La Stella Rossa supera la Virtus Bologna 90-89 al termine di una sfida intensissima, equilibrata e decisa solo negli ultimi possessi alla Belgrade Arena. Una partita giocata sul filo dei dettagli, in cui i serbi riescono a spuntarla grazie a una maggiore continuità nei momenti chiave e a qualche episodio favorevole nel finale.
La Virtus chiude tirando con il 65.4% da due, il 48% da tre e l’82.6% ai liberi, numeri offensivi di altissimo livello che però non bastano per completare la rimonta. I bianconeri catturano 27 rimbalzi, distribuiscono 22 assist, ma pagano a caro prezzo le 17 palle perse, che finiscono per pesare soprattutto nei momenti di maggiore inerzia a favore.
La Stella Rossa risponde con il 65.8% da due, il 30% da tre e il 56.5% dalla lunetta, soffrendo a tratti in attacco ma restando solida mentalmente. I padroni di casa chiudono con 33 rimbalzi totali, 18 assist e 10 palle perse, trovando nel finale le giocate decisive per portare a casa una vittoria di carattere davanti al proprio pubblico.

VIRTUS BOLOGNA:

Luca Vildoza – 7 Regia lucida e personalità. Segna 16 punti con ottime percentuali (4/6 da tre), ma soprattutto distribuisce 9 assist, dando ordine e ritmo alla manovra. Nel finale si prende la responsabilità dalla lunetta per il +1 che sembra decisivo. Leader vero, anche nei momenti di maggiore pressione.

Carsen Edwards – 7,5 Il migliore. 29 punti con un carico offensivo enorme e costante. Tiene in piedi la Virtus quando l’attacco si inceppa, crea dal palleggio e si prende ogni responsabilità possibile. Qualche palla persa di troppo (5), ma il peso specifico della sua partita resta altissimo. L’ultimo tiro sbagliato non cancella una prestazione monumentale.

Alessandro Pajola – 5 Giornata complicata. Solo 11 minuti in campo, poco incisivo in attacco (1 punto) e con un -8 di plus/minus che fotografa le difficoltà del suo impatto. Prova a dare intensità, ma fatica a trovare il suo solito ritmo.

Saliou Niang – 5,5 Energia intermittente. Segna 4 punti in 14 minuti, ma senza riuscire a incidere davvero né in attacco né a rimbalzo. Alcuni buoni spunti atletici, ma resta ai margini della partita.

Alen Smailagic – 5 Presenza discreta ma poco concreta. 3 punti e 3 rimbalzi in 13 minuti, senza lasciare un segno tangibile. Soffre la fisicità della Stella Rossa e non riesce a spostare gli equilibri.

Derrick Alston Jr – 7 Partita solida. 13 punti con buone percentuali e un contributo importante nel terzo quarto, quando la Virtus sembra poter scappare. Manca un po’ di continuità nel finale, ma il suo apporto resta prezioso.

Daniel Hackett – 5,5 Impatto minimo. Solo 4 minuti in campo, senza riuscire a entrare davvero nel match. Una presenza quasi simbolica in una partita che avrebbe richiesto maggiore intensità difensiva.

Matt Morgan – 5 Serata difficile. 3 punti e 3 palle perse in 11 minuti. Fatica a trovare spazi e ritmo, e non riesce a essere il cambio di passo offensivo dalla panchina.

Aliou Diarra – s.v. Meno di un minuto in campo, impossibile giudicarlo.

Karim Jallow – 6,5 Prezioso. 11 punti, 4 rimbalzi e tanta sostanza, soprattutto vicino a canestro (4/4 da due). Non sempre pulito nelle scelte, ma il suo contributo fisico e di energia è costante.

Momo Diouf – 5,5 Buona presenza sotto i tabelloni. 4 punti e 4 rimbalzi in 13 minuti, con solidità e attenzione. Non dominante però e quel 2+1 regalato ad Ojeleye pesa.

Nicola Akele – 6.5 Partita positiva per atteggiamento e rendimento. 5 punti, 4 rimbalzi e un +5 di plus/minus che racconta un impatto concreto, soprattutto difensivamente. Si fa trovare pronto.

Coach Dusko Ivanovic: 6 La squadra resta sempre in partita, gioca con identità e personalità in un campo difficilissimo. Qualche rotazione corta e un blackout nel momento migliore del terzo quarto pesano, ma la Virtus esce comunque con segnali di crescita evidenti.

STELLA ROSSA: 

Codi Miller-McIntyre – 8 Cuore e cervello della squadra. 21 punti e 10 assist, sempre dentro la partita, anche quando le percentuali ai liberi (1/6) rischiano di macchiare la prestazione. Compensa con leadership, letture e capacità di mettere in ritmo i compagni. Meno impattante nel plus/minus, ma senza di lui la Stella Rossa non arriva in volata.

Stefan Miljenovic – 5 Impiego marginale. Poco più di 4 minuti in campo, 2 punti e pochissimo altro. Fa il suo senza errori evidenti, ma resta ai margini del match.

Devonte Graham – 5 Presenza quasi invisibile. 3 punti in meno di 9 minuti, nessuna vera incidenza sul flusso della partita. Non lascia traccia né in attacco né in difesa.

Jared Butler – 6,5 Non una partita scintillante, ma decisiva. I 9 punti pesano, soprattutto per il canestro del sorpasso a 21’’ dalla fine. Vive di fiammate, ma quella finale vale oro.

Dejan Davidovac – 6 Partita di sacrificio. Solo 2 punti, ma prova a dare equilibrio e lavoro oscuro. Soffre però l’intensità della Virtus e chiude con un -6 di plus/minus.

Nikola Kalinic – 6 Non protagonista offensivamente (5 punti), ma importante per esperienza e letture. Fa tante piccole cose utili, anche se paga qualcosa in termini di falli e continuità.

Ebuka Izundu – 6 Buona energia nei minuti concessi. 4 punti e 2 rimbalzi, con presenza fisica sotto canestro. Senza eccessi, ma con solidità.

Donatas Motiejunas – 5 Passaggio fugace. Poco più di 4 minuti, nessun punto e un impatto quasi nullo. Utilizzo ridotto che ne limita il giudizio.

Jordan Nwora – 7 Uomo chiave nel momento più delicato della partita. 20 punti con ottime percentuali da due (7/10) e la capacità di segnare quando l’attacco si blocca. Non sempre continuo, ma fondamentale nel quarto periodo.

Semi Ojeleye – 7 Partita completa. 11 punti e 5 rimbalzi, fisicità, intensità e presenza sui due lati del campo. Senza forzare, ma sempre dentro la partita.

Chima Moneke – 7 Energia pura. 13 punti e 7 rimbalzi, grande attività a rimbalzo e aggressività costante. Non sempre pulito, ma il suo impatto emotivo e fisico è determinante, soprattutto nei momenti di maggiore confusione.

Yago Dos Santos – n.e. Non scende in campo.

Coach Sasa Obradovic – 6,5 La Stella Rossa non domina, ma resta sempre lucida nei momenti decisivi. La squadra fatica in alcuni frangenti, soprattutto quando la Virtus alza il ritmo, ma ha il merito di non scomporsi e di affidarsi ai suoi uomini di maggior talento nel finale.

Eugenio Petrillo 

Nell’immagine Edwards e Nwora, foto Ciamillo-Castoria