Il campionato di serie A2 sta volgendo al termine e manca sempre meno alle attesissime finali che decreteranno le due squadre che la prossima stagione saranno nella massima serie. Da una parte Trieste e Cantù, e dall’altra Trapani e Fortitudo Bologna. Proprio quest’ultima arriva da un risultato netto in questi playoff con due serie, contro Treviglio e Rieti, chiuse 3 a 0. Uno degli artefici di questo cammino è Alessandro Morgillo, che in uscita dalla panchina è riuscito ad avere un impatto notevole in questi playoff.

Siamo a pochi giorni dalla finale, si aspettava un risultato del genere?

“Siamo partiti benissimo, quindi già all’inizio stagione, dopo le prime partite, avrei detto di sì. Abbiamo fatto vedere da subito che eravamo un bel gruppo, nonostante non fossimo la squadra più forte, come roster, tra i due gironi. La coesione tra di noi ha evidentemente fatto il suo lavoro”.

Immaginava che la Fortitudo avrebbe avuto un percorso così netto nei playoff, con due 3 a 0?

“Onestamente sì, un po’ ce l’aspettavamo, perché comunque Treviglio l’avevamo già incontrata e sapevamo cosa ci aspettava. Poi dopo le prime partite; in cui siamo andati subito sopra, abbiamo vinto con un discreto scarto e li abbiamo tenuti con un punteggio molto basso; abbiamo acquisito fiducia e capito che potevamo chiuderle presto, con un 3 a 0 in entrambi i casi, sia i quarti che in semifinale”. 

Quale pensa sia stata la chiave di delle due serie?

“In entrambi i casi, sia Treviglio che Rieti, avevano una media attorno agli 80 punti segnati, e noi l’abbiamo tenuti invece in tutte e sei le gare sotto i 65. Credo che sia stata assolutamente quella la chiave. La difesa è stata fondamentale in questi play-off e poi alla fine è stato un po’ il nostro punto di forza durante tutto l’anno. Coach Caja ci tiene tantissimo, anche perchè poi in attacco ci dà tanta fiducia. Giustamente se sai che in difesa non hai buchi, o ne hai pochissimi, in attacco hai meno pressione. Quindi direi proprio che la difesa è stato un fattore e i dati alla fine dei conti ci danno ragione”.

Come crede che Trapani approccerà la finale?

“Credo che Trapani avendo molta pressione, anche da parte del loro presidente, sarà molto aggressiva, cosa che avremmo fatto anche noi se avessimo avuto il fattore campo a nostro favore. Quindi loro punteranno tutto sull’aggressività e provare a sfruttare al massimo il loro talento, noi dobbiamo essere pronti a tenere botta al primo colpo e poi reagire, passando in qualche modo al contrattacco, in modo tale da mettere loro in difficoltà e cercare di girare il fattore campo a favore nostro”.

Passando dalla stagione della Fortitudo alla sua, qual è il bilancio?

“Penso di essere migliorato pian piano. Come dicevo a inizio anno, proprio prima che iniziasse la stagione, io non ero un giocatore molto aggressivo proprio nella mia indole di gioco e avrei utilizzato quest’anno per implementare e migliorare questo mio lato carente. Avere un coach come Caja chiaramente ha aiutato molto. Personalmente penso di aver fatto questo salto di qualità e sperò che anche da fuori venga confermato”. 

Proprio riguardo ad Attilio Caja, come vive il rapporto con il coach? 

“Lui è molto esigente con tutti, quindi capisci che comunque non è una cosa personale o altro che si possa percepire da fuori. Tu sai che lui vuole sempre il massimo in ogni caso e in ogni momento della partita, che sia l’inizio il garbage time o l’intervallo. Devi essere aggressivo e concentrato su quello che c’è da fare. Non richiede cose molto complicate, semplicemente di stare sul pezzo e di non fare errori stupidi, che possono essere evitati rimanendo concentrati”.

Il suo impiego è aumentato nell’ultimo periodo, a cosa crede sia dovuto il maggior spazio in campo?

“Ho notato che i minuti sono aumentati, escluso le ultime due partite dove ho giocato un pelino peggio, credo di essere migliorato in difesa e in generale di aver subito poco dagli avversari, quindi penso che il coach abbia visto questo in me. Inoltre credo che abbia colto la possibilità per far riposare qualche minuto in più Freeman. Semplicemente avendo fatto qualcosa di meglio in difesa, il coach si è fidato di più di me”. 

Il suo impatto è aumentato anche a rimbalzo, c’è stato un lavoro dietro o è stata una questione di accoppiamenti?

