera dei canestri era la la cosa più desiderata, più ambìta in città), qui dove Dan Peterson vinse nel ’76 il suo primo scudetto.

Qui dove abbiamo ammirato la “coppia più bella” all’epoca dei due stranieri nel basket italiano, cioè Kresimir Cosic “il vescovo mormone” e Jim McMillian “Il Duca nero”. Immensi. Indimenticabili.

Qui dove nacque la Fossa dei Leoni della Fortitudo sull’onda emotiva del ruggente Gary “Baron” Schull, colosso che trascinava ed esaltava un piccolo mondo antico dal cuore grande.

Qui dove è stato protagonista anche il volley d’alto livello, dapprima con la Virtus e poi con la Zinella.

Qui dove la popolarissima ginnasta rumena Nadia Comaneci fece il “pienone” e incantò la gente.

Qui dove la V nera dei canestri realizzò un tris di scudetti dal 1993 al ’95 (un titolo vinto con coach Ettore Messina e gli altri due “tricolori” con al timone l’amatissimo Alberto Bucci).

Qui dove nel maggio 2000 vinse il suo primo storico scudetto la Fortitudo sponsorizzata Paf (gestita da Charlie Recalcati) e cinque anni più tardi la “Effe” di coach Jasmin Repesa, sponsorizzata Climamio, vinse in finale contro l’Armani Milano.

E ancora: nel gennaio 2015 andò in scena la Final Four di Coppa Italia di Volley e il PalaDozza venne preso d’assalto da 5900 spettatori per la finalissima fra Modena e Trento.

 

Non soltanto sport. Qui, nel palazzo di Piazza Azzarita, si sono esibiti anche prestigiosi personaggi del mondo musicale. Il 5 aprile 1967, Mick Jagger e i suoi Rolling Stones diedero vita a due spettacolari concerti: uno nel primo pomeriggio, l’altro in serata. E fu il trionfo del rock.

Qui nei primi Anni Settanta, in occasione del “Festival del Jazz”, salirono sul palco Musicisti leggendari come Duke Ellington, Miles Davis, Ray Charles. Dizziy Gillespie, Charlie Parker.

E che dire di James Brown? E di Jimi Hendrix? E dei Jethro Tull? Anche loro, anche loro si sono esibiti nel Madison di Piazza Azzarita.

Non soltanto jazz e rock. A trascinare la gente al palasport bolognese c’è stato anche un concerto memorabile del tenore Luciano Pavarotti nel 1984.

 

Un romanzo lungo sessantasette anni. Pieno di personaggi carismatici, di storie, di miti, emozioni, curiosità, imprese sportive, spettacoli musicali. Questo è l’intramontabile palasport di Piazza Azzarita.

Di tutto questo si può leggere fra le pagine di “Andavamo al Madison”, scritto da Lamberto Bertozzi e da Giuliano Musi (edizioni Minerva). Un bel libro pubblicato nel 2018 che racconta – in maniere rigorosa e precisa – tutto quel che c’è da sapere su questo impianto. Talmente all’avanguardia, quando venne progettato e costruito, da essere ancora oggi un “modello” di eccellente visibilità. Dal 12 settembre 1996 è intitolato a Giuseppe Dozza, grande Sindaco, per 21 anni (dal 1945 al 1966) primo cittadino di Bologna. Fu lui, con felice intuizione e con una visione ampia guardando al futuro, a voler dotare la città di Bologna di un palasport così innovativo.

 

Sarà una festa, domani sera al PalaDozza. Una bellissima festa per il movimento cestistico femminile italiano. Splendida immagine. Quella di un palazzo dello sport, da oltre 5500 posti, gremito. Gremitissimo. E tutto per loro. Le ragazze,. Le Campionesse. Per Cecilia Zandalasini, Cheyenne, Parker, Iliana Rupert, Ivana Dojkic, Kitjia Laksa, Olbis Andrè, stelle di “Bologna siamo noi”. E per le loro forti antagoniste, Marina Mabrey, Giorgia Sottana, Verona Costanza, Rhyne Howard, Jasmine Keys, Astou Ndour.

