Una rivalità storica che va oltre la pallacanestro e lo sport in generale, un incrocio personale di coach Ergin Ataman con il suo presente targato Panathinaikos e Kostas Sloukas con il suo passato in maglia Fenerbahçe, ma anche una partita tra due scuole cestistiche del sud Europa tra le quali solo una avrà accesso alla finale di Eurobasket.

Sono tanti i temi che ruotano attorno alla semifinale degli europei di basket tra Grecia e Turchia, uno scontro che contrappone le compagini vincitrici del girone A e del girone C, che nel corso delle eliminatorie hanno dato prova di compattezza e debolezze allo stesso tempo.

Solide ma non troppo

Solido è stato il percorso della Grecia, che alla semifinale si presenta dopo avere superato la solida Lituania ai quarti e l’insidioso Israele agli ottavi, ma che nella fase a gironi si è dimostrata vulnerabile venendo sconfitta a sorpresa dalla Bosnia Erzegovina. La Turchia, invece, arriva all’appuntamento da compagine ancora imbattuta nel torneo, anche se, dopo avere sconfitto avversari come Serbia e Lettonia, segni di fatica li ha mostrati contro la Svezia agli ottavi.

A rendere interessante la semifinale, oltre ovviamente alla posta in palio, è lo scontro tra compagini che in un Eurobasket infarcito di compagini che propongono il ‘corri e tira’ hanno tenuto fede alla propria tradizionale vocazione difensiva.

Tradizioni importanti

Da un lato, la Grecia ha fatto tesoro della difesa disciplinata, tattica, concentrata soprattutto sul pitturato, che nella pallacanestro ellenica è stata particolarmente sviluppata da allenatori del calibro di Duško Ivković, Željko Obradović, Panagiotis Giannakis e Georgios Bartzokas, della quale coach Vasiilis Spanoulis in questi europei è stato continuatore.

Dall’altro, la Turchia ha costruito la propria forza sulla difesa ‘ad alta energia’ di coach Ataman, che così come al Panathinaikos e all’Anadolu Efes (che l’ex allenatore di Siena e Fortitudo Bologna ha portato al successo in Eurolega) esige un’intensità difensiva costante e duratura atta a contrastare gli avversari in ogni fase di gioco.

Migliori in difesa (dopo l’Italia)

La notevole attitudine difensiva delle due compagini è confermata dalle statistiche degli europei, che vedono Grecia e Turchia occupare il quarto e il quinto posto rispettivamente, con medie di 72,1 punti concessi a partita dagli ellenici e 73,6 punti subiti ad incontro dai turchi, nel ranking delle migliori difese del torneo (che per dovere di cronaca è guidato dall’Italia con 69,5 punti ricevuti a gara).

La Grecia, nello specifico, è la seconda migliore difesa dal campo avendovi ricevuto solo 24,71 punti a partita, mentre la Turchia si è distinta con la migliore prestazione difensiva sotto le plance, concedendo una media di 26,9 rimbalzi ad incontro.

Le ‘partite nelle partite’

Non di minore importanza, infine, sono gli incroci personali che possono influenzare l’incontro, a partire da quello tra le stelle NBA delle due compagini, come Giannis Antetokounmpo lato Grecia, e Alperen Şengün tra le fila della Turchia.

Rilevante può essere anche il duello in panchina tra la ‘freschezza’ di Vasiilis Spanoulis e l’esperienza di Ergin Ataman. Fondamentale, infine, potrebbe risultare lo scontro tra ‘gregari di lusso’, ossia Kostas Sloukas per gli ellenici e Shane Larkin tra le fila dei turchi.

Il tabellone della fase finale di Eurobasket 

Matteo Cazzulani

Nella foto: Željko Obradović (a sinistra) ed Ergin Ataman (a destra). Credits: Euroleague