Una sconfitta che approfondisce la crisi ed una partita persa che, paradossalmente, dà morale. Questo è il bilancio degli incontri che le compagini di Belgrado in Eurolega, Partizan e Stella Rossa, hanno affrontato nella serata di venerdì, in occasione della quale la squadra bianconera ha rimediato una sconfitta interna per mano dei campioni d’Europa in carica del Fenerbahçe (87:99), mentre il club biancorosso ha perso di misura in trasferta col Valencia (75:73).

Difesa ed identità cercasi

Per il Partizan, la batosta casalinga fornisce l’ennesimo colpo al morale già basso di una compagine che dall’infortunio di Carlik Jones ha perso la propria identità, risultando priva di punti di riferimento e, soprattutto, di un’anima. La difesa, che secondo il credo cestistico di Željko Obradović deve essere il fondamento sul quale i bianconeri hanno da costruire la propria identità, è ad oggi ben al di sotto delle aspettative, tanto da conferire al Partizan il quinto peggior rating difensivo del campionato.

A preoccupare in casa bianconera è altresì la concentrazione, che se nelle cinque sconfitte maturate prima del crollo col Fenerbahçe era calata a partita in corso, soprattutto nel terzo periodo e nelle battute conclusive, contro i campioni d’Europa è stata totalmente assente sin da inizio incontro, tanto da vedere il Partizan subire un parziale di 2:17 ad inizio gara nonostante il tifo caldo e colorato dei propri ultras.

Ancora più impietosa è una situazione di classifica che vede la compagine di Željko Obradović, alle prese con problemi di infortuni e con il nodo Jabari Parker tutto da risolvere, terzultima con quattro successi, ad una vittoria di vantaggio dal tandem che condivide l’ultimo posto composto da ASVEL e Maccabi Tel Aviv.

La difesa è la buona strada

Un tiro da due punti ed una palla persa negli ultimi trentotto secondi di gioco sono invece quanto ha separato la Stella Rossa da un successo esterno sul Valencia che avrebbe fornito ulteriore vento nelle vele di una compagine che, malgrado la partita persa, può dirsi ancora in salute, complice il secondo posto in classifica condiviso, con un bilancio di otto successi in dodici incontri disputati, con Panathinaikos e Olympiacos.

A rendere particolarmente positiva la prova della compagine di Saša Obradović è stata una difesa che ha saputo tenere un attacco che si era presentato con medie di 90,1 punti e 12,3 triple segnate ad incontro a 75 punti realizzati in quaranta minuti di gioco, con altresì un 32,26% dalla lunga distanza.

Certo, a mancare alla Stella Rossa è stata la zampata decisiva che avrebbe permesso ai biancorossi di superare in extremis un Valencia che nel corso della partita non è mai riuscito a scappare. Ciononostante, la strada tracciata da coach Saša Obradović è quella giusta, soprattutto per fermare compagini che, come i Taronja, tendono ad imporre ritmi alti.

Matteo Cazzulani

Nella foto: la coreografia dei Grobari, gli ultras del Partizan, a ricordo della battaglia di Kosovo Polje del 1389 esposta all’inizio della partita col Fenerbahçe. Credits: PAOK Partizan family