Squadra lunga, lunghissima, tanti i protagonisti che si sono alternati spesso anche nell’arco della stessa partita. L’EA7 Olimpia Milano ha festeggiato dopo una lunga battaglia, arrivando sino a gara 7 contro la Virtus Segafredo Bologna, il suo trentesimo scudetto. Un traguardo importante, storico. La squadra di Ettore Messina è riuscita a portarsi sul 2-0 nella serie, vincendo le prime due partite al Mediolanum Forum. Napier (22 punti) e Hall (15) sono stati i mattatori del primo atto, seppur partiti a rilento ma ‘esplosi’ poi nella ripresa. In gara 2 c’è stato il volatone punto a punto, dopo che le ‘scarpette rosse’ avevano avuto anche un buon margine di vantaggio. Quando la serie si è poi spostata a Bologna, sono arrivate due sconfitte. Baron (15 punti) è stato quello più in palla in gara 3, mentre gara 4 è stata interminabile con i due supplementari. Anche in quel caso Napier (16) si è accesso sul finale prolungando la partita all’extra time. Gara 5 ha visto invece l’Olimpia dominare dall’inizio alla fine, tornando così nuovamente in vantaggio nella serie per 3-2. Da dimenticare gara 6 alla Segafredo Arena, dove questa volta a segnare la partita sono state le giocate dei virtussini così da stabilire anche il massimo scarto di tutta la serie (+19). Melli (11) ha tenuto in piedi la baracca Olimpia per tutto il primo tempo, poi si è arreso anche lui. Nella decisa gara 7 si è preso la scena il veterano Datome (16), autore di un primo tempo scintillante e di una ripresa più pacata ma comunque preziosa con alcune intuizioni soprattutto difensive. Baron (11) ha invece contribuito nel finale con le sue triple.

C’è comunque un comun denominatore nel successo che ha permesso di conquistare la terza stella della sua storia all’Olimpia Milano, che risponde al nome di Shavon Shields: 13, 18, 8, 26, 22, 7, 10. Questo è il progressivo delle sue Lba Finals. Spesso si è incaponito nel voler attaccare a tutti i costi il canestro, perdendo una discreto numero di palloni. Ma Milano non ha mai potuto fare a meno di lui per lunghi tratti delle singole partite. Un pericolo costante, capace sia di punire in penetrazione che dall’arco, non si è risparmiato neppure in difesa dove in alcuni frangenti si è accoppiato con l’attaccante avversario più pericoloso scippandogli il pallone. In gara 2, nel finale punto a punto, è stato freddo anche e soprattutto nella lotteria dei tiri liberi che ha invece visto la Virtus troppo pasticciona. Dopo una gara 3 da 1/8 da 3, si è rifatto in gara 4 con la sua miglior prestazione in termini di punti seppur sia arrivata la sconfitta. In gara 5 ha invece trascinato l’Olimpia al successo e al nuovo prezioso vantaggio nella serie. In una di quelle partite che, se sbagliata, poteva forse costare carissimo. Negli ultimi due atti della finale scudetto si è forse un po’ risparmiato. Ma se in gara 6 è stato oscurato come tutti gli altri compagni, in gara 7 ha quasi lasciato il palcoscenico a Datome, eletto Mvp dalla Lega Basket. Ma per noi, il premio, con tutto il rispetto per l’azzurro, andava dato a Shields.

Giovanni Bocciero