San Antonio Spurs 104-105 New York Knicks (0-2 nella serie)

I New York Knicks assomigliano sempre di più alla squadra del destino: i ragazzi di coach Brown diventano i terzi nella storia delle NBA Finals a vincere le prime due gare in trasferta e sono sempre più vicini ad un titolo che manca da 53 anni. Il secondo episodio della serie è ricco di colpi di scena e di cambi di leadership: i San Antonio Spurs partono meglio grazie ad un De’Aaron Fox finalmente incisivo (20 punti con 8/12) e vanno avanti anche di 12 lunghezze. Come nella prima partita, però, gli ospiti riescono a reagire immediatamente con un Karl-Anthony Towns versione MVP: 21+13 rimbalzi con 8/12 dal campo e tante giocate difensive importanti per togliere ritmo a Victor Wembanyama, praticamente assente nel primo tempo. Il parziale del secondo quarto è eloquente: 31-18 per i newyorchesi, assolutamente dominanti anche con l’apporto di Mikal Bridges (20).

Al rientro dagli spogliatoi i Knicks continuano a mantenere il controllo tecnico ed emotivo del match. La difesa della franchigia della Grande Mela soffoca l’attacco avversario, mentre dall’altra parte coach Brown trova tante risorse dalla panchina: minuti importanti per Landry Shamet (13), Miles McBride (5) e Mitchell Robinson (7), decisivo soprattutto sotto il proprio canestro. I padroni di casa sembrano non avere le risposte e la testimonianza di queste difficoltà la vediamo nella prestazione di Stephon Castle: 14 punti con 5/14 al tiro e 4 palle perse, il tallone d’Achille del suo gioco fino a questo momento. Victor Wembanyama (29 con 11/21), però, non ci sta e comincia a mettersi al lavoro: i suoi 10 punti nel terzo periodo tengono a contatto i neroargento.

I Knicks non si impressionano e mostrano ancora una volta una fiducia totale nei loro mezzi: OG Anunoby (17) e Shamet ampliano il vantaggio ulteriormente e, a 6 minuti dalla fine, il tabellone recita 97-83 per gli ospiti. La città di New York è già in festa, ma i suoi beniamini alzano le mani dal manubrio troppo presto e subiscono un parziale clamoroso di 14-0 guidato da Dylan Harper (15): tutto nuovamente in parità. Julian Champagnie (8) commette una sciocchezza e concede tre liberi (segnati) ad Anunoby, ma Wembanyama e Harper riescono a rispondere a tono, portando i texani avanti di 2 a meno di un minuto dalla sirena. E Jalen Brunson? Il leader tecnico dei Knicks vive una serata complicata al tiro (20 punti con 7/25) complice la difesa asfissiante degli Spurs, ma brilla nel momento più complicato: canestro pazzesco per pareggiare a quota 104.

Da questo momento in poi iniziano i 30 secondi più duri della carriera NBA di Wembanyama: il francese sbaglia il tiro del nuovo vantaggio, ma sarà l’errore meno pesante. Brunson sbaglia e il centro transalpino cattura il rimbalzo, ma la sua apertura per Castle è completamente errata: lo stesso numero #11 dei Knicks, dopo la carambola sull’ex Connecticut, raccoglie il pallone e subisce anche il fallo ingenuo di Wemby. ‘Captain Clutch’ fa 1/2 dalla lunetta, con coach Johnson che chiama timeout per disegnare il possibile tiro della vittoria. Fox penetra e scarica per Wembanyama, il lungo francese tira per il punto dell’1-1 nella serie ma trova solo il ferro: è pandemonio Knicks che gelano nuovamente il Frost Bank Center.

Tredicesima vittoria consecutiva per New York (meglio di loro solo i Golden State Warriors del 2017), ottava in trasferta (pareggiati i Los Angeles Lakers del 2001): queste sono statistiche che fanno sognare i tifosi, che sentono il titolo sempre più vicino. Le prossime due gare si disputeranno in un Madison Square Garden infuocato (anche il presidente Donald Trump è atteso per gara 3) e l’inerzia psicologica è tutta dalla parte dei Knicks: gli Spurs, che hanno mostrato tutta la loro inesperienza, dovranno tirare fuori due masterclass consecutive per riportarsi in carreggiata in queste NBA Finals.

Nell’immagine: Mikal Bridges             Credit photo: New York Knicks (Facebook)