Una vittoria incredibile, spettacolare, costruita con il cuore, l’orgoglio e una resilienza fuori scala. La Virtus Bologna espugna la Salle Gaston Médecin battendo AS Monaco Basket 84-82 con una tripla irreale di Luca Vildoza a 4 secondi dalla fine. Un successo che va ben oltre i due punti in classifica, arrivato in condizioni di emergenza totale e contro una squadra che per lunghi tratti ha imposto ritmo, fisicità e talento.
La Virtus si presenta nel Principato senza tre pedine fondamentali: Carsen Edwards fermato dalla febbre, Alen Smailagic ancora out per l’infiammazione addominale e Alessandro Pajola alle prese con fastidi al ginocchio. Dusko Ivanovic è costretto a inventare, schierando un quintetto atipico con Vildoza unico esterno puro affiancato da quattro “lunghi” adattabili: Jallow, Alston Jr, Niang e Diarra. Dentro anche il futuro, con l’esordio in EuroLeague di Francesco Ferrari e qualche minuto di qualità e personalità per Matteo Accorsi.
Il Monaco prova sin da subito a far valere il fattore campo e la propria profondità, trovando ritmo e vantaggi già nei primi possessi. La Virtus però resta agganciata grazie alla qualità di Derrick Alston Jr, devastante nel primo tempo, e all’energia di Matt Morgan. Nonostante questo, come già accaduto più volte nel match, gli ultimi due minuti dei primi due quarti sono fatali alle V Nere: al 10’ il parziale finale porta i monegaschi sul 30-22, mentre prima dell’intervallo un nuovo allungo fissa il punteggio sul 51-44.
Eppure la Virtus non molla mai. Alston Jr chiude un primo tempo monumentale da 18 punti, con percentuali irreali (3/3 da due e 4/5 da tre, unico errore il tiro forzato sulla sirena), mentre il Monaco continua a spingere trascinato dai suoi uomini di riferimento, in primis Mike James. Nel terzo periodo i bianconeri rientrano ancora una volta a contatto, pur dovendo fare i conti con i problemi di falli, in particolare quelli di Saliou Niang, che commette il quarto personale a inizio ripresa. Al 30’ il tabellone dice 65-62 Monaco, ma l’inerzia emotiva della gara è tutt’altro che chiusa.
Nell’ultimo quarto la Virtus alza il livello difensivo, si compatta, lotta su ogni pallone e trova canestri pesantissimi, soprattutto con Diouf. Un parziale di grande energia porta le V Nere fino al +11 (77-66) a 5’30” dalla sirena, il massimo vantaggio della serata, che sembra poter indirizzare la partita. Ma il Monaco non è squadra che muore facilmente: possesso dopo possesso rientra, stringe le maglie in difesa e piazza un parziale di 16-4, tornando avanti sull’82-81 con la tripla impossibile di James a 1’20” dalla fine.
È il momento della verità. La Virtus costruisce l’ultima azione con lucidità e coraggio. La palla arriva a Vildoza che, senza esitazioni, si prende la responsabilità: tripla, rete, silenzio nella Salle Gaston Médecin. 84-82 a 4 secondi dalla fine. L’ultimo tentativo di Elie Okobo si spegne sul ferro e fa esplodere la panchina bianconera.
È una vittoria che racconta tutto: emergenza, sacrificio, adattamento e cuore. Una Virtus Bologna che, contro ogni pronostico, firma una delle notti europee più belle della stagione, dimostrando che identità e carattere possono andare ben oltre le assenze e la stanchezza. A Montecarlo passa una squadra che non ha mai smesso di crederci. E che, ancora una volta, si affida al talento e al sangue freddo del suo leader argentino.
QUI le statistiche complete del match
Eugenio Petrillo
Nell’immagine Aliou Diarra, foto Ciamillo-Castoria