La gara persa contro il Partizan, ha di fatto cancellato le residue speranze della Segafredo di centrare i playoff nel primo anno di partecipazione all’Eurolega. Se la sconfitta precedente in Turchia contro il Fener, poteva essere messa in preventivo, quella casalinga contro la squadra di coach Obradovic doveva essere vinta, per continuare ad alimentare il sogno che oggi, solo la matematica autorizza ancora a crederci. Rimangono sette gare, di cui solo due fra le mura amiche, e visto il ruolino di marcia dei bianconeri in trasferta, riesce difficile poter pensare di sovvertire le statistiche sin qui accumulate. Questa prima annata rimane comunque un’esperienza estremamente positiva per coach Scariolo ed i suoi ragazzi, perché arrivare a sette gare dal termine della fase regolare, e non essere ancora matematicamente fuori dai giochi, è già di per sé un grandissimo risultato, se si analizzano le prestazioni offerte dall’intero gruppo a fronte delle innumerevoli difficoltà avute nel corso della stagione. La squadra, occorre sempre ricordarlo, è nata sbilanciata, manca da sempre di un giocatore nel reparto lunghi, un quattro italiano che potesse dare una mano in Eurolega, ma sopratutto che consentisse agli stranieri un maggior turnover in campionato. Giocare ogni impegno stagionale, riducendo oltre misura i turni di riposo, ha evidenziato il problema infortuni, a cui questa squadra ha pagato dazio più di ogni altra in Europa. A tal proposito, basti pensare che il Partizan visto martedì sera, da inizio stagione, non ha praticamente mai avuto un giocatore fermo per problemi fisici dall’inizio del torneo. Questo può aiutare a capire il perché la squadra serba occupi la sesta posizione, coach Obradovic, oltre ad avere sempre a sua disposizione tutti gli effettivi, ha potuto lavorare in palestra per migliorare il gioco e affinare l’affiatamento dei suoi uomini. Questo tipo di lavoro, coach Scariolo non lo ha mai potuto svolgere, non riuscendo mai, tranne in due sole occasioni, ad avere a disposizione tutto il gruppo in condizioni ottimali. Oltre a ciò, ci sono giocatori che, nonostante siano stati disponibili, in realtà hanno sempre avuto acciacchi di varia natura che non hanno consentito di poter rendere al meglio come ad esempio Daniel Hackett. Nonostante tutte queste avversità, la squadra ha sempre gettato il cuore oltre l’ostacolo, i ragazzi hanno sempre messo il loro impegno nel tentativo di portare a casa la vittoria, a volte riuscendoci, realizzando anche delle vere e proprie imprese come a Madrid, Milano, Barcellona, oppure battendo in casa il Fener e il Maccabi, scalpi più che prestigiosi per una matricola al primo anno. Se poi, ci si vuole anche ricordare di cosa sia successo in Grecia in casa del Panathinaikos (fallo non fischiato contro Ojeleye sotto il canestro greco nell’ultima azione), oppure alla Segafredo Arena contro l’Olympiacos, sempre Ojeleye protagonista di un fallo fischiato con eccessiva solerzia, due episodi che avrebbero regalato quattro punti in più ad una Virtus che oggi sarebbe ancora più coinvolta in un finale da vivere e giocare col coltello fra i denti, nonostante le avversità che anche martedì l’hanno colpita con  l’ennesimo infortunio.

Quella di stasera, in casa dell’Alba, rappresenta l’ennesimo esempio di come una partita che sulla carta sarebbe stata alla portata della Segafredo, sia diventata l’ennesimo capitolo di un’Odissea costellata di ostacoli imposti da un destino malevolo. Dopo la varicella di Shengelia, anche lo strappo addominale di Ojeleye, a martoriare un gruppo stanco e palesemente acciaccato, a cui la dea fortuna non ha certo riservato un trattamento benevolo. Coach Scariolo dovrà per l’ennesima volta inventarsi un quintetto da mettere in campo, riprogrammando alchimie e accoppiamenti, cercando di estrarre da ogni ragazzo, quel che resta delle energie disponibili, col rischio evidente che il giocare ogni quarantotto ore comporta. I tedeschi sono ultimi in classifica, per loro il torneo è già finito da tempo, sulla carta non dovrebbero rappresentare un ostacolo insormontabile, ma ormai la lezione è già stata spiegata più volte, in questa competizione non esistono partite facili, anche l’ultima della fila, giocherà per vincere, usando ogni goccia di sudore disponibile.

I bianconeri, dovranno fare attenzione, la difesa sarà ancora una volta il perno su cui aggrapparsi, sotto le plance i rimbalzi rappresentano sempre un fattore importante, ma quello che ha fatto la differenza in negativo contro il Partizan, sono state le venti palle perse, soprattutto le dodici del secondo tempo, che hanno fornito ai serbi la possibilità di andare a canestro troppo facilmente.

Quella di stasera, sarà la gara in cui si vedrà, se la squadra avrà ancora energie da spendere nel torneo continentale, oppure se intende preservare quelle rimaste per l’ultimo obiettivo stagionale rimasto, quello che conduce allo scudetto. Gli assenti, ancora una volta, saranno tanti, dai lungo degenti Isaia Cordinier e Leo Menalo, a Toko Shengelia e Semi Ojeleye che si sono aggiunti solo da un paio di giorni. Il reparto lunghi dovrà giocare ancora una volta in emergenza, dovranno essere bravi a gestire i falli, ma soprattutto dovrà essere molto bravo coach Scariolo a gestirne i minutaggi e la fatica dei suoi ragazzi, evitando impieghi troppo prolungati, che possono causare ulteriori quanto malaugurati malanni.

Palla a due alle ore 18,00, agli ordini dello sloveno Damir Javor, del lituano Gytis Vilius e del polacco Jacub Zamojski. Gara trasmessa dai canali Sky Sport ed Eleven Sports, mentre la radiocronaca sarà curata come sempre, da Radio Nettuno Bologna Uno, con la voce di Dario Ronzulli.

Nell’immagine Awudu Abass, foto Ciamillo-Castoria