La seconda semifinale di Coppa Italia di Serie B ha messo di fronte due squadre costruite per fare della fisicità il proprio marchio di fabbrica: Virtus Roma e La T Gema Montecatini. Una battaglia vera, soprattutto sotto le plance, dove contatti, rimbalzi e lotta su ogni possesso hanno scandito il ritmo di una partita intensa e combattuta fino agli ultimi minuti. Alla fine è Montecatini a sorridere, imponendosi 74-67 e conquistando l’accesso alla finale contro la Pielle Livorno, con la possibilità di difendere il titolo conquistato nella scorsa stagione.
La formazione toscana si presentava alla semifinale da campione in carica e dopo un girone d’andata chiuso al secondo posto. Un cammino solido che le permette ora di giocarsi un’altra finale, nonostante le assenze pesanti. Andreazza ha dovuto infatti fare a meno del quarantenne Jackson, fermo ai box per infortunio, e di Acunzo. Nonostante questo, Montecatini ha trovato risposte importanti dal gruppo. A guidare l’attacco è stato Burini, lucido in cabina di regia e capace di innescare i compagni con passaggi puntuali nei momenti chiave della gara. Ma il vero protagonista della serata è stato Fratto. L’esterno ha acceso subito la partita con un avvio devastante: 10 punti consecutivi nel primo quarto che hanno dato energia e fiducia ai suoi. Non solo attacco però, perché Fratto ha fatto sentire la propria presenza anche in difesa, spendendosi su ogni pallone e portando intensità per tutti i quaranta minuti. Una prestazione completa che gli vale il titolo di mvp della semifinale. Solida anche la prova di Vedovato e Strautmanis, fondamentali nel lavoro vicino a canestro e nella gestione dei momenti più delicati.
Dall’altra parte la Virtus Roma arrivava all’appuntamento con entusiasmo e ambizioni. Per i capitolini si trattava della prima partecipazione alla Coppa Italia dall’avvio del nuovo corso dirigenziale, dopo un girone d’andata praticamente perfetto che li aveva visti laurearsi campioni d’inverno nel Girone B con appena due sconfitte. Il nuovo anno, però, ha portato qualche difficoltà in più. Nonostante il primato in classifica, la società ha deciso di cambiare guida tecnica il 25 febbraio, affidando la panchina a Mecacci. Una scelta che racconta la volontà di alzare ulteriormente il livello, ma che al momento non si sta dimostrando giusta e inevitabilmente richiede tempo per trovare nuovi equilibri. Roma ha avuto buone risposte da alcuni dei suoi uomini più rappresentativi. Battistini ha fatto valere la propria fisicità vicino al ferro, conquistando spazio e rimbalzi importanti. Leggio è partito con il piede sull’acceleratore, volando subito in doppia cifra e trovando canestri pesanti nella prima parte di gara, prima che i problemi di falli ne condizionassero pesantemente la partita. Positiva anche la prova di Majcunic, sempre pericoloso quando riesce a costruirsi buoni tiri.
Dopo un primo tempo equilibrato, però, nel secondo la Virtus ha iniziato a perdere ritmo e lucidità. Montecatini ha alzato l’intensità difensiva, ha controllato meglio i rimbalzi e ha trovato i canestri necessari per allungare nei momenti decisivi. Roma ha provato a rientrare ma non è riuscita a cambiare l’inerzia del match.
Il 74-67 finale premia così La T Gema Montecatini, che stacca il biglietto per la finale e continua la difesa del titolo. Per la Virtus Roma resta invece l’amarezza di una semifinale sfuggita nella ripresa, chiusa tra i fischi dei propri tifosi, segnale di una serata che lascia più di qualche rimpianto.
Ora l’ultimo atto vedrà Montecatini sfidare la Pielle Livorno per la conquista della Coppa Italia di Serie B
QUI le statistiche complete del match
Stefano Marinaro