La FIBA World Cup è stata archiviata e come sempre, al termine di una competizione di questo tipo, è tempo di fare i bilanci. Chi è ha ben figurato, chi meno e chi proprio no. Allora ecco il consueto Ottovolante di BM.
SALGONO
- LA GERMANIA CAMPIONE DEL MONDO
Chi si se lo sarebbe mai aspettato? Forse nessuno. Che la Germania fosse una squadra interessante e che potesse persino arrivare fino alle fasi conclusive della stagione forse si, ma che raggiungesse un tale livello con un exploit del genere… Roba da indovini e luminari. Invece chi ha illuminato gli occhi di tutti sono stati proprio i ragazzi tedeschi di coach Herbert. La Germania solleva la coppa del mondo al cielo e lo fa da unica squadra imbattuta e al termine di un torneo giocata in maniera impeccabile. Dennis Schroder è stato senza dubbio il trascinatore, ma tutto l’organico ha recitato un ruolo da protagonista: Moritz e Franz Wagner, Daniel Theis, Andreas Obst, Johaness Thiemann, Joahness Voigtmann, Maodo Lo e Isaac Bonga. Alla Germania vanno tutti i nostri complimenti che dal 19esimo posto del 2019, ha saputo mettersi al collo un bronzo europeo nel 2022 e un’oro mondiale nel 2023.
- LA LETTONIA GRIFFATA LUCA BANCHI
È stata una delle favole più belle dell’intera FIBA World Cup 2023. La Lettonia che ha stupito il mondo. Arrivata come squadra underdog, alla sua prima esperienza mondiale e ha veramente fatto qualcosa di clamoroso. Si è classificata al quinto posto della classifica battendo nella finale quinto/sesto posto la Lituania. Ma il percorso è stato eccellente. La squadra di Banchi – già eroe in Lettonia ed eletto miglior allenatore della competizione – ha battuto Francia, Spagna ed è arrivata vicinissima a sconfiggere persino la Germania nei quarti di finale. Nessuno ci potrà togliere dalla testa che se avessero vinto quella partita sarebbero potuto arrivare in finale. La Lettonia ha giocato un grandissimo basket, seppur priva di Porzingis. Però la nazionale baltica ha rappresentato proprio l’unione di intenti. Ha trovato cose buone da Davis Bertans e Roland Smits, ma ha scovato un gioiello come Zagars ora conteso dalle big d’Europa.
- LA FAVOLA SUD SUDAN
La storia è stata riscritta più volte negli ultimi mesi e nelle ultime settimane. Prima quella prima partecipazione ad una coppa del mondo, poi quella della prima vittoria e per finire in bellezza la qualificazione alle Olimpiadi di Parigi nel 2024. I protagonisti? I ragazzi del Sud Sudan. Che emozione, che percorso. La storia di questa nazione, così povera e piccola, ve l’abbiamo raccontata (QUI il link per leggere). Quello che hanno fatto i giocatori allenati da coach Royal Ivey è stato storico e rimarrà per sempre nei ricordi di tutti gli appassionati di questo sport. Ma è stato posta solo la prima pietra, ora c’è da costruire il futuro. Non sarà certo facile vista la situazione in Sud Sudan, ma l’amore e la dedizione mostrati sono tali da poter raggiungere obiettivi infiniti.
- LA SERBIA RIMANEGGIATA ANCORA COMPETITIVA
Che abbiano qualcosa in più nel DNA, non lo scopriamo certo dopo questi mondiali. La fame di vittoria e lo spirito di sacrificio dei serbi è noto. Ma non pensavamo che si spingessero fino a questo punto. La Serbia si è messa al collo una medaglia d’argento che – viste le premesse – sembrava completamente impossibile. Svetislav Pesic ha fatto valere una volta per tutte la sua intelligenza tattica e la sua esperienza, ma ha soprattutto ha saputo trarre quel di più da tutti i suoi uomini. Va detto che alla Serbia mancavano fior fior di giocatori. Da Nikola Jokic, a Vasilije Micic, Nikola Kalinic, Vladimir Lucic, Boban Marjanovic, Nemanja Nedovic, Nemanja Bjelica, Alen Smailagic e Aleksej Pokusevski. Complimenti alla Serbia, che si merita tutti i tributi del caso.
SCENDONO
- LA DEBACLE DELLA FRANCIA
In molti pensavano che questo sarebbe stato l’anno della Francia. Era tra le più quotate ad arrivare fino in fondo ed invece ha completamente deluso le aspettative fermandosi già al primo girone eliminata da Canada e Lettonia. Probabilmente la pressione di non giocarsi le Olimpiadi ha fatto la differenza, ma una figura del genere in pochi la ipotizzavano. La squadra di Collet sin dalla prima partita non ha mostrato coesione e unione. Non si è visto un gioco, ma un affidamento sui singoli, per non parlare di quante lacune tattiche sono state mostrate.
Ora i transalpini dovranno ripartire dalle olimpiadi che giocheranno in casa e magari con un roster meglio assemblato. Possibile, se non quasi sicuro, l’approdo in nazionale di Wembanyama e anche di Joel Embiid. Ma è anche possibile che Collet non sia più C.T.
- IL FALLIMENTO DEGLI SPOCCHIOSI STATUNITENSI
È stato uno dei fallimenti più grossi di questa FIBA World Cup 2023. Gli Stati Uniti della nuova generazione ha tradito le aspettative guardando gli altri festeggiare. Infatti Team USA è costretta ad un brutto quarto posto nella classifica finale. Dovevano essere la squadra schiacciasassi, i dominatori e anche loro stessi si sono sempre creduti tali. Ma la sconfitta con la Germania e poi quella con il Canada ha fatto fare un tonfo agli americani che ha fatto molto rumore. Talmente tanto che i grandi big della NBA si sono già mossi dando la propria disponibilità per mettersi in gioco alle olimpiadi. È dunque la storia che si ripete, con la solita spocchia e quel credo di essere padroni di tutti e tutto. Dopo aver di fatto snobbato i mondiali ecco la redenzione alle olimpiadi. Ma ogni tanto ci vorrebbe maggior umiltà, sia dello staff tecnico che soprattutto dei protagonisti in campo.
- L’INFORTUNIO DI BORISA SIMANIC
È stata la pagina più nera della FIBA World Cup 2023. Quello che è successo a Borisa Simanic, lungo della Serbia, è qualcosa di drammatico e che non vorremmo mai commentare. Durante la partita contro il Sud Sudan ha subito un colpo (più o meno volontario non lo possiamo sapere) da Nuni Omot. All’apparenza è sembrato un normale contatto di gioco che però ben presto si sarebbe rivelato molto più grave del previsto. Infatti Simanic ha subito un intervento chirurgico d’urgenza per rimuovere il rene colpito dalla gomitata.
Chiaramente questo infortunio ha messo fuori gioco il ragazzo in questi mondiali e condizionerà parecchio la sua futura carriera ancora lunga essendo del 1998. Auguriamo a Borisa una veloce ripresa con la speranza di rivederlo presto ancora in campo.
Eugenio Petrillo
Nell’immagine la festa della Germania, foto FIBA