Ci sono partite in cui il talento si vede, e altre in cui emerge soprattutto la leadership. Nella vittoria di Rimini su Brindisi per 84-70 al PalaFlaminio, Pierpaolo Marini è riuscito a mettere insieme entrambe le cose, firmando una prestazione da vero punto di riferimento offensivo e diventando il naturale MVP della serata.
La guardia abruzzese ha chiuso con 21 punti, frutto di uno straordinario 7/8 da due, 2/6 da tre e 1/2 ai liberi, a cui ha aggiunto 6 rimbalzi, 3 assist e 24 di valutazione. Numeri importanti, ma che raccontano solo in parte il peso specifico della sua partita.
Marini ha avuto il grande merito di segnare nei momenti in cui la partita lo richiedeva di più. Quando Brindisi ha provato a rimanere agganciata alla gara o a rientrare nel punteggio, è stato proprio lui a prendersi responsabilità offensive e a colpire con canestri pesanti. Penetrazioni, arresti e tiri costruiti con grande lucidità: il suo repertorio è stato il principale riferimento dell’attacco riminese.
Il momento simbolo della sua partita arriva nel quarto periodo. Con Brindisi ancora aggrappata alla gara e alla ricerca dell’ultimo tentativo di rimonta, è Marini a trovare la tripla che di fatto spegne le speranze pugliesi, il canestro che chiude definitivamente i conti e che accende il PalaFlaminio.
È la fotografia perfetta della sua serata: leadership, concretezza e senso del momento. Qualità che fanno di Marini uno dei giocatori più determinanti della squadra di Sandro Dell’Agnello.
E non è un caso che, quando la guardia abruzzese gioca a questi livelli, Rimini trovi quasi sempre la strada del successo. La sua capacità di incidere nelle fasi decisive della partita resta uno degli equilibri più preziosi dell’attacco biancorosso. In una serata da clima playoff, Marini ha dimostrato ancora una volta perché è il leader tecnico ed emotivo di questa squadra.
Eugenio Petrillo
Nell’immagine (di repertorio) Pierpaolo Marini, foto Ciamillo-Castoria