Cominciano stanotte notte le Finals NBA 2024, che vedono affrontarsi i Boston Celtics e i Dallas Mavericks. Gli uomini di Mazzulla arrivano da un percorso piuttosto netto nei playoff, dove hanno fatto fuori prima i Miami Heat e poi i Cleveland Cavaliers, con due 4-1 consecutivi. Per i Mavs un percorso più tortuoso, dovuto anche dalla peggiore posizione in regular season. I ragazzi di Kidd hanno dapprima eliminato i Clippers 4-2, per poi sconfiggere Edwards e i suoi Timberwolves sempre per 4-2. Finale che vede i Celtics favoriti, ma Dallas ha già dimostrato di poter ribaltare i pronostici. Diverse le strade e le chiavi tattiche che hanno portato le due squadre alle finali, entrambe però con lo stesso obiettivo: l’anello.
BOSTON CELTICS: DOPO 6 ANNI SARA’ LA VOLTA GIUSTA?
6 anni, questa la durata del progetto targato Brad Stevens in casa Celtics. Prima come coach, poi come GM, con Udoka e Mazzulla al comando. Quest’anno per Boston sembra essere l’annata buona, dopo una stagione regolare letteralmente dominata e un altro anno di esperienza sulle spalle di Tatum e Brown. Oltre ai vari White e Horford presenti anche la scorsa stagione, quest’anno è stato di fondamentale importanza anche Jrue Holiday, sacrificato dai Bucks per arrivare a Damian Lillard. Chi pensava che Holiday non avrebbe potuto sostituire la difesa e la leadership di Marcus Smart si è dovuto presto ricredere, con il numero 4 divenuto essenziale nello scacchiere di Mazzulla. Quest’anno i Celtics stanno sfornando una stagione esemplare, con il profile stats di alcune squadre più forti della storia: gli Warriors del 73-9, i Bulls del 72-10 tanto per intenderci. Questo non significa forse che verranno ricordati come una delle squadre migliori di ogni epoca, ma le loro statistiche li avvicinano all’olimpo del basket. A differenza di queste squadre però, i Celtics non danno ancora quell’idea di imbattbilità, con soprattutto alcuni limiti sopraggiunti nei finali di partita dove, sebbene le numerose scelte offensive che possono offrire, il loro attacco risulta essere un pò stagnante. Proprio il modo di giocare in attacco però, è uno dei temi più interessanti di queste Finals: Boston è la squadra che ha creato più isolamenti in tutti i playoff, la maggior parte ovviamente giocati da Tatum e Brown. Tante le occasioni in cui i due puntano il difensore considerato più debole della squadra avversaria per giocare un pick and roll o portarlo spalle a canestro (specie Tatum). Proprio l’ex Duke ha giocato 177 isolamenti in questi playoff, con 0,91 punti a giocata. Brown invece si ferma a 122, ma con una conversione migliore (1,14). Diversi i numeri anche per quanto riguarda gli isolamenti finiti con un tiro: Tatum 124, Brown 77, con quest’ultimo che preferisce più del compagno scaricare il pallone (31 isolamenti finiti con un passaggio contro i 27 del numero 0). Sicuramente quindi, questo tipo di soluzione offensiva verrà replicata dagli uomini di Mazzulla, soprattutto per cercare di attaccare il peggior difensore avversario (Doncic?). Boston si appoggerà anche molto sicuramente al tiro da 3, dove è prima per tiri segnati e tentati sia ai playoff che in RS, e ai primi posti anche per percentuali. Tutto l’attacco però, passerà sicuramente dalle sapienti mani di Jayson Tatum, leader della squadra per punti, rimbalzi e assist: a riuscire ad arrivare alle Finals con queste statistiche solo altri 4 nella storia, ossia James, Jokic, Duncan e Kidd. Boston ha quindi le carte in regola per puntare al colpo grosso, una squadra più esperta ed un attacco collaudato. Come può perderla? Pensando di aver già vinto, rendendo l’attacco sterile e esponendosi alle ripartenze guidate da Doncic e Irving.
