di Maurizio Roveri

Travolti da un uragano. Sorprendente? No, o comunque non più di tanto. C’era da aspettarselo, dentro la Ulker Sports Arena di Istanbul. Là,
affrontando un Fenerbahce al top della condizione e del rendimento, non hai scampo se sei l’ultima arrivata. Sono sberle dolorose (come era già accaduto al Pireo in una notte da incubo e, in misura minore, a Belgrado contro il Partizan) che vanno messe in conto lungo il percorso della Virtus Segafredo. È  necessario e giusto ricordarlo: la V nera è una “rookie” della moderna Euroleague. Un club prestigioso che però mancava da tempo nella massima competizione cestistica europea. Rientrandovi, ha trovato un mondo cambiato. Un ritorno avvenuto, fra l’altro, nell’edizione più competitiva di sempre. E dunque: mi sembra abbastanza normale che possano accadere, a volte, in trasferta, nel corso di 6-7 mesi impegnativi, delle collisioni di questo tipo. Che ti tolgono il fiato. Ti lasciano stordito. Eppure servono. Servono, queste lezioni. Sono dure, spietate. Sul momento le maledici. Ma sono utili: aiutano a capire, a crescere, ad acquisire esperienza. Quanti anni consecutivi di Euroleague hanno alle spalle Real Madrid, Olympiacos, Barcellona, Efes, Fenerbahce? Ecco, ho citato Club collaudatissimi di “questa” Euroleague contemporanea, così suggestiva e importante, ma anche crudele e inesorabile. Dove l’essere abituati a competere ad alto livello, anno dopo anno, ti veste d’una solida corazza. Voglio così spiegare che I 32 punti di passivo di ieri sera ci stanno tutti. E che, però, non bisogna farne un dramma. Il Fenerbahce si è reso protagonista d’una prestazione maestosa. Quelle 20 triple, su 40 tentate, rappresentano un record. E’ il nuovo record del Club e il massimo stagionale fino ad ora di questa Turkish Airlines Euroleague 2022-23. Con tale strepitosa performance il Fenerbahce diventa la terza squadra in questo secolo a produrre almeno 20 triple in una singola partita. Non colpevolizzo la Virtus, che ha anche cercato di opporre una timida resistenza. Senza riuscirci. La realtà, bisogna ammetterlo, è che questa è stata una sfida ìmpari, complicatissima, sofferta. Improponibile. Infatti è durata il breve spazio di sette minuti. La V nera bolognese era partita bene dai blocchi di partenza, al comando 12 a 6 dopo quasi quattro minuti. Era ancora avanti 14-13 a 3’49” dal termine del primo quarto. Poi… è rimasta ferma a 14. Frastornata dai ritmi pazzeschi della “transizione offensiva” del team turco, che trovava esaltazione nelle micidiali conclusioni da 3 punti di Guduric, Wilbekin, e Dyshawn Pierre. Eccellente la prestazione dell’ex-Dinamo Sassari. Sì, ieri sera la sfida era improponibile. Spiego: il Fenerbahce quand’è al completo e in piena salute, con la molla carica e il morale alle stelle dopo la grande vittoria di Belgrado, gambe reattive e mani diaboliche, è squadra di “tutt’altra dimensione” rispetto a questa Virtus incompleta (senza due guardie come gli infortunati Cordinier e Lundberg, specialisti difensivi) e in affanno fisicamente. Non erano certo le condizioni giuste per affrontare in trasferta un Team di alto livello e con le grandi potenzialità qual è il gruppo allenato da coach Itoudis. Come non bastasse, nel corso della partita (al 30’) la squadra di Scariolo ha perso Alessandro Pajola per un problema alla caviglia. La cui entità verrà valutata oggi. C’è il rischio che debba fermarsi e sia costretto a saltare l’insidiosissima partita di campionato con Tortona domenica alla “Virtus Segafredo Arena” e poi… chissà. La V nera avrebbe bisogno di potersele giocare al meglio, le due sfide di Euroleague della prossima settimana: Virtus-Partizan martedì 7, e Alba-Virtus giovedì 9 nella “Mercedes Benz Arena” di Berlino. Poiché a quelle sfide è molto legato il destino dei bianconeri. La sconfitta di ieri a Istanbul può fare effetto per le proporzioni, però in realtà non ha peggiorato la situazione in classifica del gruppo di Sergio Scariolo. Dodicesimo era, dodicesimo è rimasto. Sì, con una sconfitta in più sul groppone. Sconfitta inevitabile. Okay, un dente tolto. La gara con il potente e folgorante “Fener” è alle spalle. Bisogna guardare avanti. Con coraggio. La benzina è quella che è. Manca sicuramente brillantezza in questo momento. E se la partita di domenica sera contro Tortona richiedesse, com’è anche possibile, un grosso sforzo? Il rischio potrebbe essere di avere energie fisiche limitate per le due battaglie del Round 27 e del Round 28 di Euroleague. In quel caso, conteranno molto l’atteggiamento. La personalità. E la strategia. Dal 28 settembre (Supercoppa) a ieri sera, ventiseiesima partita di Euroleague, passando per le venti di campionato e le tre della Final Eight di Coppa Italia, la Virtus è arrivata a giocare la partita stagionale numero 50. La fatica comincia a farsi sentire, in una squadra che è stata spesso tormentata dagli infortuni, rarissimamente in campo al completo, e un roster non propriamente profondo. La professionalità e l’atteggiamento del gruppo hanno più volte mascherato (quando è stato possibile) i limiti strutturali di questa Virtus. Limiti che però sono rimasti tali, poiché la Società ha scelto di non intervenire sul mercato in questi mesi. In corso d’opera, la maggioranza dei Club di Euroleague (fra ottobre-novembre 2022 e l’inizio di marzo 2023) ha modificato qualcosa nei
