TORINO – “Guai a dire che questa (con la Virtus ndr) è stata una finale anticipata”, parole e musica di Ettore Messina per far capire subito che non va sottovalutata la prima semifinale che aprirà il sabato dell’Inalpi Arena in cui l’Olimpia Milano se la vedrà con la Germani Brescia.

Gara tutt’altro che scontata quella tra due squadre che hanno dimostrato di valere i massimi livelli del nostro campionato ma che, allo stesso tempo, rappresentano due interpretazioni che si sono evolute in maniera diversa durante la stagione.

Messina ha, infatti, intrapreso una nuova strada fatta di gioco veloce e aperto, con tanti possessi e maggiori libertà offensive; il suo allievo Poeta, invece, ha mostrato di saper essere camaleontico ed adattarsi a situazioni anche diametralmente opposte tra loro.

L’uomo in evidenza per l’Olimpia è Zach LeDay, leader indiscusso soprattutto dopo l’infortunio che ha tenuto Nicola Mirotic fuori per varie settimane.

Nel momento del bisogno, lo statunitense ha mostrato di saper essere decisivo in tutte le sfaccettature offensive, senza far mancare l’abnegazione.

Contro la Virtus Bologna, inoltre, è proprio lui, con 8 punti consecutivi, a dare la spallata definitiva alle ambizioni bianconere.

Poeta trova in Jason Burnell l’uomo pronto per ogni evenienza, il grimaldello, il passepartout.

L’ex Sassari, in uscita dalla panchina, ha ancora una volta tolto le castagne dal fuoco nel momento decisivo.

Quando, infatti, la Bertram Tortona ha avuto l’occasione di riacciuffare la partita, eccolo spuntare con due canestri pesanti dall’angolo che hanno chiuso la contesa.

Alla fine il suo referto ha recitato 17 punti, ago della bilancia in una gara in cui Demetre Rivers non aveva brillato, fattore nel mettere in difficoltà Justin Gorham.

Non è da escludere, tutt’altro, che entrambi si trovino a marcarsi l’un l’altro.

 

Elio de Falco