DALLAS MAVERICKS, DAL PRE TRADE DEADLINE ALLE FINALS
Pochi quest’anno pronosticavano Dallas come una delle squadre contendenti al titolo: Bucks, Nuggets, Okc, Clippers erano ritentute più attrezzate e pronte a giocarsela. Poi i Timberwolves di Anthony, che avevano fatto gridare alla nuova favorita ad Ovest. Nulla di tutto questo: al termine di una stagione incredibile i Dallas Mavericks sono lì, alle Finals, a 4 vittorie da quello che potrebbe essere il primo titolo dopo 12 anni. Come sono arrivati fin qui? Pensare che fino alla trade deadline erano considerati da molti si come una squadra pericolosa, ma non come una contender. Galleggiavano tra il sesto e settimo posto, senza dare l’impressione di poter fare di più. Ma alla fine di più hanno fatto. Dopo febbraio è cominciata un’altra stagione, che hanno pprtato i Mavs ad essere una delle migliori squadre della Lega (e conseguente miglior difesa del campionato). Doncic e Irving hanno dimostrato di poter coesistere e di poterlo far molto bene, accrescendo il loro legame dentro e fuori dal campo. E quando hai due superstar così, pronte a mettersi a disposizione l’uno per l’altro, beh, diventa dura. A fare la differenza in questi playoff anche un supporting cast che si è dimostrati di livello, con i vari Gafford, Lively, P.J. Washington e Derrick Jones JR ognuno pronto a fare la sua parte. Dall’altra parte c’è la squadra più forte della lega ma, come detto, è stata proprio la difesa a svoltare la stagione dei Mavs. E quindi pronti Washington e Jones JR a dare filo da torcere e Brown e Tatum, mentre Gafford e Lively si troveranno davanti due lunghi atipici come Horford e Porzingis (da valutare ancora le sue condizioni). Per quanto riguarda l’attacco sicuramente il grosso passa dalle mani di Doncic e Irving, con tanti isolamenti e tiri in step back (209 in due in questi playoff). Lo sloveno predilige il tiro in stepback classico, andando verso sinistra, mentre Kyrie non disdegna anche il side step. Nei PO siamo a 167 step back tentati da Luka e 42 da Irving, con un impatto rispettivamente di +0,8 e +11. Tema molto interessante delle finali è anche il rapporto di Kyrie con i Celtics: dopo non essersi lasciati proprio benissimo 5 anni fa, negli scontro diretti il numero 11 era partito molto bene. In maglia Nets nelle prime 8 gare contava un record di 7-1. Poi, il fattaccio: Irving decide di calpestare il logo dei Celtics al termine di una partita e da li inizia una serie aperta di ZERO vittorie e 9 sconfitte nelle ultime 3 stagioni. Non un buon biglietto di presentazione, con Irving che dovrà dimostrare di essere più forte anche delle maledizioni. Dall’altra parte Doncic che, come Tatum, guida i suoi per punti, rimbalzi e assist. I Mavs partono sulla carta sfavoriti, ma sanno benissimo che questi Celtics non sono imbattibili. Ci attende quindi una finale che si preannuncia spettacolare, che vedrà sicuramente tanti altri temi emergere a serie in corso. Ora, come si suol dire, ci rimane solo una cosa da dire: che vinca il migliore.
IL CALENARIO DELLE FINALS
Gara 1, Boston – Dallas: venerdì 7 giugno alle 2:30 Gara 2, Boston – Dallas: lunedì 10 giugno alle 2 Gara 3, Dallas – Boston: giovedì 13 giugno alle 2:30 Gara 4, Dallas – Boston: sabato 15 giugno alle 2:30 Eventuale gara 5, Boston – Dallas: martedì 18 giugno alle 2:30 Eventuale gara 6, Dallas – Boston: venerdì 21 giugno alle 2:30 Eventuale gara 7, Boston – Dallas: lunedì 24 giugno alle 2
Diego Loretelli