La stagione della Reyer 2022-2023 si è chiusa con un’eliminazione netta, meritata e senza appello rimediata nella serie playoff contro Sassari. Un 3-1 che non dà certo gloria nei 150 anni di storia oro-granata. In questo pezzo di fine stagione analizziamo la stagione della squadra lagunare.

GIUDIZIO E VOTO AI PLAYOFF

Reyer voto 5-: un playoff anonimo, senza energie, con troppi giocatori sotto standard ed un senso evidente di stanchezza fisico-mentale visto nel corso della serie. Un dominio costante della Dinamo per ritmo, aggressività e presenza a rimbalzo, con Venezia che ha avuto una costante chiara di almeno 10′ disastrosi in G2, G3 e poi G4. Eliminazione meritata.

GIUDIZIO E VOTO ALLA STAGIONE

Reyer voto 5+: Stagione passata a rincorrere, a cercare e ricercare un assetto logico e chiaro, a cambiare giocatori bocciando Sima e Freeman… insomma, mesi di poca chiarezza con De Raffaele a pagare a febbraio una prima metà di stagione totalmente insufficiente tra gioco non adeguato ai nomi presenti nel roster. L’arrivo di Spahija ha ridato ossigeno, con il coach croato che ha riportato Venezia non solo in zona playoff, ma anche tra le prime 4. La bocciatura dei playoff è probabilmente figlia di una rincorsa lunga ed estenuante, come successo lo scorso anno.

MVP DEI PLAYOFF E GIUDIZIO

Mike Bramos 6.5: Ha dovuto abbandonare la serie a metà di una G2 disastrata per la Reyer, ma il capitano è stato fondamentale nell’unico successo giunto in Gara 1. Un problema fisico lo ha messo fuori gioco, decisamente le responsabilità di Bramos in questa serie sono a zero, relativamente all’eliminazione

MVP STAGIONE

Jordan Parks 6.5: Stagione iniziata tardi per infortunio, deflagrata in positivo con l’arrivo di Spahija, che ha messo l’ex Napoli in condizione di brillare. Quintetto base sempre, tanto gioco in transizione a sfruttare corsa ed atletismo, una difesa positiva finché ha avuto energie.

VOTO E GIUDIZIO STAGIONE + PLAYOFF AI COACH

Walter De Raffaele 4.5: Spiace che coach De Raffaele abbia chiuso così la sua avventura vincente a Venezia. Un clima nel gruppo squadra diventato pesante a suon di sconfitte tirate, una contestazione contro Brindisi in una stagione maledetta. I 150 anni di Reyer vedono anche la fine di un’era.

Neven Spahija 6.5: Ha restituito entusiasmo, fiducia ed un minimo di gioco ad una squadra che a marzo era in lotta per non retrocedere. Ne vince 8 delle ultime 9 con tanto di colpo esterno a Milano, ma la rincorsa faticosa spegne i suoi ai playoff (VOTO 5). Per l’anno prossimo l’obiettivo deve sicuramente essere quello di evitare rincorse affannose.

GIOCATORI POSITIVI TRA STAGIONE E PLAYOFF

Amedeo Tessitori 6.5: Poco spazio con De Raffaele, playoff in affanno (Voto 5), ma nel momento della rincorsa tra marzo e fine aprile l’impatto dell’azzurro è stato devastante. Coach Spahija gli ha dato spazio e fiducia (Voto 7.5)

Mike Bramos 6.5: problemi fisici a condizionarne avvio di stagione e playoff, ma ha dato un contributo chiave nei momenti caldi a marzo ed aprile. Sempre presente, mai a tirarsi indietro.

Andrea De Nicolao 6.5: Uno dei pretoriani di De Raffaele, con Spahija ha avuto molto meno spazio. Quando chiamato in causa ha sempre risposto presente con energia.

Jordan Parks 6.5: Avvio difficile con infortunio, con De Raffaele impatto scarso forse per una condizione in ripresa. Spahija gli dà fiducia e quintetto base, è il migliore dei suoi.

GIOCATORI NEGATIVI

Granger-Spissu 5: Giudizio combinato. Insufficienti entrambi, troppo poco il contributo alla luce del ruolo e dell’esperienza. Spissu ha mostrato limiti in regia dando il meglio da guardia, l’uruguagio ha avuto scarsa leadership e non basta certo una G4 da 30 punti a salvarlo.

Willis-Watt 5: deludente il primo, scomparso nei playoff il secondo. Il #50 ha disputato una regular season di luci ed ombre, un po’ al di sotto degli standard, sparendo poi da G2 in poi di playoff. L’ex Brindisi ha vissuto a sprazzi, ma l’impressione è che non si sia mai calato nel ruolo alla perfezione.

PUNTI DI FORZA E PUNTI DEBOLI

Una squadra che per mesi ha vissuto tra alti (pochi) e bassi (molti), con i disastri dei ko di Treviso e casalinghi con Brindisi e Trieste a costare caro. Difesa poca, limiti caratteriali e di leadership di giocatori esperti come Granger sono lo specchio delle difficoltà. Squadra leggera negli esterni e con gioco troppo statico per sfruttare le caratteristiche di Parks o Willis. Con Spahija si è visto più ritmo e gioco, più attenzione difensiva e maggior solidità a rimbalzo, almeno fino a quando ha retto la gamba ed il fiato. Ai playoff sono usciti i limiti strutturali di un roster di livello solo sulla carta.

MOMENTI CLOU

La svolta in negativo tra Scafati, Lubiana e Brindisi. Tre ko identici tra 1 e 3 punti a punire la Reyer, con la sconfitta interna con i pugliesi a costare la panchina a De Raffaele. In positivo sicuramente il balzo tra Verona e Milano: da Verona in una partita durissima parte la rincorsa, esplosa poi con il colpo esterno a Milano grazie ad un gran secondo tempo.

VOTO STAGIONE DI OGNI GIOCATORE

Spissu 5; Tessitori 6.5; Parks 6.5; Ray 4.5; Bramos 6.5; Moraschini 5; De Nicolao 6.5; Granger 5; Chillo ng; Brooks 6; Willis 5; Watt 5

VOTO PLAYOFF DI OGNI GIOCATORE

Spissu 5.5; Tessitori 5; Parks 6-; Ray ng; Bramos 6.5; Moraschini 5; De Nicolao ng; Granger 4.5; Chillo ng; Brooks 6-; Willis 5; Watt 4.5

SGUARDO AL FUTURO

La prima cosa certa è che ci sarà una nuova mini rivoluzione in casa Reyer. Negli ultimi sta girando forte la voce di un cambio nello staff tecnico con l’arrivo di Lele Molin al posto di Tucci in un rinnovamento che partirà da lì. Nel parco giocatori verso l’addio Granger, Watt, Willis, Ray, Mokoka e – forse – De Nicolao e Moraschini, utilizzati poco da Spahija. Su Bramos voci di un possibile ritiro. Tra i nomi che interessano, smentite trattative con Petrucelli, nomi buoni potrebbero essere Alibegovic e Markel Brown, ma è ovviamente presto. Ciò che pare evidente è il fatto che si andrà verso un ringiovanimento del roster, con tanti cambiamenti. Le prospettive ad ora non sono chiare, ma l’impegno della proprietà è fuori di dubbio.

Daniele Morbio

Foto Ciamillo-Castoria (Michael Bramos)