Indebolita nel roster e nel morale, alla caccia di una seconda vittoria stagionale nel torneo che solo un’impresa avrebbe potuto garantire, finita per soccombere ad un avversario di alta caratura che sta vivendo un avvio di stagione particolarmente positivo. È così, forse con un passivo un po’ troppo severo, ma che ben rispecchia i rapporti di forza visti durante la partita, che la Reyer Venezia è uscita sconfitta da Valencia nella quarta giornata della stagione regolare di EuroCup (105:83).
Certo, pretendere di venire a vincere in casa della leader del girone, che si è affacciata alla partita con un record immacolato di tre successi in altrettanti incontri disputati, oltre ad essere la seconda migliore difesa della Lega ACB con una media di 71 punti concessi a partita, sarebbe stato troppo, anche se ne sarebbe davvero valsa la pena.
Ovazione (solo) per Neven Spahija
Peccato, tuttavia, che la resistenza alla corazzata Valencia, forte sì ma non imbattibile, sia durata troppo poco per potere trovare aspetti positivi tra le file di una Reyer che è apparsa spenta, scarica e troppo arrendevole.
A prendere gli applausi, tra le fila orogranata, è stato dunque solo coach Neven Spahija, celebrato con un’ovazione da parte di quel pubblico che, nel 2010, il tecnico originario di Sebenico ha portato alla vittoria di un’EuroCup passata alla storia.
Un secondo quarto decisivo
Di per sé, l’incontro non ha avuto che un solo padrone, col Valencia a comandare nel punteggio fin dalle prime battute di gioco, per poi prendere definitivamente il largo ad inizio secondo quarto, con un parziale di 16:2 che ha lasciato Venezia senza risposte.
Avanti di quattordici lunghezze alla pausa lunga (52:38), i padroni di casa hanno poi allungato nella ripresa, finendo per superare il trentello di vantaggio nel quarto periodo (99:68), prima di mollare qualcosina nel finale.
Difesa, controllo palla e rimbalzi difensivi
La difesa, come prevedibile, è stata la chiave che ha permesso a coach Pedro Martínez di prevalere, con la Reyer tenuta a 68 punti realizzati in trentasette minuti di gioco, con un 26% dalla lunga distanza e 16 palle perse provocate anche per mezzo di 8 palle rubate nel corso della gara.
Buono, per il Valencia, è stato anche il controllo di palla, con 21 assist messi a segno e 10 palle perse commesse, oltre ad una migliore prestazione sotto le proprie plance, con 26 rimbalzi difensivi catturati e solo 11 concessi ai lagunari.
I ‘top’ della partita
Semi Ojeleye, Matthew Costello e Jean Montero sono i tre moschettieri che, per mezzo di prestazioni in doppia cifra, hanno permesso alla formazione Taronja di prevalere davanti al proprio pubblico in materia di prestazioni individuali.
Anche Venezia, dal canto suo, ha potuto contare su tre pilastri come Kyle Wiltjer, autore di 34 punti, Mfiondu Kabengele, finito in doppia doppia, e Carl Wheatle anch’egli capace di chiudere in doppia cifra.
I ‘flop’ dell’incontro
Tra le ‘dolenti note’, da segnalare, lato Venezia, un atteggiamento di squadra che, al netto delle assenze, ha visto gli orogranata issare bandiera bianca troppo presto nel corso dell’incontro.
Lato Valencia, da rivedere è la prestazione dell’ex centro di Vanoli Cremona, Dinamo Sassari e Fortitudo Bologna Ethan Happ, autore di una prestazione ben lontana dalle aspettative che hanno portato l’atleta statunitense in maglia Taronja.
Riepilogo della partita:
Valencia vs. Reyer 105:83 – statistiche
Matteo Cazzulani
Foto: EuroCup