Si comincia molto presto con il decimo turno di Eurolega, secondo della settimana.

Cominciamo subito dal Pioniir: continua la cura Ivanovic, che qualcuno potrebbe benissimo definire una sorta di “cura Ludovico” di Arancia Meccanica dopo le prime dichiarazioni sulla durata degli allenamenti da parte del coach ex Baskonia.

Il colpaccio in casa dell’Alba Berlino, in crisi di risultati, ha permesso di inanellare il secondo successo consecutivo ed ora, contro un’altra squadra in flessione come il Maccabi, reduce dalla vittoria ai danni dell’Olympiacos che ha avuto effetto balsamico dopo le difficoltà delle scorse settimane.

Occhio all’effetto pubblico, già sfruttato dalla Stella all’esordio della propria nuova guida tecnica, ed a Luca Vildoza, sempre più dominus della regia biancorossa. Dall’altra sponda, il Maccabi sta piano piano ritrovando un ex giocatore di Dusko Ivanovic, quel Wade Baldwin che lo scorso anno fu croce e delizia al Baskonia.

 

Archiviato il passo falso di Tel Aviv, l’Olympiacos torna al Pireo per sfruttare l’incrocio con l’Alba Berlino. Tedeschi in crisi di risultati, non vincono, infatti, da ben 6 partite dopo il folgorante avvio di stagione.

C’è da capire se Vezenkov dovrà nuovamente caricarsi la squadra sulle spalle: la sconfitta con il Maccabi ha evidenziato che gli ellenici hanno carenza di alternative quando il bulgaro accusa un po’ di stanchezza.

Difensivamente c’è da migliorare rispetto ai 90 punti concessi, anche se i ritmi alti di Procida e compagni possono portare ulteriore difficoltà d’analisi nel momento in cui saranno tanti i possessi giocati.

 

Olimpia, chi sei? Cosa sei?

Chiariamolo: se ti chiami Ettore Messina e questo nome ha un peso è perchè in passato hai dimostrato di saper vincere. Hai un palmares che fa invidia a tutti, al di fuori di uno o due allenatori. Per questo palmares, giustamente, esigi che si paghi per le tue capacità il giusto – e lauto – prezzo. Ed è giusto che ti venga corrisposto. L’Olimpia Milano ha voluto investire il giusto e lauto prezzo, ed anche qualcosa in più, viste le mansioni di presidente del ramo sportivo, per vincere in Europa. Ora, però, vengono le responsabilità.

Non dimentichiamo che lo stesso Messina ha definito il roster costruito in estate come il migliore dei suoi 4 anni in biancorosso, il tutto nonostante la partenza di Sergio Rodríguez, cervello della squadra; questo vuol dire che hai preso profili di un certo tipo.

E allora non basta dire “sono disposto a dimettermi se non riuscirò a girare la situazione”, sapendo che è quasi impossibile che Armani o Dell’Orco operino questo cambio repentino. Sarebbe stato meglio fare silenzio e lavorare, oppure fare subito i fatti presentando la famigerata lettera di dimissioni.

Dall’allenatore italiano più titolato a livello di club ci si aspetta questo, non un’uscita come quella immediatamente successiva alla batosta subita dall’Anadolu Efes.

Al Forum, ancora privo di gioie, sarà di scena la capolista Fenerbahçe, l’impressione è che Milano, apparsa totalmente priva di anima, debba battere prima i suoi demoni.

 

Chiusura con un’altra rimpatriata per Zeljko Obradovic che torna a Madrid dov’è stato amato ed ha vinto un’Eurolega nel 1994-95. Avversario sarà un Real che pare ritrovare passo dopo passo l’apporto dei suoi lunghi. Da un lato, dopo il derby vinto alla Fonteta, i blancos si godono ancor di più il talento di Dzanan Musa che continua a guadagnare anche costanza di rendimento, fattore che ne aveva precluso la precoce consacrazione; dall’altro il Partizan vuole ancora sognare e la sconfitta in casa del Barça non ha abbassato l’entusiasmo.

Sarà gara vera, così come vero sarà il momento del tributo ad uno degli allenatori che hanno costruito la leggenda merengue.

Tutti pronti sul divano, birra, stuzzichini, telecomando: si parte.

 

Elio De Falco