 

Tutto esaurito già da tre giorni, i tagliandi digitali scivolati via in fretta. Virtus Segafredo Bologna – Famila Wuber Schio. Gara1 delle Finals. In palio lo scudetto della stagione 2022-23. Luci accese su una serie, al meglio delle tre partite, che si annuncia intensa, equilibrata, gonfia d’orgoglio.

 

La sezione femminile bianconera è pronta a scrivere un nuovo capitolo della sua favola. Esiste da appena tre anni e mezzo. E’ in attività dall’ottobre 2019. Finalista già un anno fa, quando si spinse in alto dopo aver eliminato con solidissime prestazioni la Reyer Venezia. il coraggio, però, non fu sufficiente nella serie finale (terminata al quarto round) a scalare per intero la grande montagna rappresentata dal Club di Schio. Dominante da quasi un ventennio in Italia.

Ci riprova, ora, la Virtus Segafredo Bologna. S’è assicurata il vantaggio del fattore campo. Avendo vinto la regular season. Un cammino concluso a pari merito in classifica (24 partite vittoriose, 2 sole perse) ma la V nera si è piazzata davanti per migliore differenza-punti nei confronti diretti. Al 76-71 della Famila al Palaromare di Schio, il 16 ottobre 2022, rispose con personalità la Segafredo con un limpido 94-80 firmato al PalaDozza il 21 gennaio 2023.

A livello comunicativo e di appeal si sta rivelando veramente felice e stimolante quello slogan che esclama: “Bologna siamo noi”. Un messaggio. Con il quale si cerca di coinvolgere tutta la città. Certo, è la V nera. Con una distinzione: è l’unica squadra femminile d’alto livello a Bologna, vuole emozionare e farsi apprezzare da tutti, vuole essere “la squadra dei bolognesi”.

 

La Famila Schio si porta dietro la mentalità vincente d’una Società che negli ultimi 17 anni, dal 2005, ha allungato le mani su 11 Scudetti e 13 Supercoppe italiane. Oltre a 13 Coppe Italia vinte nello spazio di tempo che va dal 1996 al 2023. E anche 1 Eurocup nel 2008 e 2 Coppe Ronchetti, nel 2001 e nel 2002.

Schio ha fatto tripletta nella stagione scorsa, in Italia. Campionato, Coppa Italia, Supercoppa. Nella stagione attuale s’è già portata a casa la Supercoppa e la Coppa Italia.

Anno dopo anno possono cambiare le interpreti, ma non cambia la mentalità del Club scledense. Quando c’è da vincere, tira fuori gli artigli.

La Famila ha consumato un sacco di energie fisiche e mentali in Euroleague. Ne è valsa la pena. Sapeva d’avere l’esperienza e la maturità per puntare alla Final Four. C’è riuscita. Un grande risultato. In semifinale, finché ha avuto fiato, ha severamente impegnato lo squadrone “illegale” del Fenerbahce Istanbul. Che è il team femminile più forte d’Europa e forse del mondo. Schio alla fine ha conquistato il terzo posto. Sì, ora è la terza migliore squadra europea.

 

Questa serie-scudetto rappresenta un momento molto importante per la LBF, la Lega Basket Femminile, chiamata a valorizzare un Evento così stimolante: e da lì prendere slancio per migliorare il prodotto della serie A sul piano organizzativo, del marketing, delle ambizioni. Un salto di qualità che dovrà necessariamente portare al Professionismo.

 

Domani sera nel Madison bolognese gremitissimo (palla a due ore 20,30 e apertura cancelli ore 19) saranno in programma diverse iniziative, negli intervalli, a livello musicale e a livello coreografico. Uno spettacolo nello spettacolo.

Sarà, soprattutto, la serata dell’orgoglio femminile. L’altra metà del cielo.