Negli anni Novanta e nei primi anni del Duemila, l’Atalanta nel mondo del calcio era nota e apprezzata per il settore giovanile maggiormente produttivo d’Italia, tanto da spingere la società bergamasca a investire forse più nello sviluppo di talenti da lanciare nel calcio professionistico che nel mantenimento della prima squadra in Serie A. Nel mondo del basket, una simile situazione si sta riproponendo a Zara, la basket city d’Europa per eccellenza, nella quale la compagine cittadina, lo Zadar, ha deciso di puntare forte sulla creazione e sulla formazione di giovani atleti.
A illustrare il nuovo corso dello Zadar, che negli ultimi sei anni ha disputato sei finali del campionato di Croazia, vincendone quattro, è stato il direttore del settore giovanile, Ivan Beram, che la compagine zaratina ha ingaggiato in estate dopo un’esperienza da capo allenatore nel Vevey. Al timone della squadra della basket city della Svizzera, una sorta di Zara in miniatura, Beram ha dimostrato una particolare attenzione allo sviluppo dei giovani talenti, tanto da ricevere la chiamata da parte del club della sua città natale.
A beneficiarne è l’Europa
“A quarantaquattro anni non potevo declinare la chiamata dello Zadar” ha dichiarato Beram sul sito della compagine zaratina, dimostrando una chiara comprensione della propria missione. “In Croazia, le aspettative verso i giovani sono irrealistiche, unicamente legate al risultato, mentre in Svizzera l’obiettivo è garantire che tutti giochino. Per questo, a Zara puntiamo a dimostrare di essere il luogo ideale per la crescita dei giovani, offrendo loro tutto ciò che troppo spesso li spinge a trasferirsi all’estero” ha continuato Beram.
Il nuovo corso per lo Zadar, la cui prima squadra è impegnata in una Lega adriatica molto impegnativa con un budget che ammonta a 800 mila euro, che è con tutta probabilità il più basso in un campionato dominato da compagini di Eurolega come Dubai, Partizan e Stella Rossa, è una buona notizia per tutta l’Europa. Quando Zara, che ha lanciato atleti come Krešimir Ćosić, Pino Giergia, Branko Skroče, Stojko Vranković, Arijan Komazec, Dejan Bodiroga, Petar e Marko Popović, solo per citarne alcuni, investe sui giovani, a beneficiarne è l’intero movimento cestistico europeo.
Un posizionamento strategico
Per lo Zadar, l’attenzione ai giovani rappresenta un ritorno alle origini dalle quali un club che ha fatto la storia d’Europa, ma che oggi si trova marginalizzato dai grandi potentati del basket europeo contemporaneo, intende trarre energia per posizionarsi sullo scenario cestistico internazionale in maniera intelligente, strategica e lungimirante. “Siccome sarà sempre più difficile affidarsi esclusivamente a giocatori di Zara, dobbiamo affermarci come l’ambiente d’eccellenza in Croazia per la crescita dei giovani cestisti” ha spiegato Beram.
“Poche altre città possiedono ciò che abbiamo qui: una città che ama profondamente la pallacanestro, supportata dalle infrastrutture necessarie” ha continuato il direttore del settore giovanile dello Zadar. “Ai giovani vogliamo trasmettere il significato di indossare questa maglia e di giocare per un club di importanza storica. Il compito non è facile, dato che quel senso di appartenenza è andato perduto altrove, non solo qui” ha concluso il quarantaquattrenne zaratino.
Matteo Cazzulani
Nella foto: Ivan Beram. Credits: KK Zadar