La pallacanestro è uno sport incredibile e la partita dell’Allianz Cloud ce lo ha dimostrato ancora una volta. L’Olimpia Milano sopravvive alla rimonta furibonda del Barcellona dal -27 nel quarto periodo e vince 87-84, ribaltando anche la differenza canestri dell’andata. Coach Poeta ritrova Devin Booker dopo alcune settimane ai box ma perde Diego Flaccadori e Bryant Dunston, mentre i catalani arrivano in Italia con tutti i migliori a roster. I biancorossi, guidati da un Leandro Bolmaro in versione tuttofare, entrano in campo con grande aggressività e applicazione, sorprendendo un Barça sornione. I meneghini allungano fino al +12 all’intervallo grazie a percentuali ottime dall’arco, mentre gli ospiti smarriscono la mira dalla lunga distanza e sembrano in balìa degli avversari. Nel terzo periodo la musica non cambia: Milano vola sulle ali dell’entusiasmo e con una tripla fantascientifica di Armoni Brooks (in foto) chiude i primi trenta minuti sul 78-51.
In qualsiasi altro sport, avremmo potuto considerare conclusa la disputa. Nel basket non si può mai dire fino all’ultimo possesso: i padroni di casa escono dal campo, smettono completamente di segnare (solamente due canestri dal campo) e gli ospiti piazzano un parziale clamoroso da 33-9. Toko Shengelia ha addirittura il tiro del pareggio da centrocampo, ma l’ex Virtus non trova il bersaglio. Continuano le difficoltà indescrivibili dell’Olimpia nei quarti finali: la squadra perde completamente la concentrazione, la circolazione offensiva si ferma e fioccano le palle perse. Questo è un problema che Milano si porta dietro da diversi anni: siamo sicuri che i tifosi biancorossi abbiano pensato alla rimonta subìta l’anno scorso al Forum contro lo Zalgiris, molto simile per portata a quella sfiorata dal Barcellona.
Guardando i lati positivi, con questo successo le Scarpette Rosse si portano a ridosso della zona play-in: il Monaco, attualmente decimo ma in caduta libera per i noti problemi societari, dista solamente una vittoria, in attesa dell’esito della gara del Panathinaikos di domani sera. Il Barcellona, invece, continua a vivere un pessimo momento di forma: 5 sconfitte nelle ultime 6 in Europa e ottavo posto per i blaugrana che, al netto della reazione finale, hanno giocato una partita davvero insufficiente.
La cronaca del match
L’Olimpia Milano approccia molto bene la partita: idee chiare in attacco, buona circolazione di palla e precisione chirurgica dall’arco. Quinn Ellis e Leandro Bolmaro guidano benissimo la manovra offensiva e Josh Nebo domina i lunghi avversari con il suo atletismo fuori scala. Il Barcellona si scuote con l’ingresso di Jan Vesely dalla panchina, ma i padroni di casa continuano a martellare dalla lunga distanza e chiudono il primo quarto sul 24-17.
Nel secondo periodo, il canovaccio tattico del match non cambia: i blaugrana non fanno mai canestro da tre punti (2/12 all’intervallo), mentre Milano continua ad eseguire molto bene in attacco. Armoni Brooks esce dalla panchina e segna 8 punti in un amen, catalizzando tutta l’attenzione della difesa ospite su di lui. Il Barça decide di raddoppiare l’ex Houston Rockets, ma così facendo si liberano tutti i compagni e i ragazzi di Poeta ne approfittano, volando sul +12 prima della pausa lunga.
Al rientro degli spogliatoi, coach Pascual prova a mischiare le carte inserendo Fall in una zona 2-3 abbastanza episodica, ma Milano non si impressiona e, se possibile, aumenta addirittura la qualità del suo gioco offensivo. Il Barcellona inizia il terzo periodo con una tripla di Satoransky, ma si rivela un fuoco di paglia: la difesa dell’Olimpia aggredisce l’attacco blaugrana e costringe gli ospit una serie di palle perse sanguinose. Dall’altra parte, la squadra di Poeta sembra non poter sbagliare mai: i recuperi difensivi generano ottime soluzioni in transizione, la palla si muove come in un flipper e le percentuali salgono vertiginosamente. Il parziale dei meneghini è impressionante: 32-17 e addirittura +27 suggellato da una tripla clamorosa di Brooks sulla sirena.
Partita finita? Con l’Ea7 di quest’anno non si sa mai e, infatti, il Barcellona piazza un 11-0 per cominciare il quarto periodo. Milano stacca completamente la spina: piovono palle perse banali dalle mani dei giocatori dell’Olimpia, che perdono fiducia in attacco e trovano il primo canestro solamente dopo 5 minuti con l’appoggio di Ellis. Gli ospiti approfittano delle difficoltà degli avversari e si portano addirittura a -9 a due minuti dalla fine grazie alle giocate di un redivivo Toko Shengelia, praticamente assente nei primi trenta minuti.
Le Scarpette Rosse spariscono totalmente dal campo e Cale ha addirittura la tripla del -6 a 67 secondi dal termine, ma l’ex Trento trova solo il ferro. Alla fine, i meneghini rischiano l’impossibile: errori ai liberi per Nebo a 14 secondi dalla fine e Satoransky, dall’altra parte, infila la tripla del -5. L’ex Maccabi prova una rimessa veloce, ma Parra ruba il pallone e fornisce l’assist per un’altra tripla del giocatore della Repubblica Ceca: -2 Barcellona a 2 secondi dalla sirena. Poeta chiama timeout e decide di mettere la palla in mano a Shields: 1/2 ai liberi per il danese, ma Shengelia da centrocampo non riesce a pareggiare l’incontro: rischio incredibile per l’EA7.
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Crediti foto: Ciamillo-Castoria