roster delle squadre. C’è chi lo ha fatto in una situazione di emergenza-infortuni, c’è chi è andato sul mercato per potenziarsi decisamente. In tanti si sono mossi, inserendo giocatori. Dall’Armani Milano alla Stella Rossa Belgrado, dal Panathinaikos Atene al Maccabi Tel Aviv, dal Partizan Belgrado al Bayern Monaco, dallo Zalgiris Kaunas all’A.S. Monaco, dall’Efes Istanbul al Valencia, dall’Asvel Villeurbanne al Baskonia Vitoria. Per finire con il “colpo più grosso”: il Tyler Dorsey, ingaggiato proprio dal Fenerbahce. Osservatore speciale, ieri sera alla Ulker Sports Arena. L’ex-Dallas Mavericks ha firmato mercoledì, il primo giorno di marzo, un contratto che lo lega al Club turco fino al termine della stagione 2024-25. Si dice che guadagnerà 3 milioni e 800 mila euro. Per due stagioni e i quattro mesi che restano dell’attuale stagione. Debutterà nella prossima gara di Euroleague. Immaginatelo assieme ad altri califfi come Guduric, Wilbekin, Calathes, Pierre, Motley, Booker… E la Virtus Segafredo? Non ha fatto mercato. Nè in uscita, né in entrata. Aveva l’opportunità di ingaggiare Achille Polonara (già cercato in estate, ma l’Efes fu più tempista), tuttavia la sensazione è che da parte del Club bolognese non vi sia stata – a gennaio – la necessaria determinazione. Così Achille indossa da due mesi la maglia dello Zalgiris. E coach Scariolo è rimasto a bocca asciutta. Lui, “Don Sergio”, un rinforzo lo aveva chiesto. Dovrà andare avanti così. Con una squadra che cerca di andare oltre i propri limiti. In campionato è seconda, ma domenica è totalmente vietato sbagliare partita. E in Euroleague la Virtus Segafredo è ancora in zona-playoff. Non ne è distante. Deve continuare a crederci. In questo momento all’ottavo posto c’è l’Efes, con 13 partite vinte e 12 perse (ha una gara da recuperare). Ad inseguire l’Efes sono in tre: Maccabi Tel Aviv, Valencia e Zalgiris Kaunas con 13+ 13-. Poi, la V nera con 12 vittorie e 14 sconfitte. La precisazione che Euroleague ha voluto fare ieri mattina, nel suo sito, ha tolto illusioni nel popolo bianconero. Vale a dire: la Virtus non
sarebbe sicura di rimanere in Eurolega anche qualora centrasse l’obiettivo-playoff! Perchè? Perchè dovrebbe fare meglio del Club
monegasco, il che è molto difficile poiché l’A.S. Monaco è in quinta posizione e viaggia con 16 partite vinte e 10 perse. La squadra del
Principato vinse l’Eurocup 2020-2021 e salì in Euroleague. Vi è rimasta essendo entrata l’anno scorso nei playoff. Monaco non ha una licenza
biennale. Se la Virtus Segafredo, che ha vinto l’Eurocup nella primavera 2022 ed ha una licenza annuale, si classificherà dietro ai monegaschi, rischia di non avere il posto sicuro per la prossima Euroleague (nel senso che dovrebbe cedere l suo posto al Club che vincerà l’Eurocup in questa stagione e che di diritto parteciperà all’edizione 2023-24). Bisogna considerare che l’Euroleague ha 13 licenze pluriennali. Si tratta delle 11 Società fondatrici, che sono Real Madrid, Barcellona, Baskonia, Armani Milano, Olympiacos, Panathinaikos, Efes, Fenerbahce, Maccabi, Zalgiris e il CSKA Mosca che attualmente è fuori per i motivi legati alla guerra. Le altre due licenze pluriennali le hanno ottenute nel 2021 il Bayern e l’Asvel Villeurbanne. La Virtus Segafredo ha un annuale. Come un annuale hanno il Partizan e l’altra società belgradese, la Stella Rossa. Ha un biennale, in scadenza, l’Alba Berlino. L’ultima in classifica. Forse è quella più a rischio, però penso che l’Euroleage non rinuncerebbe a cuor leggero all’Alba. Berlino è una città importante. E la Final Four del 2024 è in programma proprio alla “Mercedes Benz Arena” berlinese. A mantenere la V nera dentro la più importante competizione europea per Club potrebbe essere l’allargamento del numero di squadre partecipanti. L’Euroleague è una manifestazione sportiva in grande crescita. Ha progetti ambiziosi, idee importanti e un notevole appeal. Una Organizzazione, direi un’Impresa determinata ad espandersi, raggiungendo nuovi mercati. Il Medio-Oriente, ad esempio. Gli sceicchi di Dubai sono pronti ad investire cifre enormi sul prodotto Basketball. Inoltre ai “vertici” di Euroleague interessa molto inserire in tempi possibilmente brevi le due città più importanti d’Europa: Londra e Parigi. C’è l’idea di ampliare a 24 squadre, suddivise in due Conferences. Una “rivoluzione” che potrebbe partire nella stagione 2024-25. Frattanto, già nella prossima stagione, non è da escludere il passaggio dalle attuali 18 squadre a 20. Adesso entra in scena la “politica sportiva”. Sul discorso delle licenze. Si sussurra che la Segafredo stia lavorando per poter ottenere un triennale. Che metterebbe al sicuro il posto della V nera e consentirebbe alla Dirigenza il tempo giusto per programmare in maniera efficace. Mi permetto di lanciare un messaggio, un’idea: e se il dottor Massimo Zanetti entrasse, con il marchio Segafredo, a far parte degli Official Partners di Euroleague?