Doncic domina un tempo ed indirizza l’ottavo contro l’Italia. Pronti via, il fuoriclasse indossa la casacca ma gioca col joystick. Segna 22 punti nel solo primo quarto tirando 7/10 dal campo e col 50% da 3 su 6 tiri. Tutta l’Italia conta 11 punti al primo pit stop. Nonostante l’iniziale 4-0 azzurro, la stella dei Lakers è un rebus senza soluzione. Lo marca Fontecchio, lo prende Melli, cambiano Diouf e Thompson, ci prova Niang. Niente, è immarcabile. Ad inizio seconda frazione rientra negli spogliatoi perché claudicante, forse per un problema all’anca destra, e senza di lui l’Italia prova a ricucire lo svantaggio. Dopo essere precipitata anche a -19, arriva all’intervallo sul -10 (50-40). Nonostante Doncic continui a bersagliare, salendo a 30 punti personali, i raddoppi a metà campo iniziano un po’ a frenarlo, ma è soprattutto l’attacco azzurro che si scrolla di dosso la polvere. Dalle 7 perse del primo quarto, arriva una sola persa nel secondo, mentre sono 12 le assist che portano a 6 triple aperte che Pajola, Fontecchio e Spissu segnano.
Si riprende dopo la pausa di metà partita, e questa volta Doncic non fa il diavolo a quattro. Anzi, arricchisce il suo bottino con soli 12 punti in 16′. L’Italia con orgoglio non molla, prova a graffiare, ma commette uno dietro l’altro tutta una serie di sciocchezze che precludono la rimonta. Anche con la stella Nba in panchina, la Slovenia si riporta sul +17. Vuoi diversi rimbalzi offensivi per canestri da seconda opportunità. Vuoi un paio di falli in attacco evitabilissimi. Vuoi anche delle scelte offensive discutibili ed anche gli errori ai liberi come in qualche appoggio. A 8′ dal termine scatta però la scintilla, piano piano gli azzurri mangiano punti grazie alla difesa che asfissia Doncic, che rinuncia alle conclusioni per passare la palla. I compagni sembrano tradirlo, perché il 2/12 permette all’Italia di avvicinarsi sul -6 al 37′. Il Laker non incide più, perde anche qualche pallone, ma gli azzurri non ne approfittano e alla fine soccombono 84-77 proprio con i suoi liberi.
Nell’immagine Luka Doncic al tiro, foto Fiba
Giovanni Bocciero