Dopo il trionfo di Victor Wembanyama come miglior difensore della lega, gli Spurs mettono a segno un’altra firma sulla stagione NBA 2025-26. Keldon Johnson è il Kia Sixth Man of the Year, vincitore del John Havlicek Trophy.
Una storia che vale la pena raccontare. Draft pick numero 29 nel 2020, Johnson era diventato titolare fisso e aveva anche vinto l’oro alle Olimpiadi di Tokyo. Nella stagione 2023-24 segnava 22 punti di media, ma era un reduce di una squadra senza direzione. Poi è arrivato Wembanyama, e con lui una nuova visione. A metà di quella stagione, coach Gregg Popovich si avvicinò a Johnson e gli chiese di spostarsi in panchina. Una richiesta non banale per un giocatore del suo calibro.
Johnson ha accettato, e il resto è storia. Per il secondo anno consecutivo è partito dalla panchina in ogni partita disputata, chiudendo la regular season con 13.2 punti, 5.4 rimbalzi e il 51.9% dal campo in 23.3 minuti a sera. Il tutto giocando tutte le 82 partite (83, contando la finale NBA Cup). Con 1.081 punti segnati dalla panchina ha battuto il record di franchigia che apparteneva a Manu Ginobili, fermo a 927 nella stagione del suo stesso premio, nel 2007-08.
Il panel di 100 media internazionali lo ha premiato con 63 voti di prima scelta, davanti a Jaime Jaquez Jr. (Heat, 34 voti) e Tim Hardaway Jr. (Nuggets, terzo a zero voti di prima scelta).
San Antonio torna grande, e Johnson ne è uno dei simboli più silenziosi e preziosi.
Credit photo: San Antonio Spurs (Facebook)