Le ore di avvicinamento a quello che potrebbe essere considerato uno degli eventi più importanti e unici della pallacanestro italiana del recente passato sono interminabili. La tensione è alle stelle, l’agitazione non ne parliamo. È evidente che siamo di fronte ad una giornata storica, una di quelle che nel bene o nel male ce le ricorderemo a lungo. Tra poco l’Italbasket si giocherà i quarti di finale della FIBA World Cup 2023 contro gli Stati Uniti. Un traguardo storico che mancava dal lontano 1998 quando ad Atene gli azzurri persero di sole tre lunghezze propio contro gli USA.
In quel roster del C.T. Boscia Tanjevic una delle figure di spicco era Gianmarco Pozzecco, oggi dall’altra parte della “barricata” a guidare i suoi ragazzi. Quella versione dell’Italia era una versione con più individualità (Pozzecco stesso, Carlton Myers, Gregor Fucka, ecc..) ma con meno spirito di squadra. Proprio questo fattore è uno dei decisivi e di maggior spicco dell’attuale Italbasket. La voglia di stare insieme e l’unità di intenti tra tutti i componenti del roster con la staff trasuda ed è evidente. In uno sfogo dopo la partita contro la Serbia ci ha tenuto a ribadirlo anche il vice capitano Nicolò Melli.
L’Italbasket – come successo ai campionati europei del 2022 – è partita a marce basse in questa competizione, poi ha ingranato e accelerato quando conta. Così è stato anche nella prima fase con “brutte” vittorie con Angola e Filippine e una sconfitta con la Repubblica Dominicana che poteva minare il percorso dei Pozzecco’s. Invece, quando in pochi se lo aspettavano, una sterzata incredibile con Porto Rico e soprattutto Serbia.
E ora sotto contro gli Stati Uniti. Saremo sfavoriti, dati per sconfitti in partenza. Ma la forza di volontà dei nostri ragazzi la conosciamo benissimo e siamo certi che per noi sarà una festa da onorare e la voglia di fare il miracolo è alle stelle. Proprio le stelle quelle andremo a sfidare. Un Team USA farcito di giocatori NBA (dodici su dodici) dall’indubbio talento, ma dallo scarso QI cestistico e soprattutto dalla tanta inesperienza. Gli americani sono tra i favoriti alla vittoria finale del mondiale, ma è una squadra che basa tutto sulle individualità e sulle qualità dei singoli. La squadra di Steve Kerr non fa un gioca corale, ma le soluzione in isolamento e uno contro cinque sono all’ordine del giorno.
E su questo gli azzurri dovranno far leva. Stare concentrati, non concedere spazio e giocare sempre insieme seguendo il proprio ritmo e non quello degli americani.
Poi ci sarà la sfida nella sfida. Probabilmente quella che sta riempiendo di più pagine di giornale, siti web e non solo: quella con Paolo Banchero. Già nelle ultime ore è stato messo un po’ di pepe, ma il lungo USA ha smorzato con il più classico dei “no comment”.
E allora che i giocatori siano i veri protagonisti della gara, senza troppe influenze esterne che lasciano il tempo che trovano.
L’appuntamento è per le 14:40, sarebbe un peccato perderselo.
Eugenio Petrillo