“Se penso ai playoff con Treviglio c’erano Barbante e Guariglia che sono 2 metri e 11, e 2 metri e 5, quindi la stazza non mancava. Diciamo che tutto l’anno il mio obiettivo è stato migliorare il più possibile a rimbalzo per poter dare un apporto maggiore alla squadra e credo che in questo fondamentale la volontà faccia tanto, nel senso che più ci vai e più hai possibilità di prenderlo. Credo che in queste partite sia stato così, sono andato qualche volta più del solito a rimbalzo e quindi ne ho strappato qualcuno in più”. 

Quali sono stati gli aspetti su cui ha lavorato maggiormente in palestra quest’anno?

“Abbiamo lavorato tanto sul posizionamento, sul tagliafuori per evitare di subire i rimbalzi offensivi e invece poi prenderne il più possibile in attacco a favore nostro. La difesa sui pick ‘n roll poi è sempre stata un nostro punto chiave, perché comunque riuscire a fermare subito la guardia e non creare tanta separazione tra me e il mio avversario faceva in modo che i miei compagni di squadra non mi dovessero aiutare, e in più questo non metteva tanto in rotazione la squadra. Credo che sia stata la cosa principale che ha aiutato me a stare più in campo e tutti i miei compagni a non dover lavorare il doppio dietro”.

Un aspetto invece in cui si sente ancora carente e su cui pensa debba lavorare ancora?

“Quest’anno forse sono stato un po’ carente in attacco. Dovrei essere un po’ più sicuro quando mi arrivano certi palloni vicino a canestro e cercare di usare al meglio il mio fisico. I miei compagni di squadra mi incitano e mi spronano sempre appunto a rendermi conto delle potenzialità che ho e questo sicuramente è un punto che devo migliorare. Nelle ultime partite poi ho ritirato fuori quello che io chiamo ‘Jumperino’, ovvero un tiretto da distanza ravvicinata che ho sempre avuto, e che prima era probabilmente la mia arma maggiore in attacco. Come dicevo però mi sono concentrato più sulla difesa e in attacco mi sono preso qualche tiro in meno, ma più sicuro, tra virgolette. Ultimamente però mi sono reso conto che alcune volte sono libero e quindi mi sono detto: perchè non tornare a usare quest’arma a mia disposizione? Sapendo poi che è un tiro che so prendermi. Diciamo che sono stati dei piccoli step di confidenza in me stesso che mi hanno fatto arrivare a questo punto”.

Questa stagione ha condiviso il reparto lunghi con due degli stranieri più forti del campionato, come si è trovato?

“Mi sono trovato molto bene, soprattutto con Deshawn con cui sono sempre a stretto contatto essendo pari ruolo e quindi in allenamento giochiamo contro. Entrambi mi hanno danno tanti consigli, ma la cosa che più mi ha aiutato è stata la fiducia e il conforto che mi ha sempre dato Deshawn durante gli allenamenti, dove mi diceva di attaccare un po’ di più, di farmi vedere, mi dava il il cinque quando faceva qualcosa bene, oltre a qualche consiglio sui tagliafuori, cose molto tecniche che lui sfrutta benissimo”.

Uscendo da quello che riguarda il rettangolo di gioco, come si è trovato a Bologna? Le piacerebbe rimanere?

“Questa settimana ne parlavo anche con la mia ragazza, ci siamo trovati veramente bene. Ho stretto tante amicizie con i tifosi che nel bene e nel male mi scrivevano e mi scrivono incoraggiandomi tantissimo. Posso essere solo che contento do com’è andato e come sta andando l’anno. Anche la città in sè, mi piace molto Bologna, mi sono trovato benissimo. Io rimarrei con piacere qui, perché anche dal punto di vista societario mi sono trovato molto bene”.

Un pronostico sulle finali dei due tabelloni?

“Inizio dall’altra, che è più semplice (ride, ndr), tra Cantù e Trieste vedo meglio i giuliani. Anche se so quanto ci tengono a Cantù, avendoci giocato l’anno scorso, i tifosi ma anche la società. Onestamente però vedo Trieste in una stato di forma migliore. Su di noi invece, io spero di vincerla, che sia in gara 3, gara 4 o gara 5 non importa. C’è da dire chiaramente che di là c’è una squadra di livello altissimo, però noi veniamo da sei vittorie consecutive e quindi siamo molto carichi. Possiamo fare lo scherzetto e levarci una grandissima soddisfazione, soprattutto per la società e per i tifosi è molto importante, ci tengono veramente tanto. Sarebbe una grandissima gioia e una gratificazione per il lavoro duro che abbiamo svolto”.

 

Alessandro di Bari

 

In foto Morgillo (Ciamillo Castoria)